PAPA FRANCESCO
OMELIA
Basilica di San Pietro
Domenica, 3 Luglio 2023
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Per parlarci del regno di Dio, Gesรน usa delle parabole. Racconta storie semplici, che raggiungono il cuore di chi ascolta; e questo linguaggio, pieno di immagini, somiglia a quello che tante volte i nonni utilizzano con i nipoti, magari tenendoli sulle ginocchia: cosรฌ comunicano una sapienza importante per la vita. Pensando ai nonni e agli anziani, radici di cui i piรน giovani hanno bisogno per diventare adulti, vorrei rileggere i tre racconti contenuti nel Vangelo di oggi a partire da un aspetto che hanno in comune: il crescere insieme.
Nella prima parabola, sono il grano e la zizzania a crescere insieme, nel medesimo campo (cfr Mt 13,24-30). ร unโimmagine che ci aiuta a fare una lettura realistica: nella storia umana, come nella vita di ognuno, cโรจ una compresenza di luci e ombre, di amore ed egoismo. Anzi, il bene e il male sono intrecciati al punto da sembrare inseparabili. Questo approccio realistico ci aiuta a guardare la storia senza ideologie, senza ottimismi sterili e pessimismi nocivi. Il cristiano, animato dalla speranza di Dio, non รจ un pessimista, ma nemmeno un ingenuo che vive nel mondo delle favole, che fa finta di non vedere il male e dice che โva tutto beneโ. No, il cristiano รจ realista: sa che nel mondo ci sono grano e zizzania, e si guarda dentro riconoscendo che il male non viene solo โda fuoriโ, che non รจ sempre colpa degli altri, che non bisogna โinventareโ dei nemici da combattere per evitare di fare luce dentro sรฉ stessi. Si accorge che il male viene da dentro, nella lotta interiore che tutti noi abbiamo.
Ma la parabola ci pone una domanda: quando vediamo che nel mondo grano e zizzania convivono insieme, che cosa dobbiamo fare? Come comportarci? Nel racconto i servi vorrebbero strappare la zizzania subito (cfr v. 28). ร un atteggiamento animato da buona intenzione, ma impulsivo, persino aggressivo. Ci si illude di poter strappare con le proprie forze il male per fare la purezza. Una tentazione che ricorre tante volte: una โsocietร puraโ, una โChiesa puraโ ma, per raggiungere questa purezza, si rischia di essere impazienti, intransigenti, anche violenti verso chi รจ caduto nellโerrore. E cosรฌ, insieme alla zizzania, si strappa pure il grano buono e si impedisce alle persone di fare un cammino, di crescere, di cambiare. Ascoltiamo invece ciรฒ che dice Gesรน: โLasciate che il grano buono e la zizzania crescano insieme fino al tempo della mietituraโ (cfr Mt 13,30). Comโรจ bello questo sguardo di Dio, questa sua pedagogia misericordiosa, che cโinvita ad avere pazienza verso gli altri, ad accogliere โ in famiglia, nella Chiesa e nella societร โ fragilitร , ritardi e limiti: non per abituarci ad essi con rassegnazione o per giustificarli, ma per imparare a intervenire con rispetto, portando avanti con mitezza e pazienza la cura del buon grano. Ricordando sempre una cosa: che la purificazione del cuore e la vittoria definitiva sul male sono, essenzialmente, opera di Dio. E noi, vincendo la tentazione di dividere grano e zizzania, siamo chiamati a capire quali sono i modi e i momenti migliori per agire.
Penso agli anziani e ai nonni, che hanno giร fatto un lungo tratto di strada nella vita e, se si voltano indietro, vedono tante cose belle che sono riusciti a realizzare, ma anche delle sconfitte, degli errori, qualcosa che โ come si dice โ โse tornassi indietro non rifareiโ. Oggi perรฒ il Signore ci raggiunge con una parola dolce, che invita ad accogliere con serenitร e pazienza il mistero della vita, a lasciare a Lui il giudizio, a non vivere di rimpianti e di rimorsi. Come se volesse dirci: โGuardate al grano buono che รจ germogliato nel cammino della vostra vita, fatelo crescere ancora, affidando tutto a me, che sempre perdono: alla fine, il bene sarร piรน forte del maleโ. La vecchiaia รจ un tempo benedetto anche per questo: รจ la stagione per riconciliarsi, per guardare con tenerezza alla luce che รจ avanzata nonostante le ombre, nella fiduciosa speranza che il grano buono seminato da Dio prevarrร sulla zizzania con cui il diavolo ha voluto infestarci il cuore.
Vediamo ora la seconda parabola. Il regno dei cieli, dice Gesรน, รจ lโopera di Dio che agisce in modo silenzioso nelle trame della storia, al punto da sembrare unโazione piccola e invisibile, come quella di un minuscolo granello di senape. Ma, quando questo granello cresce, ยซรจ piรน grande delle altre piante dellโorto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi ramiยป (Mt 13,32). Anche la nostra vita รจ cosรฌ, fratelli e sorelle: veniamo al mondo nella piccolezza, diventiamo adulti, poi anziani; allโinizio siamo un piccolo seme, poi ci nutriamo di speranze, realizziamo progetti e sogni, il piรน bello dei quali รจ diventare come quellโalbero, che non vive per sรฉ stesso, ma per fare ombra a chi lo desidera e offrire spazio a chi vuole costruirci il nido. Cosรฌ che a crescere insieme, in questa parabola, sono alla fine il vecchio albero e gli uccellini.
Penso ai nonni: come sono belli questi alberi rigogliosi, sotto i quali i figli e i nipoti realizzano i propri โnidiโ, imparano il clima di casa e provano la tenerezza di un abbraccio. Si tratta di crescere insieme: lโalbero verdeggiante e i piccoli che hanno bisogno del nido, i nonni con i figli e i nipoti, gli anziani con i piรน giovani. Fratelli e sorelle, abbiamo bisogno di una nuova alleanza tra giovani e anziani, perchรฉ la linfa di chi ha alle spalle una lunga esperienza di vita irrori i germogli di speranza di chi sta crescendo. In questo scambio fecondo impariamo la bellezza della vita, realizziamo una societร fraterna, e nella Chiesa permettiamo lโincontro e il dialogo fra la tradizione e le novitร dello Spirito.
Infine la terza parabola, dove a crescere insieme sono il lievito e la farina (cfr Mt 13,33). Questa mescolanza fa crescere tutta la pasta. Gesรน usa proprio il verbo โmescolareโ, che richiama a quellโarte che รจ ยซla mistica di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccioยป, e di ยซuscire da sรฉ stessi per unirsi agli altriยป (Esort. ap. Evangelii gaudium, 87). Questo sconfigge gli individualismi e gli egoismi, e ci aiuta a generare un mondo piรน umano e piรน fraterno. Cosรฌ oggi la Parola di Dio รจ un richiamo a vigilare perchรฉ nelle nostre vite e nelle nostre famiglie non emarginiamo i piรน anziani. Stiamo attenti che le nostre cittร affollate non diventino dei โconcentrati di solitudineโ; non succeda che la politica, chiamata a provvedere ai bisogni dei piรน fragili, si dimentichi proprio degli anziani, lasciando che il mercato li releghi a โscarti improduttiviโ. Non accada che, a furia di inseguire a tutta velocitร i miti dellโefficienza e della prestazione, diventiamo incapaci di rallentare per accompagnare chi fatica a tenere il passo. Per favore, mescoliamoci, cresciamo insieme.
Fratelli, sorelle, la Parola divina ci invita a non separare, a non chiuderci, a non pensare di potercela fare da soli, ma a crescere insieme. Ascoltiamoci, dialoghiamo, sosteniamoci a vicenda. Non dimentichiamo i nonni e gli anziani: per una loro carezza tante volte siamo stati rialzati, abbiamo ripreso il cammino, ci siamo sentiti amati, siamo stati risanati dentro. Loro si sono sacrificati per noi e noi non possiamo derubricarli dallโagenda delle nostre prioritร . Fratelli e sorelle, cresciamo insieme, andiamo avanti insieme: il Signore benedica il nostro cammino.
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ANGELUS
Piazza San Pietro
Domenica, 23 Luglio 2023
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Il Vangelo oggi ci offre la parabola del grano e della zizzania (cfr Mt 13,24-43). Un agricoltore, che ha sparso del buon seme nel suo campo, scopre che un nemico di notte vi ha seminato zizzania, una pianta dallโaspetto molto simile al grano, ma infestante.
In questo modo Gesรน parla del nostro mondo, che in effetti รจ come un grande campo, dove Dio semina grano e il maligno zizzania, e perciรฒ crescono insieme bene e male. Il bene e il male crescono insieme. Lo vediamo dalle cronache, nella societร , e anche in famiglia e nella Chiesa. E quando, assieme al buon grano, scorgiamo erbe cattive, ci viene voglia di strapparle via subito, di fare โpiazza pulitaโ. Ma il Signore oggi ci avverte che รจ una tentazione fare questo: non si puรฒ creare un mondo perfetto e non si puรฒ fare il bene distruggendo sbrigativamente ciรฒ che non va, perchรฉ questo sortisce effetti peggiori: si finisce โ come si dice โ col โgettar via il bambino insieme allโacqua sporcaโ.
Cโรจ perรฒ un secondo campo dove possiamo fare pulizia: il campo del nostro cuore, lโunico su cui possiamo intervenire direttamente. Anche lรฌ ci sono grano e zizzania, anzi รจ proprio da lรฌ che tuttโe due si espandono nel grande campo del mondo. Fratelli e sorelle, il nostro cuore, infatti, รจ il campo della libertร : non รจ un laboratorio asettico, ma uno spazio aperto e perciรฒ vulnerabile. Per coltivarlo come si deve, bisogna da una parte prendersi cura con costanza dei delicati germogli del bene, dallโaltra individuare e sradicare le piante infestanti, nel momento giusto. Allora guardiamoci dentro ed esaminiamo un poโ ciรฒ che succede, cosa sta crescendo in me, cosa cresce in me di bene e di male. Cโรจ un bel metodo per farlo: quello che si chiama lโesame di coscienza, che รจ vedere cosa รจ successo oggi nella mia vita, cosa ha colpito il mio cuore e quali decisioni ho preso. E questo serve proprio a verificare, alla luce di Dio, dove ci sono le erbe cattive e dove il seme buono.
Dopo il campo del mondo e il campo del cuore cโรจ un terzo campo. Lo possiamo chiamare il campo del vicino. Sono le persone che frequentiamo ogni giorno e che spesso giudichiamo. Come ci รจ facile riconoscere la loro zizzania, come ci piace โspellareโ gli altri! E quanto รจ difficile invece sapervi vedere il buon grano che cresce! Ricordiamoci perรฒ che, se vogliamo coltivare i campi della vita, รจ importante ricercare anzitutto lโopera di Dio: imparare a vedere negli altri, nel mondo e in sรฉ stessi la bellezza di quanto il Signore ha seminato, il grano baciato dal sole con le sue spighe dorate. Fratelli e sorelle, chiediamo la grazia di saperlo scorgere in noi, ma anche negli altri, cominciando da chi ci sta vicino. Non รจ uno sguardo ingenuo, รจ uno sguardo credente, perchรฉ Dio, agricoltore del grande campo del mondo, ama vedere il bene e farlo crescere fino a fare della mietitura una festa!
Allora anche oggi possiamo porci alcune domande. Pensando al campo del mondo: so vincere la tentazione di โfare di ogni erba un fascioโ, di fare piazza pulita degli altri con i miei giudizi? Poi, pensando al campo del cuore: sono onesto nel ricercare in me le piante cattive e deciso nel gettarle nel fuoco della misericordia di Dio? E, pensando al campo del vicino: ho la sapienza di vedere ciรฒ che รจ buono senza scoraggiarmi per i limiti e le lentezze altrui?
La Vergine Maria ci aiuti a coltivare con pazienza ciรฒ che il Signore semina nel campo della vita, nel mio campo, in quello del vicino, nel campo di tutti.
Dopo l’Angelus
Cari fratelli e sorelle!
Oggi, mentre molti giovani si apprestano a partire per la Giornata Mondiale della Gioventรน, si celebra la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani. Per questo sono accanto a me un giovane e una nonna: il nipote e la nonna. Un applauso ad ambedue! La vicinanza tra le due Giornate sia dโinvito a promuovere unโalleanza tra le generazioni, di cui cโรจ tanto bisogno, perchรฉ il futuro si costruisce insieme, nella condivisione di esperienze e nella cura reciproca tra i giovani e gli anziani. Non dimentichiamoci di loro. E facciamo un applauso a tutti i nonni e a tutte le nonne! Forte!
Si stanno sperimentando, qui e in molti Paesi, eventi climatici estremi: da una parte varie regioni sono interessate da ondate anomale di caldo e colpite da devastanti incendi; dallโaltra, in non pochi luoghi vi sono nubifragi e inondazioni, come quelle che hanno flagellato nei giorni scorsi la Corea del Sud: sono vicino a quanti soffrono e a coloro che stanno assistendo le vittime e gli sfollati. E, per favore, rinnovo il mio appello ai responsabili delle Nazioni, perchรฉ si faccia qualcosa di piรน concreto per limitare le emissioni inquinanti: รจ una sfida urgente e non si puรฒ rimandare, riguarda tutti. Proteggiamo la nostra casa comune!
E adesso desidero attirare lโattenzione sul dramma che continua a consumarsi per i migranti nella parte settentrionale dellโAfrica. Migliaia di essi, tra indicibili sofferenze, da settimane sono intrappolati e abbandonati in aree desertiche. Rivolgo il mio appello, in particolare ai capi di Stato e di Governo europei e africani, affinchรฉ si presti urgente soccorso e assistenza a questi fratelli e sorelle. Il Mediterraneo non sia mai piรน teatro di morte e di disumanitร . Il Signore illumini le menti e i cuori di tutti, suscitando sentimenti di fraternitร , solidarietร e accoglienza.
E continuiamo a pregare per la pace, in modo speciale per la cara Ucraina, che continua a subire morte e distruzione, come purtroppo รจ accaduto anche questa notte a Odessa.
Saluto tutti voi, romani e pellegrini dโItalia e di tanti Paesi, in particolare quelli provenienti dal Brasile, dalla Polonia, dallโUruguayโฆ Sono tanti! Anche le studentesse di Buenos Aires e i fedeli della diocesi di Legnica, in Polonia. Saluto anche il gruppo cicloturistico โQuarantโanni dopoโ di Cogorno, i partecipanti allโiniziativa โPedalar pela Pazโ e i bambini accolti da alcune comunitร del Lazio.
A tutti voi auguro una buona domenica e, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. E anche preghiamo per questa nonna e questo nipote, e con tutti i nonni e con i nipoti.
Buon pranzo e arrivederci!
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