Il consacrato porta a Cristo – 2) Imitare il Maestro per rivelarlo

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Imitare il Maestro per rivelarlo

Gesù viene accusato fino a dire che opera con la forza del maligno. Chi è vuoto di Dio, arriva ad accusare Dio stesso. Sognate il Sacerdozio, ma santo!
Gesù vero Dio e vero uomo, è Sommo ed Eterno Sacerdote, è dono che viene da Lui il nostro Sacerdozio.

La nostra estasi è contemplare la parola di Gesù, quando ci dice “Come il Padre ha amato me, così Io ho amato voi”.
Ma noi abbiamo una natura ferita dal peccato originale … sì, allora il mio sì è una scelta totale d’amore che permette a Dio di dirmi il suo Sì d’Amore.
Dio si consegna perché io possa conoscerlo e accetti di essere salvato.
Gesù ad un certo punto fa capire con il suo comportamento: “Chi mi può accusare di peccato?” Se noi anime consacrate viviamo di pienezza, dovremmo poter fare lo stesso.

Gesù viene accusato dal maligno per offuscare la luce del mistero rivelato su Dio e sull’uomo. Gesù col suo comportamento ha sterilizzato le accuse.
Il consacrato è epifania rivelata di Dio col suo vivere e parlare.
Quali sono allora le nostre scelte? Vogliamo gridare la verità al mondo che si perde nel peccato e nel vizio? Come evangelizziamo?

Tante volte sento dire che “se manca la fede, la colpa è di voi Sacerdoti e anime consacrate”. A volte penso che sia vero, perché non testimoniamo la pienezza che Dio è per noi.

Tante volte non siamo ciò che predichiamo o dovremmo predicare.
Quante volte ci poniamo davanti alla Parola di Dio, con la nostra scienza e togliamo il suo essere Parola divina. Spieghiamo tutto togliendo anche ciò che fa gemere l’anima per i rimorsi e ci porta alla conversione.
Ci presentiamo professori, ma non riveliamo la bellezza di Dio e dell’uomo, allontanando l’uomo dalla Fonte di Dio e innestandolo così nelle sorgenti di peccato.

La verità non si può spegnere e prima o poi tornerà alla luce e risplenderà del suo fulgore. Non temiamo di rivolgersi alla Vergine Santissima che più di ogni altro ha incarnato la bellezza della Trinità, ha vissuto la fede profondissimamente, ha vissuto la carità.

A cura di : Padre Giglio Maria Gilioli

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