Dio è grande e salva – Forse JAMPA lo sa

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Segnatevi questo nome, Jampa. Sul sito ufficiale è scritto: ”JAMPA nella cultura tibetana significa donare qualcosa agli altri; più precisamente JAMPA è colui che si assume l’impegno di rimuovere le sofferenze e donare invece gioia. Ho voluto scegliere questo nome d’arte in accordo con i miei principi artistici, che decodificano la musica come messaggio universale e per questo incondizionatamente comunicabile al prossimo”.

Nel video postato, il giovane artista toscano canta il tema della fede, la pace e la misericordia, l’amore per la giustizia, il senso dello Stato (valore ormai defunto negli italiani).

Molto si è scritto sul blog riguardo il “rock cristiano”. Alla fine della giostra, la Christian Music convince a metà perché asservita alle Chiese protestanti negli States per fini propagandistici. L’aspetto peggiore è la cattiva testimonianza di vita degli artisti di Christian Music. Annulla l’attendibilità dell’annuncio evangelico.

La canzone “L’ultimo saluto” è una dedica ai giovani militari impiegati nelle missioni di pace dell’esercito italiano. Un invito a usare la forza militare per proteggere le popolazioni sotto regime di schiavitù e garantire qualcosa di buono alle generazioni future. L’autore non è interessato a cantare un appartenenza confessionale, sceglie semplicemente di scrivere brani per ‘rimuovere le sofferenze e donare gioia’.

Nel testo di Jampa (al secolo Gian Pasquale Capolongo) non c’è retorica, nessun uso improprio del testo biblico come accade per la Christian Music, ma la speranza per tutti di vivere in pace. Un implicito riferimento al libro del profeta Isaia: “I lupi e gli agnelli pascoleranno insieme, i leoni mangeranno fieno come i buoi, i serpenti si nutriranno di polvere. Nessuno farà azioni malvagie o ingiuste” (Is 65,25).

Siamo abituati ad ascoltare album cristiani e italiani simili a provini casalinghi di dubbia qualità, prodotti discografici di nicchia destinati alle parrocchie e nulla più. C’è urgenza invece di uscire dalle sagrestie e scrivere brani universalmente validi, capaci di competere sul mercato del disco. Jampa lo fa, diffondendo i valori della religione senza il bisogno di cattolicizzare le sue canzoni.

Che sia un buon inizio qui in Italia per la musica cristiana?

Fonte: l’Arena dei Rumori

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