
Nel litigio che si scatena, d’improvviso esplode un insulto: “Blasfema!”.
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In Pakistan, un’accusa simile significa morte certa e il destino di Asia รจ segnato. Il 14 giugno 2009 la donna viene incarcerata e, nel giro di un mese, un tribunale la condanna all’impiccagione per aver offeso il profeta Maometto. La sua vicenda diviene presto di interesse pubblico: alcuni ministri e politici pakistani si impegnano per farle ottenere la grazia ma pagano con la vita il loro tentativo, assassinati da estremisti islamici, mentre papa Benedetto XVI lancia un appello per la sua liberazione. In questi terribili due anni Asia progressivamente acquisisce una consapevolezza nuova, perchรฉ si rende conto di essere ormai un simbolo per tutti coloro che in Pakistan e nel mondo intero lottano contro la violenza esercitata in nome della religione.
Approfondimento su “La Compagnia del libro“
http://www.youtube.com/watch?v=3nzre51Y_hA
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