Tutorial WeCa – Maria e la Quaresima, con la Pontificia Academia Mariana Internationalis

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Quaresima, un tempo dedicato alla preparazione della Pasqua. Nel tutorial WeCa dell’ultima settimana di febbraio, padre Stefano Cecchin, presidente della PAMI – Pontificia Academia Mariana Internationalis, spiega qual è il vero significato di questo tempo così speciale. Un tempo a cui guardare con gli occhi di Maria.

«Tante volte pensiamo che sia un momento solo di penitenza, di digiuno, quasi di sofferenze: in realtà si tratta di un cammino che deve aiutarci a raggiungere la Pasqua, un cammino di liberazione da tutto ciò che è pesante». Anche il digiuno assume un nuovo senso: «Oggi vediamo molte persone che seguono vari tipi di diete per diventare magri e stare bene. Anche per noi credenti questo tempo ci aiuta a prepararci all’incontro con il Signore, alla festa della Risurrezione della Vita, liberandoci da tutti i pesi, per poter lasciare spazio a Dio. E allora ecco che il tempo della Quaresima diventa un tempo dedicato a noi stessi».

Un tempo per fermarsi: «Quante volte oggi ì siamo preoccupati e abbiamo tante cose da fare, tante cose da seguire e abbiamo poco tempo per noi stessi. Gesù ci invita ad un sano egoismo: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, e quindi se tu non ami te stesso come fai ad amare il prossimo tuo?». Come farlo ce lo insegna Maria: «Maria è Vergine, è povera, è incapace e mette tutta sé stessa nelle mani di Dio per arrivare a Lui. Così, anche noi, ci dobbiamo domandare quali siano i pesi che ci impediscono di arrivare a conoscere Gesù. Questo allora è il tempo in cui meditare e riflettere con l’umiltà che ha caratterizzato Maria. Umiltà è riconoscerci peccatori, riconoscere gli sbagli che abbiamo fatto e che dobbiamo correggere. Qui trovano spazio la penitenza e il digiuno, non tanto dal cibo, quanto da noi stessi, dai nostri errori, dalle nostre cattiverie, dai nostri egoismi. Maria diventa un modello per condurci a Gesù».

Anche nelle parole che diciamo per presentare questo tempo: «Noi comunicatori possiamo far capire alle persone che non è un periodo di tristezza e di sacrificio, ma un periodo che il Signore ci dona per migliorarci, e per migliorarci bisogna sacrificare molte cose. Passando per il periodo della penitenza arriveremo al tempo della Resurrezione. Quindi guardiamo a questo tempo come un tempo di speranza, un tempo di impegno, un tempo per diventare migliori».

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