Don Luigi Maria Epicoco – Catechesi su: Maestro dove abiti?

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In una serie di meditazioni spirituali, a partire dal testo di Gv 1,35-40, don Epicoco ha concentrato la sua riflessione sulla domanda che i primi discepoli rivolgono a Gesù: «Maestro dove abiti?», frase che costituisce anche il motto episcopale del vescovo Andrea.

Cristo risponde: «Venite e vedrete». «Il cristianesimo non ci dà una spiegazione, ci dà una relazione», ha sottolineato don Epicoco. Dove possiamo incontrare Gesù oggi? Dove abita il Maestro? L’immagine che il giovane teologo ha scelto per rispondere a questa domanda è stata quella della casa, un’immagine particolarmente significativa per chi, come lui, ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza del terremoto e quindi la perdita della sicurezza più basilare: «Per avere una casa bisogna avere almeno quattro pareti», ha suggerito don Epicoco, e le ha elencate, queste “pareti” che formano la casa, cioè i luoghi dove possiamo incontrare Cristo oggi.

La prima parete è la Parola: «Una persona si sente viva quando si sente rivolgere la parola». Incontriamo il Maestro non tanto nelle nostre riflessioni ma anzitutto se lasciamo che sia Lui a parlarci, a rivolgerci la parola.

«La seconda parete è l’Eucarestia, perché nessuno di noi può accontentarsi semplicemente di sentire che esiste: ha bisogno di qualcuno che gli nutra la vita».

La terza parete è la Misericordia, infatti è impossibile fare un viaggio senza sporcarsi, senza stancarsi e sudare. «Tutti noi abbiamo bisogno di qualcosa che ci pulisca, ci guarisca, ci rimetta in piedi. Abbiamo bisogno del Sacramento della Misericordia».

L’ultima parete del «dove abiti?» sono i fratelli, perché nessuno si salva da solo. «Dove due persone si sforzano di amarsi, lì sicuramente c’è Dio» ha ricordato don Epicoco. Parole e immagini adatte a parlare al cuore dei giovani e non solo.

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