Fr. Cantalamessa – Ascensione del Signore

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Le ragioni della speranza

Omelia di fr. Cantalamessa per l’Ascensione del Signore. Guarda il filmato. 

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Ascensione del Signore A – 2008-05-04

Atti 1, 1-11; Efesini 1, 17-23; Matteo 28, 16-20

 
Nella prima lettura, un angelo dice ai discepoli: "Uomini di Galilea,
perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi
assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui
l’avete visto andare in cielo". Questa è l’occasione per chiarirci una
buona volta le idee su che cosa intendiamo per "cielo". Presso quasi
tutti i popoli, il cielo sta a indicare la dimora della divinità. Anche
la Bibbia usa questo linguaggio spaziale. "Gloria a Dio nell’alto dei
cieli e pace in terra agli uomini".

Con l’avvento dell’era scientifica, tutti questi significati religiosi
attribuiti alla parola cielo sono entrati in crisi. Il cielo è lo
spazio entro cui si muove il nostro pianeta e l’intero sistema solare,
e nulla più. Conosciamo la battuta attribuita a un astronauta
sovietico, di ritorno dal suo viaggio nel cosmo: "Ho girato a lungo
nello spazio e non ho incontrato da nessuna parte Dio!"

È importante dunque che cerchiamo di chiarire cosa intendiamo noi
cristiani quando diciamo "Padre nostro che sei nei cieli", o quando
diciamo di qualcuno che "è andato in cielo". La Bibbia si adatta, in
questi casi, al modo di parlare popolare (lo facciamo del resto anche
oggi, nell’era scientifica, quando diciamo che il sole "sorge" o
"tramonta"); ma essa sa bene e insegna che Dio è "in cielo, in terra e
in ogni luogo", che è lui che "ha creato i cieli" e, se li ha creati,
non può essere in essi "racchiuso". Che Dio sia "nei cieli" significa
che "abita in una luce inaccessibile"; che dista da noi "quanto il
cielo è alto sulla terra".

Anche noi cristiani siamo d’accordo, quindi, nel dire che il cielo come
luogo della dimora di Dio è più uno stato che un luogo. Quando si parla
di lui, non ha alcun senso dire sopra o sotto, su o giù. Con questo non
stiamo affermando che il paradiso non esiste, ma solo che a noi mancano
le categorie per potercelo rappresentare. Prendiamo una persona
totalmente cieca dalla nascita e chiediamogli di descriverci cosa sono
i colori: il rosso, il verde, il blu…Non potrà dirne assolutamente
niente, né un altro sarà in grado di spiegarglielo, perché i colori si
percepiscono solo con gli occhi. Così succede a noi nei confronti
dell’aldilà e della vita eterna che è fuori del tempo e dello spazio.

Alla luce di quello che abbiamo detto, che cosa significa proclamare
che Gesù "è asceso al cielo"? La risposta la troviamo nel Credo: "È
salito al cielo, siede alla destra del Padre". Che Cristo sia salito al
cielo significa che "siede alla destra del Padre", cioè che, anche come
uomo, egli è entrato nel mondo di Dio; che è stato costituito, come
dice san Paolo nella seconda lettura, Signore e capo di tutte le cose.
Quando si tratta di noi, "andare in cielo", o andare "in paradiso"
significa andare a stare "con Cristo" (Fil 1,23). Il nostro vero cielo
è il Cristo risorto con cui andremo a ricongiungerci e a fare "corpo"
dopo la nostra risurrezione e in modo provvisorio e imperfetto già
subito dopo morte. Si obbietta a volte che nessuno, però, è mai tornato
dall’aldilà per assicurarci che esso esiste davvero e non è soltanto
una pia illusione. Non è vero! C’è uno che ogni giorno,
nell’Eucaristia, torna dall’aldilà per assicurarci e rinnovare le sue
promesse, se sappiamo riconoscerlo.

Le parole dell’angelo: "Uomini di Galilea, perché state a guardare il
cielo?" contengono anche un velato rimprovero: non bisogna stare a
guardare in cielo e speculare sull’aldilà, ma piuttosto vivere in
attesa del suo ritorno, proseguire la sua missione, portare il suo
Vangelo fino ai confini del mondo, migliorare la stessa vita sulla
terra. Egli è andato al cielo, ma senza lasciare la terra. È solo
uscito dal nostro campo visivo. Proprio nel brano evangelico lui stesso
ci assicura: "Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del
mondo".

Fonte:
http://www.cantalamessa.org/it/omelieView.php?id=304

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