Meditazione Mattutina di Papa Francesco del 21 maggio 2015 a casa Santa Marta

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MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA
DOMUS SANCTAE MARTHAE

La sfida dei cristiani, essere una cosa sola

Nell’omelia della messa della messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta, Papa Francesco ha sottolineato che Gesù nel Cenacolo prega per l’unità della sua Chiesa, perché non ceda alla tentazione del padre della divisione.
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Le sue “piaghe” sono il “prezzo” che Gesù ha pagato perché la Chiesa fosse unita per sempre a Lui e a Dio. I cristiani di oggi sono chiamati a chiedere la grazia dell’unità e a lottare perché fra loro non si insinui lo “spirito di divisione, di guerra, di gelosie”. Questa la riflessione di Papa Francesco alla Messa del mattino, celebrata nella cappella di Casa Santa Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

[ads2] “La grande preghiera di Gesù”: che la Chiesa sia unita, che i cristiani “siano una cosa sola”, come Gesù lo è con suo Padre. E accanto “la grande tentazione”: non cedere all’altro “padre”, quello della “menzogna” e della “divisione”. Papa Francesco si immerge nell’atmosfera del Cenacolo e nella densità delle parole che Cristo pronuncia e affida agli Apostoli prima di consegnarsi alla Passione, proposte dalla liturgia.

Il prezzo dell’unità
È consolante, osserva Francesco, sentire Gesù dire al Padre di non voler pregare solo per i suoi discepoli ma anche per quelli che crederanno in Lui “mediante la loro parola”. Una frase ascoltata tante volte, per la quale il Papa chiede un supplemento di attenzione:

“Forse, noi non siamo abbastanza attenti a queste parole: Gesù ha pregato per me! Questo è proprio fonte di fiducia: Lui prega per me, ha pregato per me… Io immagino – ma è una figura – com’è Gesù davanti al Padre, in Cielo. È così: prega per noi, prega per me. E cosa vede il Padre? Le piaghe, il prezzo. Il prezzo che ha pagato per noi. Gesù prega per me con le sue piaghe, col suo cuore piagato e continuerà a farlo.

I volti della divisione
Gesù prega “per l’unità del suo popolo, per la Chiesa”. Ma Gesù “sa – afferma Francesco – che lo spirito del mondo” è “uno spirito di divisione, di guerra, di invidie, di gelosie, anche nelle famiglie, anche nelle famiglie religiose, anche nelle diocesi, anche nella Chiesa tutta: è la grande tentazione”. Quella che porta, dice, alle chiacchiere, a etichettare, a bollare le persone. Tutti atteggiamenti, indica il Papa, che questa preghiera chiede di bandire:

“Dobbiamo essere uno, una sola cosa, come Gesù e il Padre sono una sola cosa. Questa è proprio la sfida di tutti noi cristiani: non lasciare posto alla divisione fra noi, non lasciare che lo spirito di divisione, il padre della menzogna entri in noi. Cercare sempre l’unità. Ognuno è come è, ma cerca di vivere in unità. Gesù ti ha perdonato? Perdona tutti quanti. Gesù prega perché noi siamo uno, una sola cosa. E la Chiesa ha tanto bisogno di questa preghiera di unità”.

Unità, è grazia non “colla”
Non esiste, scherza Francesco, una Chiesa tenuta insieme dalla “colla”, perché l’unità che chiede Gesù “è una grazia di Dio” e “una lotta” sulla terra. “Dobbiamo fare spazio allo Spirito – conclude Francesco – perché ci trasformi come il Padre è nel Figlio, una sola cosa”:

“E un altro consiglio che Gesù ha dato in questi giorni di congedo è di rimanere in Lui: ‘Rimanete in me’. E chiede questa grazia, che tutti noi rimaniamo in Lui. E qui ci indica perché, lo dice chiaramente: ‘Padre, voglio che quelli che mi hai dato, anch’essi siano con me dove sono io’. Cioè, che questi rimangano là, con me. Il rimanere in Gesù, in questo mondo, finisce nel rimanere con Lui ‘perché contemplino la mia gloria’”.

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