La Grande Storia – il Papa Buono

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In  occasione della  canonizzazione di GIOVANNI  XXIII  “La  Grande  Storia” di Raitre propone il film-documento di Luigi Bizzarri  su  Papa Giovanni, dal titolo “Il  Papa buono”.

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Papa Francesco sembra aver ripreso il suo testimone. Quella semplicità, quella colloquialità, quella umiltà, quella che Papa Roncalli chiamava “Sapientia cordis”: la sapienza del cuore.

Il film-documento “Il papa buono” ripercorre tutte le tappe della lunga storia di Angelo Giuseppe Roncalli, figlio di contadini bergamaschi, per capire chi fu veramente il 262 successore di Pietro, per capire cosa ci sia, in realtà, dietro quell’etichetta di ‘papa buono’: un’etichetta che rischia di essere riduttiva e fuorviante, di evidenziare solo la melassa dei sentimenti, le immagini rassicuranti e non gli spigoli, i tagli, le incisioni profonde da lui operate nel corpo della Chiesa.

Ai prelati della curia aveva detto: “La chiesa non e’ un museo da custodire, ma un giardino da coltivare”. Ai diplomatici della Santa Sede aveva suggerito: “Scuotete la polvere imperiale accumulata sul trono di Pietro da Costantino in poi”. Ai custodi della fede aveva ricordato: “la Chiesa deve usare la medicina della misericordia, non la severità della condanna”.

Fu un antesignano dell’ecumenismo; diceva ai cristiani di tutte le fedi, d’Oriente e d’Occidente: “Cerchiamo sempre ciò che ci unisce, non ciò che ci divide”.

Stupì e rinnovò la Chiesa intera con l’indizione del Concilio Vaticano II: 2778 i partecipanti: 7 patriarchi, 80 cardinali, 1619 arcivescovi e vescovi, 975 Superiori Generali, 400 teologi.

Memorabile il suo discorso d’apertura “Gaudet Mater Ecclesia” in cui preannuncia l’avvento di una nuova Chiesa, che sappia parlare al mondo moderno e poi la visita ai piccoli malati del “Bambin Gesù”, la visita ai carcerati di Regina Coeli, le sue visite nelle parrocchie dei quartieri più desolati e poveri di Roma, il viaggio ad Assisi e a Loreto. Infine la malattia lunga, lenta, dolorosa e poi la fine, il giorno dopo la domenica di Pentecoste: il 3 giugno 1963.

di Luigi Bizzarri
consulente storico Alberto Melloni