Il Video del Papa – Intenzione di preghiera del mese di Aprile 2022 – Testo, Video e Infografica

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Per il personale sanitario

Ci vorrà molto tempo per dimenticare la pandemia. Speriamo di non dimenticare nemmeno alcune delle cose che ci ha insegnato. Da un lato, “la dedizione e la generosità del personale sanitario: volontari, lavoratori e lavoratrici della sanità, sacerdoti, religiosi, religiose”; dall’altro, l’importanza dei sistemi sanitari pubblici. Papa Francesco ce lo ricorda così: “I Paesi più poveri, i Paesi più vulnerabili, non possono accedere alle cure necessarie per affrontare tante malattie che continuano ad affliggerli”. Per questo, il Pontefice chiede ai governi “di non dimenticare che un buon servizio sanitario, accessibile a tutti, è una priorità”. Uniamoci alla sua richiesta e diffondiamo questo messaggio, ciascuno come può.

Questo il testo della preghiera di Papa Francesco

“Preghiamo questo mese per il personale sanitario. La pandemia ci ha mostrato la dedizione e la generosità del personale sanitario: volontari, lavoratori e lavoratrici della sanità, sacerdoti, religiosi, religiose. Questa pandemia, però, ha anche messo in evidenza il fatto che non tutti hanno accesso a un buon sistema sanitario pubblico.

I Paesi più poveri, i Paesi più vulnerabili, non possono accedere alle cure necessarie per affrontare tante malattie che continuano ad affliggerli. Molte volte questo è dovuto a una cattiva amministrazione delle risorse e alla mancanza di un impegno politico serio. Per questo, voglio chiedere ai governi di tutti i Paesi del mondo di non dimenticare che un buon servizio sanitario, accessibile a tutti, è una priorità.

Voglio anche ricordare, però, che il servizio sanitario non è soltanto un’organizzazione, ma comprende gli uomini e le donne che dedicano la propria vita a prendersi cura della salute dell’altro, e che durante questa pandemia hanno dato la vita per aiutare tanti malati a guarire. Preghiamo perché l’impegno del personale sanitario nell’assistenza alle persone malate e agli anziani, soprattutto nei Paesi più poveri, sia sostenuto dai governi e dalle comunità locali”.

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