Fr. Cantalamessa – I discepoli di Emmaus

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Le ragioni della speranza

Nella terza domenica di Pasqua Padre Raniero commenta l’episodio dei discepoli di Emmaus.

Nella terza domenica di Pasqua Padre Raniero commenta l’episodio dei discepoli di Emmaus.

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Atti 2, 14a.22-28; 1 Pietro 1, 17-21; Luca 24, 13-35

"Non ci ardeva forse il cuore in petto mentre conversava con noi lungo
il cammino, quando ci spiegava le Scritture?" Vogliamo riflettere
proprio su questo punto del Vangelo dei discepoli di Emmaus: le
Scritture. Ci sono due modi di accostarsi alla Bibbia. Il primo è
quello di considerarlo un libro antico, pieno di sapienza religiosa, di
valori morali, e anche di poesia. Da questo punto di vista, esso è il
libro in assoluto più importante per capire la nostra cultura
occidentale e la religione ebraico-cristiana. È anche il libro più
stampato e più letto di tutta l’umanità.

Ma c’è un altro modo, ben più impegnativo, di accostarsi alla Bibbia ed
è quello di credere che esso contiene la vivente parola di Dio per noi.
Che è un libro "ispirato", cioè scritto, sì, da autori umani, con tutti
i loro limiti, ma con l’intervento diretto di Dio. Un libro umanissimo
e, nello stesso tempo, divino, che parla all’uomo di tutti i tempi, gli
rivela il senso della vita e della morte.

Soprattutto gli rivela l’amore di Dio. Se tutte le Bibbie del mondo,
diceva sant’Agostino, per qualche cataclisma, andassero distrutte e ne
rimanesse una sola copia e anche di questa copia non fosse leggibile
che una sola pagina e di questa pagina una sola riga; se questa riga
fosse quella della prima lettera di Giovanni dove è scritto: "Dio è
amore", tutta la Bibbia sarebbe salva, perché essa si riassume in
questo. Questo spiega come mai tante persone si accostano alla Bibbia
senza cultura, senza grandi studi, con semplicità, credendo che è lo
Spirito Santo che parla in essa e vi trovano risposte ai loro problemi,
luce, incoraggiamento, in una parola vita.

I due modi di accostarsi alla Bibbia – quello erudito e quello di fede
– non si escludono, anzi devono essere mantenuti uniti. È necessario
studiare la Bibbia, i modi in cui va interpretata, (o tener conto dei
risultati di coloro che la studiano così), per non cadere nel
fondamentalismo. Il fondamentalismo consiste nel prendere un versetto
della Bibbia, così come suona, e applicarlo di peso alle situazioni di
oggi, senza tener conto della differenza di cultura, di tempo, dei
diversi generi letterari della Bibbia. Si crede, per esempio, che il
mondo ha poco più di quattromila anni di età perché tanti sono gli anni
che risultano dalla Bibbia, mentre sappiamo che, di anni di età, il
mondo ne ha diversi miliardi, solo che la Bibbia non è scritta per fare
della scienza, ma per dare la salvezza. Dio, nella Bibbia, si è
adattato a parlare nel modo che gli uomini del tempo potessero capire;
non ha scritto solo per gli uomini dell’era tecnologica.

D’altra parte però ridurre la Bibbia a solo oggetto di studio e di
erudizione, rimanendo neutrali di fronte al suo messaggio, significa
ucciderla. Sarebbe come se un fidanzato che ha ricevuto una lettera
d’amore della fidanzata si mettesse a esaminarla con tanto di
dizionario, dal punto di vista della grammatica e della sintassi, e si
fermasse a queste cose, senza cogliervi l’amore che c’è dentro. Leggere
la Bibbia senza la fede è come aprire un libro a notte fonda: non vi si
legge niente, o almeno non vi si legge l’essenziale. Leggere la
Scrittura con fede significa leggerla in riferimento a Cristo,
cogliendo, in ogni pagina di essa, quello che si riferisce a lui.
Proprio come egli stesso fece con i discepoli di Emmaus.

Gesù è rimasto tra noi in due modi: nell’Eucaristia e nella sua parola.
In entrambe, c’è lui presente: nell’Eucaristia sotto forma di cibo,
nella Parola sotto forma di luce e di verità. La parola ha un grande
vantaggio sulla stessa Eucaristia. Alla comunione non si possono
accostare se non quelli che già credono e che sono in stato di grazia;
alla parola di Dio, invece, si possono accostare tutti, credenti e non
credenti, sposati e divorziati. Anzi per diventare credenti, il mezzo
più normale è proprio quello di ascoltare la parola di Dio.

Fonte:
http://www.cantalamessa.org/it/omelieView.php?id=288

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