- Pubblicità -

L’Ascensione del Signore – in breve

Data:

Il Mistero dell’Ascensione del Signore: l’umanità è portata alle altezze di Dio

Nei suoi discorsi di addio ai discepoli, Gesù in più occasioni aveva insistito sull’importanza del suo ritorno al Padre, preparandoli così a vivere e a comprendere quell’evento non come il distacco definitivo e la rottura di un rapporto riallacciato, con fatica dopo la Pasqua, ma come il coronamento di tutta la sua missione nel mondo e la prefigurazione del destino che attende tutta l’umanità. Il senso della festa è ben espresso dal rendimento di grazie:

«Il Signore Gesù, re della gloria,
vincitore del peccato e della morte,
oggi è salito al cielo
tra il coro festoso degli angeli.
Mediatore tra Dio e gli uomini,
giudice del mondo e Signore dell’universo,
non si è separato dalla nostra condizione umana,
ma ci ha preceduti nella dimora eterna,
per darci la serena fiducia
che dove è lui, capo e primogenito,
saremo anche noi, sue membra, uniti nella stessa gloria»
(MR, p. 332).

La contemplazione del mistero dell’Ascensione è favorita dalle orazioni che esprimono la gioia della Chiesa e il tema della comunione pasquale di Cristo con la Chiesa. Anche le letture (la narrazione dell’Ascensione secondo Atti 1,1-11, l’ingresso nel santuario del cielo di Eb 9,24-28; 10,19-23 e il racconto dell’Ascensione di Lc 24,46-53) contribuiscono a comprendere il senso della celebrazione.

- Pubblicità -

Indicazioni rituali e suggerimenti per la celebrazione

  1. Al fine di esprimere in modo pertinente il senso della solennità e della gioia della Chiesa, si valorizzi il canto del proprio e dell’ordinario. Parimenti si addobbi con cura lo spazio liturgico.
  2. La Chiesa oggi celebra la giornata mondiale delle È bene inserire nella preghiera dei fedeli un’intenzione di preghiera specifica per il mondo della comunicazione e per l’impegno della Chiesa in questa nuova frontiera pastorale. Si può fare anche riferimento al messaggio del Papa appositamente preparato e consegnalo al temine della Messa a tutti i fedeli.
  1. Come ricorda il direttorio per la Pietà popolare: «La Scrittura attesta che nei nove giorni intercorrenti tra l’Ascensione e la Pentecoste, gli apostoli “erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di Gesù, e con i fratelli di lui” (At 1, 14), in attesa di essere “rivestiti di potenza dall’alto” (Lc 24, 49). Dalla riflessione orante su questo evento salvifico è sorto il pio esercizio della novena di Pentecoste, molto diffuso nel popolo In realtà nel Messale e nella Liturgia delle Ore, soprattutto nei Vespri, tale “novena” è già presente: testi biblici ed eucologici richiamano, in vario modo, l’attesa del Paraclito. Pertanto, quando è possibile, la novena della Pentecoste sia fatta consistere nella celebrazione solennizzata dei Vespri. Ove invece questa soluzione non sia attuabile, si faccia in modo che la novena di Pentecoste rispecchi i temi liturgici dei giorni che vanno dall’Ascensione alla Vigilia di Pentecoste» (Direttorio su pietà popolare e liturgia, 155/a).

Fonte: Lezionario Domenicale e Festivo – Anno C – CEI