Omelia del Santo Padre Benedetto XVI per la Veglia Pasquale 2012 in mp3

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Cari fratelli e sorelle!

Pasqua รจ la festa della nuova creazione. Gesรน รจ risorto e non muore piรน. Ha sfondato la porta verso una nuova vita che non conosce piรน nรฉ malattia nรฉ morte. Ha assunto lโ€™uomo in Dio stesso. โ€œCarne e sangue non possono ereditare il regno di Dioโ€, aveva detto Paolo nellaย Prima Lettera ai Corinzi(15,50). Lo scrittore ecclesiastico Tertulliano, nel secolo III, in riferimento alla risurrezione di Cristo e alla nostra risurrezione aveva lโ€™audacia di scrivere: โ€œAbbiate fiducia, carne e sangue, grazie a Cristo avete acquistato un posto nel Cielo e nel regno di Dioโ€ (CCLย II 994). Si รจ aperta una nuova dimensione per lโ€™uomo. La creazione รจ diventata piรน grande e piรน vasta. La Pasqua รจ il giorno di una nuova creazione, ma proprio per questo la Chiesa comincia in tale giorno la liturgia con lโ€™antica creazione, affinchรฉ impariamo a capire bene quella nuova. Perciรฒ allโ€™inizio della Liturgia della Parola nella Veglia pasquale cโ€™รจ il racconto della creazione del mondo. In relazione a questo, due cose sono particolarmente importanti nel contesto della liturgia di questo giorno. In primo luogo, la creazione viene presentata come una totalitร  della quale fa parte il fenomeno del tempo. I sette giorni sono unโ€™immagine di una totalitร  che si sviluppa nel tempo. Sono ordinati in vista del settimo giorno, il giorno della libertร  di tutte le creature per Dio e delle une per le altre. La creazione รจ quindi orientata verso la comunione tra Dio e creatura; essa esiste affinchรฉ ci sia uno spazio di risposta alla grande gloria di Dio, un incontro di amore e di libertร . In secondo luogo, del racconto della creazione la Chiesa, nella Veglia pasquale, ascolta soprattutto la prima frase: โ€œDio disse: ยซSia la luce!ยป (Genย 1,3). Il racconto della creazione, in modo simbolico, inizia con la creazione della luce. Il sole e la luna vengono creati solo nel quarto giorno. Il racconto della creazione li chiama fonti di luce, che Dio ha posto nel firmamento del cielo. Con ciรฒ toglie consapevolmente ad esse il carattere divino che le grandi religioni avevano loro attribuito. No, non sono affatto dei. Sono corpi luminosi, creati dallโ€™unico Dio. Sono perรฒ preceduti dalla luce, mediante la quale la gloria di Dio si riflette nella natura dellโ€™essere che รจ creato.

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Fonte: Radio Vaticana via FeedRss

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