Lectio Divina di p. Giancarlo Bruni

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Il viaggio nella scrittura ascoltata, pregata, vissuta รจ un viaggio di resurrezione.

Il lettore quando la lettura รจ pubblica deve leggere bene e in questo modo fa risorgere dallo scaffale e dallโ€™oblio, il LIBRO, in questo caso La Bibbia.ย 
Gli dร  vita prendendolo in mano, guardandolo, sfogliandolo, leggendolo, ascoltandolo e amandolo. Lo restituisce alla vita. Quando noi personalmente (lectio divina personale) prendiamo il Libro e apriamo la pagina, o quando noi comunitariamente (nellโ€™assemblea domenicale) apriamo la pagina e diciamo โ€œParola di Dioโ€, โ€œParola del Signoreโ€, noi in quel momento stiamo compiendo un gesto di Resurrezione. Di chi? Della pagina e di chi parla dentro la pagina.

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Noi leggendolo diamo vita al Libro, che diversamente rimane nella polvere degli scaffali. Solo la lettura personale o comunitaria lo fa vivere.ย 
Nel contempo, la parola ascoltata fa vivere coloro che la ascoltano, li fa risorgere. Il โ€œtuโ€ che viene personalmente e comunitariamente incontro nel Libro, emerge dalla pagina come parola di vita. Ci fa risorgere a vita nuova. Ecco allora questo rapporto che รจ unโ€™ uscita dal sonno in cui ci troviamo e ci risveglia e ci introduce in orizzonti di pensiero di sentimento e di comportamento inediti. Con i suoi messaggi di sapienza, che rendono lucido il pensare, il sentire e lโ€™agire, in breve, il VIVERE. Dalla Parola che ascoltiamo emergono novitร , emergono uomini nuovi. Allora ecco la prima idea semplice: NOI DIAMO VITA AL TESTO, IL TESTO DAโ€™ VITA A NOI.

Eโ€™ UN VIAGGIO DI RESURREZIONE. Ecco che anche quando la domenica ci incamminiamo per la celebrazione, se ci chiedono dove andiamo possiamo dire: โ€œVADO A DAR VITA PER RICEVERE VITAโ€. Eโ€™ un viaggio di libertร , parlo del leggere la pagine biblica, ove LEGGERE EQUIVALE A ELEGGERE. Eโ€™ un evento di elezione: eleggo di incontrare una parola che abbia a eleggere noi stessi come persone e come comunitร . Dove vai? Vado a leggere ciรฒ che ho eletto di leggere. Questa parola che ho eletto di leggere mi inizia alla conoscenza ineffabile di me stesso, mi inizia alla conoscenza ineffabile del senso della vita, del senso dellโ€™universo, alla conoscenza ineffabile di Dio, che in Cristo Parola elegge di dirmi una Parola che mi rende libero. Dobbiamo pensare che โ€œlibroโ€ in latino si dice โ€œliberโ€ e โ€œliberoโ€ in latino si dice โ€œliberโ€: il libro mi rende libero. Infatti la prima cosa che fanno i detentori del pensiero unico, esclusivo ed escludente,ย  i detentori del mondo, รจ bruciare le biblioteche, bruciare i libri, bruciare il pensare, perchรฉ hanno paura degli uomini liberi e di chi e di che cosa li rende liberi.

Quando la domenica andiamo a prendere la Eucarestia, andiamo a scuola di libertร , andiamo a scuola di Resurrezione. Ed รจ lรฌ che nasce anche lโ€™identitร  ecclesiale: la Chiesa รจ la figlia della Parola, รจ lโ€™insieme degli uominiย  e delle donne chiamati dalla Parola a diventare figli della Parola, se vogliamo, della Sapienza, perchรฉ la Parola rende sapienti. Chiamati e illuminati circa il cosa fare, cioรจย  vivere secondo il Vangelo, e illuminati anche circa il nostro futuro. I figli della Parola che vivono secondo il Vangelo sono eterni. Ecco allora cosa vuol dire ridare il primato allโ€™ASCOLTO, in un tempo come il nostro in cui si dร  il primato al visivo, al paradigma ottico, alle apparizioni, alla ricerca dei miracoli, a scapito del primato dellโ€™ascolto della Parola. A questo proposito รจ importante ridare il giusto valore allโ€™orecchio. Nella tradizione ebraico-cristiana lโ€™orecchio era la patria dellโ€™uomo; mi genera ciรฒ che ascolto. Stare molto attenti a ciรฒ che ascoltiamo perchรฉ questo determina il nostro pensare, il nostro vivere. Noi nasciamo dallโ€™ascolto e lโ€™udito ci rende veggenti, la parola che personalmente e comunitariamente ascoltiamo ci rende veggenti. Vedo me stesso, vedo il mondo, vedo il futuro alla luce della parola.

โ€œIl nostro unico modo di vedere รจ ASCOLTAREโ€ (MONTALE). Lโ€™ascolto apre gli occhi ed รจ qui che si pone il come ascoltare . Lโ€™ascolto con lโ€™udito, lโ€™ascolto ruminato della Parola. Nellโ€™episodio di Marta e Maria,ย  Gesรน a Maria che era accovacciata ai suoi piedi ad ascoltarlo dice โ€œha scelto la parte miglioreโ€. Ha scelto il giusto punto di partenza. Ed ecco allora questo equilibrio che viene da tutta questa tradizione, lโ€™equilibrio di una vita cristiana, unitaria. Si narra che le colonne segrete del mondo, quelle che sorreggono il mondo, nascoste al mondo, sono le creature della parola ascoltata, della parola pregata, della parola vissuta. In questo sta lโ€™esperienza credente. Noi siamo incontrati da una Parola, nel segreto della casa (lectio divina personale), nel pubblico del cenacolo (la parola proclamata domenicalmente). Questa parola ci incontra, ci fa risorgere a vita nuova, ci rende liberi, liberi dagli idoli, liberi dagli assoluti, liberi di essere figli in rapporto al Padre, fratelli non nemici, non lupi, non volpi in rapporto allโ€™altro, custodi e non devastatori in rapporto al creato. Liberi persino dal primato della morte, eredi del Regno. Questa Parola vilipesa, umiliata, prostrata oggi. Tocca a noi stare attenti e prendere coscienza che cโ€™รจ una Parola che ci puรฒ essere salvezza, resurrezione, se la ascoltiamo in maniera compiuta. Cโ€™รจ un tempo per ascoltare la Parola , cโ€™รจ un tempo per pregare la Parola (quando diciamo โ€œrendiamo grazie a Dioโ€ questa รจ la parola pregata, o quando diciamo โ€œlode a te o Cristoโ€ รจ parola lodata). Quando chiediamo pietร  al Signore; quando prego lo Spirito di darmi sapienza per capire la Parola o per darmi forza per vivere la Parola.

Sarebbe bene anche che la domenicaย  la liturgia penitenziale e la liturgia della intercessione, fossero modellate sullโ€™ascolto della Parola di domenica dopo domenica. Allora invoco perdono alla luce della parola; ringrazio e chiedo intercessione alla luce della parola. Allora si diventa anche dei piccoli laboratori di liturgia. Allora ecco questo ascolto ordinato: parola ascoltata, parola pregata, parola vissuta. La preghiera sta in mezzo: prima vi รจ lโ€™ascolto, poi vi รจ la preghiera (grazie per questa parola, lode a te per questa parola, dammi luce perchรฉ possa capire e vivere la parolaโ€ฆ), in terzo luogo cโ€™รจ il vivere la parola. Le tre cose vanno messe insieme. Queste sono le colonne segrete della storia, conservano il mondo in questa maniera. Ed รจ qui che nasce il problema del come leggere la parola attraverso un metodo che si chiama lectio divina. La lectio divina personale, la lectio divina comunitaria e la lectio divina liturgica.

Alcuni consigli :
Bisogna armonizzare il cenacolo, la chiesa, con la cella, quella che Matteo chiama la โ€œstanzaโ€: quando preghi chiudi la porta a chiave. Sarebbe bene anche in casa creare quello che la tradizione russa chiama โ€ lโ€™angolo della bellezzaโ€ che consiste nel fare un posto, dare un posto a una icona, magari una icona della Vergine che porge il bambino e accanto o sotto allโ€™icona il leggio e il Libro aperto al Vangelo del giorno con accanto un piccola luce. A voler dire che in casa mia cโ€™รจ posto per lโ€™Altro e la sua Parola che sono luce a questa casa. Lasciando aperto il Libro sul Vangelo del giorno sappiamo che siamo in comunione con milioni di persone, perchรฉ quel giorno milioni di persone nel mondo leggono la stessa Parola, per cui siamo un frammento in comunione con il tutto ecclesiale. Che cosa sono la comunione dei santi e la comunione delle cose sante? Siamo entrati in un tempo in cui di Chiesa รจ rimasto poco, ma il Cristianesimo che nasce sarร  un cristianesimo mistico, un cristianesimo fondato sullโ€™ascolto di una Parola mistica. Questo angolo della bellezza sta a significare che quello che i miei occhi vedono, cioรจ lโ€™icona, il bambino, quello che Maria e la Chiesa mi donano รจ il Signore il quale mi parla, il quale ci parla attraverso il Vangelo. Eโ€™ bello in famiglia leggerlo insieme il Vangelo del giorno, senza preoccuparsi di cosa dicono i figli, lโ€™importante รจ che vedano, perchรฉ lโ€™evengelizzazione dei figli avviene cosรฌ; vedono che quel Volto e quella Parola sono importanti per la nostra vita. Questo รจ giร  raccontarglielo. Anche prima di andare a lavoro magari leggo tre righe e questo amico di luce mi dice e questa Parola mi accompagna.

Questo รจ lโ€™apparato della lectio divina personale. Eโ€™ molto bello che anche amici non credenti che frequentano la casa finiscono per tenere a questo angolo della bellezza. Quello che prima veniva considerato un atto pietistico, oggi viene considerato un atto di alta libertร  e alto significato, per cui questi amici ci tengono a sapere che vanno in casa di persone per le quali quel Volto รจ amico e quella Parola รจ luce.

Qui torniamo allโ€™essenziale: dobbiamo dircelo che veramente Gesรน di Nazareth e il Vangelo sono i determinanti il nostro modo di pensare, di sentire e di vivere. Determinanti una vita bella, una vita ricca di senso, inedita, che canta al cielo, che tende la mano alla terra, che custodisce un fiore che aspetta cieli nuovi e terra nuova. Eโ€™ una bella visione di vita. Quando qualcuno ci chiede se sarร  vero o sarร  illusione, diciamo che almeno una cosa possiamo dirla insieme โ€œรจ belloโ€. Noi bisogna recuperare questo senso profondo e quindi questa lectio, che poi diventa la lectio comunitaria nel grande cenacolo domenicale. La grande proclamazione, colui che parla a noi personale e a noi famigliare, diventa la parola rivolta a noi comunitario.

Ci dobbiamo chiedere se in casa abbiamo IL VOLTO, abbiamo IL LIBRO, se sono insieme e se sono fatti vivere, aperti e letti, sapendo che ci fanno vivere e vivere secondo orizzonti alti.
Allora questo aiuta anche a immaginare la nostra casa. Dio bussa, perchรฉ Lui chiede sempre il permesso, e se gli apriamo lui viene; allโ€™ospite cosa facciamo? Gli prepariamo un posto e lรฌ ha qualcosa da dirci. La domenica poi ci chiama nella casa comune e lรฌ ha una Parola da dirci, di Resurrezione e di vita. A questo punto nasce il problema: come leggo? Non รจ una cosa astratta, la nostra vita dipende da ciรฒ che ascoltiamo, e allโ€™interno di una molteplicitร  di messaggi รจ importante avere un criterio di discernimento, il valutare le parole, il soppesare le parole. Il discepolo di Gesรน ha questo criterio di discernimento della Parola del Vangelo, che รจ una luce che ci dร  fiuto, capacitร  di valutare, per cui bisogna dare spazio e tempo a questo ascolto. In un momento dove non abbiamo piรน tempo, va trovato. Cโ€™รจ un tempo per lโ€™ascolto della Parola e del suo messaggio. Bisogna trovare questo tempo personalmente, famigliarmente ed ecclesialmente. Se mi accorgo che questo tempo mi rende una creatura ricca di discernimento, il tempo lo trovo. La Parola viene a noi e ci chiede preliminarmente un attimo di SILENZIO. Noi siamo appendice del rumore, mentre bisogna ricreare un tempo e uno spazio di SILENZIO, per rientrare in se stessi, per liberarci dalla molteplicitร  delle immagini, dei pensieri. Il SILENZIO รจ dunque un preliminare fondamentale, magari accompagnato da una breve invocazione โ€œvieni Spirito Santo a illuminarmi con questa Parola, donami di capirlaโ€. A quel punto inizia la lettura. Quando abbiamo appuntamento con qualcuno a cui teniamo abbiamo dei movimenti interiori, ci predisponiamo in ordineโ€ฆquesto รจ Lโ€™INCONTRO. Eโ€™ la qualitร  dellโ€™incontro. Allora la Parola si apre a noi in quella pagina che magari รจ il vangelo del giorno o quello domenicale. Deve essere una lettura non frettolosa perchรฉ le parole non scivolino via come acqua su pietra. Una lettura attenta ai messaggi e alla lettura succede la meditazione, la ruminazione del brano. Il termine โ€œruminatioโ€ รจ stato inventato dai monaci medioevali per questa ragione, perchรฉ osservando le mucche al pascolo notavano come su un ciuffo dโ€™erba ci stessero mezza giornata, ruminandolo a ripetizione. Come la mucca cosรฌ noi: sta sulla Parola della Bibbia mezza giornataโ€ฆ

Quindi quella Parola dallโ€™ascolto al cuore; il cuore la rumini, la mediti, รจ Parola di vita, di luce ha tante di quelle sfumature che chiedono attenzione.ย 
La tradizione francescana, invece, della Parola ascoltata tratteneva poi quel nucleo che lโ€™aveva particolarmente colpita e lo meditava anche durante la giornata. Eโ€™ un lettura interiorizzata, la meditazione. Il messaggio viene accolto e approfondito. Alla meditazione segue la contemplazione: guardo il volto dellโ€™icona e gli dico GRAZIE o gli dico niente, ma lo contemplo: questa รจ una forma alta dellโ€™amore. Del resto anche nellโ€™amore fra un uomo e una donna ci sono momenti di contemplazione.

La contemplazione diventa poi preghiera: rendiamo grazie, dacci forza, dacci sapienza per capire, dacci perdono perchรฉ noi siamo costitutivamente traditori della Parola.

E alla contemplazione/adorazione (dove adorazione vuol dire che mi metto la mano alla bocca e mando un bacio) segue Lโ€™AZIONE.
Dallโ€™ASCOLTO ALLA MEDITAZIONE, CONTEMPLAZIONE, PREGHIERA E POI ALLโ€™ AZIONE: la Parola va anche vissuta.
Maria come modello di lectio divina: Maria รจ un dono del Figlio, ed รจ un dono donato perchรฉ guardando lei vediamo ad esempio come ascoltare la Parola. Maria รจ esemplare dellโ€™ascolto. Lโ€™inizio della avventura di Maria รจ fra 2 โ€œdisseโ€: lโ€™angelo entrando da lei โ€œdisseโ€ e le parole che le dice sono le parole che Dio nei suoi angeli continua a dire a noi. La parola che Dio dice a noi รจ questa: โ€œrallegratI, gioisci, esulta, questa Parola scrivila nel cuoreโ€. โ€œRallegrati Maria, amatissima, di un amore che ti rende graziosa, bella e buonaโ€, lโ€™amore abbellisce. Lโ€™amore di Dio abbellisce. Scrivilo nel cuore. Terzo: sono con te, quando la smetti di pensarmi contro di te? Sono con te come colui presso il quale hai trovato grazia.ย 
Quindi Maria ci รจ data e ci รจ data come colei che ci ricorda che il primo โ€œdisseโ€ di Dio a ciascuno รจ quello cheย  ha detto a lei. Noi non ne abbiamo coscienza di come sia avvenuto, ma leggendo prendo coscienza, qualunque etร  io abbia. Quindi Dio ci dice โ€œrallegratevi, sono con voi, avete trovato grazia presso di meโ€.

Poi cโ€™รจ il โ€œdisseโ€ di Maria allโ€™angelo e a Dio: โ€œFiatโ€ , ascolto. Maria รจ la donna dellโ€™ascolto, รจ la donna che ricorda alla Chiesa, alle comunitร , che in principio vi รจ lโ€™ ascolto.ย 
In secondo luogo questo ascolto รจ un ascolto di una Parola che va meditata nel cuore : โ€œโ€ฆMaria da parte sua conservava tutti questi avvenimenti e queste parole meditandole nel cuoreโ€ฆโ€. Dallโ€™udito al cuore, il cuore personale e ecclesiale รจ un cuore meditativo. Inoltre bisogno accettare che ci sono dei momenti in cui non si comprende. Eโ€™ importante sottolineare che il volto che contemplo nellโ€™icona si fa Parola, ma riconosco che nonostante lโ€™accogliere e il meditare rimangono aspetti oscuri: lรฌ si accetta, si accetta di non capire. Che fare? Fare come Maria: nonostante non capisca conservo le parole nel cuore, conservo la presenza nel cuore, conservo gli eventi, i gesti che non capisco nel cuore, li penso alla luce del Vangelo e aspetto il giorno che verrร  e in cui capirรฒ, nel frattempo vado avanti. Per Maria quando รจ quel momento? Eโ€™ il giorno della Resurrezione, ma fino ad allora suo figlio anche per lei รจ stato un mistero.

Maria attende. Ecco la saggezza. Ascolto una Parola che so che mi รจ Resurrezione e rende libero. Noi siamo alla luce della Parola, degli amati da sempre e per sempre. La parola generata, inviata, resuscitata. Quindi la parola mi fa risorgere alla lettura di me come figlio amato, come inviato ad amare, come amato per sempre. Ecco la grande illuminazione che viene dalla Parola. Eโ€™ Parola rivolta a me giorno dopo giorno.
Capitano a tutti i momenti della non comprensione, dellโ€™oscuritร  della fede, ma dobbiamo fare come Maria: conservare la Parola prima nel cuore e nonostante tutto dirsi FIGLIO, fratello e nonostante tutto credere nel futuro, sapendo che verrร  il tempo della piena illuminazione.

Maria inoltre soffre a vedere che il dono piรน bello che Dio ha fatto allโ€™uomo, IL FIGLIO, NEL QUALE Lโ€™UOMO รจ CHIAMATO A LEGGERE SE STESSO, CHE RACCONTA ALLโ€™UOMO LA SUA PROFONDA VERITAโ€™ DI AMATO E INVIATO AD AMARE, non รจ nรฉ accolto nรฉ riconosciuto, ma contraddetto. โ€œDIO OFFRE ACQUA PURA DI SORGENTE, Lโ€™UOMO PREFERISCE Lโ€™ACQUA STAGNANTE DELLE CISTERNEโ€.

Allora il compito della comunitร  รจ proprio questo: nel tempo della molteplicitร  delle parole, nel tempo della post veritร , dove la veritร  non esiste, ma la veritร  la costruisco io e in base a questa posso rovinare tutte le persone che voglio, con il potere della menzogna, allora dobbiamo stare attenti a quello che dice Gesรน nel vangelo di Giovanni โ€œVEGLIATE E VAGLIATE CHI Eโ€™ VOSTRO PADREโ€ฆโ€. Se iL vostro Padre รจ il padre di Gesรน sappiate che LUI VI dona Gesรน che รจย  una Parola che รจ veritร  e vita: IO SONO LA VIA ALLA VERITA E LA VERITAโ€™ Eโ€™ LA VITA. E LA VITA CHE LA PAROLA CI DONA CON LA RESURREZIONE Eโ€™ QUESTA: UOMO VOLA ALTO, vivi da figlio che manda un bacio al cielo, vivi da fratello che manda un bacio al fratelli, vivi da custode che manda un bacio al creato, vivi da erede del regno eterno.

Oggi ascoltare la Parola vuol dire diventare EVERSIVI, VUOL DIRE VIVERE ANDANDO CONTRO VERSO, contro il verso del pensare comune, perchรฉ siamo chiamati a libertร .

p. Giancarlo Bruni – MARTEDI 27 Novembre 2018 – Firenze

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