Cristo conosciuto, vissuto e annunciato – 2° Puntata: Consacrato come tramite per conoscere Dio

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“Chi disprezza voi, disprezza me”. Perché Signore mi hai chiamato a “incarnarti”? Perché hai voluto che nella mia povertà, sia colui che riempie il desiderio infinito dell’uomo? Perché mi hai chiamato a visibilizzare il dono di Dio?

Troppe volte siamo tormentati dal desiderio di cultura, che può avere un significato stupendo, ma anche può essere una tentazione. Il desiderio primo deve essere Gesù Eucaristia, che mi fa vita della sua Vita, Epifania di Lui. Se viviamo senza l’esperienza mistica, sarà un vivere come tutti. La cultura da sola non è sufficiente.
Oggi nella Chiesa ci sono troppe cose che non sono perfette, ma dove sono nate? Da noi che non abbiamo fatto vedere il nostro incontro con Gesù. Un esempio: se mi si dicesse domani sei in visita dal Papa, penso che non dormirei la notte e mi preparerei, perché ho coscienza di chi sarò davanti. Noi preti davanti all’Eucaristia sappiamo davanti a chi siamo?
A volte vedendo i tabernacoli, le Chiese, i vasi sacri, sembra di no. E’ vero che dentro di noi il cuore vibra per Lui?

Mettiamo in dubbio il valore della preghiera del Breviario, che a volte facciamo col cellulare, ma come poniamo attenzione? Vorrei chiedere che salmo avete letto? Ma allora lo vediamo come obbligo il Breviario? Siamo davvero degli innamorati di Gesù?
Chi sente parlare Gesù dice “Nessuno ha parlato mai come quest’uomo”, ma nessuno conosce il Padre come Lui e lo fa amare. Eppure come uomo Gesù fa l’esperienza del buio, dell’assenza del Padre, ma ci insegna a superare il sentimento e i limiti della mente umana, credendo e abbandonandosi alla volontà del Padre pur nella notte dello spirito. Noi al posto della contemplazione ci diamo al computer, al cellulare, alla bella macchina, e ci facciamo dire tante volte “predichi bene e razzoli male”.

Non tiriamoci indietro, perché l’uomo è chiamato a conoscere, amare, e possedere Dio, non lasciamolo ai lupi rapaci che portano l’uomo al fallimento della vita. Ritorniamo alla bellezza della nostra vocazione, non è rinuncia e tristezza, ma pienezza di gioia. Quando non abbiamo il cuore gonfio di Lui cerchiamo subito la compensazione che dimostra il nostro vuoto. Incontrare il prete, vuol dire incontrare Gesù, cioè benedire Colui che ci ha dato la vita.

A cura di : Padre Giglio Maria Gilioli – Video

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