Conferenza Stampa di presentazione del Convegno Internazionale “La Cappella Sistina venti anni dopo. Nuovo respiro nuova luce”, 16.10.2014

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Alle ore 11 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si tiene la Conferenza Stampa di presentazione del Convegno Internazionale La Cappella Sistina venti anni dopo. Nuovo respiro nuova luce, che si svolgerà dal 30 al 31 ottobre 2014 presso l’Auditorium di Via della Conciliazione a Roma.
Il Convegno è presentato alla stampa dal Prof. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, il cui intervento riportiamo di seguito:

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Intervento del Prof. Antonio Paolucci

Ci sono date destinate a rimanere nella storia dei Musei Vaticani come riferimenti storici fondamentali. Una di queste è il 1994, quando San Giovanni Paolo II inaugurò la Cappella Sistina dopo il memorabile restauro guidato da Fabrizio Mancinelli e realizzato da Gianluigi Colalucci.

Come dimenticare le furibonde polemiche che accompagnarono quella grande impresa? Oggi nessuno più avanza dubbi, tutti riconoscono che si è trattato di un intervento scientificamente esemplare e tecnicamente impeccabile, probabilmente il più importante e il più felice del XX secolo. Così vanno le cose in questo mondo. Prima montano contestazioni, perplessità e dissensi, poi il tempo che è galantuomo ristabilisce la verità.

Oggi, all’ottobre 2014, ecco un’altra data destinata ad essere ricordata. La Cappella Sistina ha “nuovo respiro e nuova luce” come recita il Convegno Internazionale che il 30 e il 31 prossimi (il 29 è riservato alla stampa) accompagnerà la presentazione dei nuovi impianti di climatizzazione e di illuminazione della “cappella magna” della Chiesa Cattolica.

Il Convegno si svolgerà in due giornate di lavori articolate in cinque sezioni, nelle quali – a partire dagli eccezionali risultati raggiunti nel 1994 – verrà esaminato l’attuale stato degli affreschi e saranno resi pubblici le approfondite costanti indagini scientifiche e il complesso piano di manutenzione ordinaria e straordinaria (comprendenti lo studio e la realizzazione del nuovo impianto di climatizzazione e ricambio dell’aria e del nuovo impianto di illuminazione) che da lungo tempo i Musei Vaticani hanno messo in atto per la migliore tutela dello straordinario monumento.

Sono passati venti anni dal restauro del ’94 e questo 2014 segna il quattrocentocinquantesimo anniversario dalla morte di Michelangelo. Avremmo potuto onorare la ricorrenza solo con una mostra o con una serie di conferenze affidate ai massimi specialisti del mondo. Invece, abbiamo preferito consegnare all’anno memoriale qualcosa di durevole, di non effimero: la messa in sicurezza dal punto di vista climatologico del capolavoro assoluto del Buonarroti e la sua nuova corretta illuminazione. Lo abbiamo fatto affidando i due interventi ad aziende leader nei rispettivi settori: la multinazionale americana CARRIER e la OSRAM. È il caso di ricordare che i costi sono stati offerti alla Santa Sede a titolo di pura liberalità.

Ci sono voluti tre anni di paziente minuzioso lavoro per arrivare al risultato. Tre anni che hanno visto la cooperazione quotidiana con i tecnici di CARRIER e di OSRAM e l’impegno congiunto della Direzione dei Servizi Tecnici guidati prima da Pier Carlo Cuscianna poi da P. Rafael García de la Serrana Villalobos con Roberto Mignucci, e nei Musei Vaticani dell’Ufficio del Conservatore di Vittoria Cimino e del Laboratorio di Diagnostica e Ricerche Scientifiche di Ulderico Santamaria. Ora la grande impresa è conclusa e io mi auguro che tutti capiranno le ragioni che l’hanno resa necessaria.

La pressione antropica alla quale è sottoposta la Cappella Sistina (quasi 6 milioni di visitatori all’anno con punte di oltre ventimila al giorno in certi periodi di particolare affluenza) richiedeva un intervento radicale che garantisse il ricambio d’aria, l’abbattimento delle polveri e degli inquinanti, il controllo della temperatura e della umidità, l’anidride carbonica tenuta a livelli accettabili. Il rischio altrimenti era quello di attivare un mix di umidità, di inquinanti, di anidride carbonica che poteva essere, nei tempi lunghi, una deriva pericolosa per la corretta conservazione delle pitture murali, quei 2500 metri quadrati che fanno l’antologia artistica più importante del Rinascimento italiano.

L’impianto che era stato messo in opera nel ’94 tarato per un afflusso che era circa un terzo di quello attuale, risultava ormai inadeguato e inefficiente. Occorreva sostituirlo con uno di nuova progettazione e di ultimissima generazione. È quello che abbiamo fatto.

Anche la nuova luce era necessaria. Occorreva una illuminazione leggera e allo stesso tempo totale, non invasiva, rispettosa della complessa realtà iconografica, stilistica, storica della Sistina. Nessuno spot privilegiato su Michelangelo ma la possibilità di una lettura quieta, obiettiva e allo stesso tempo delicata, capace di raccontare in ogni dettaglio e di far comprendere tutto insieme quell’immane catechismo figurato che tre papi (Sisto IV, Giulio II e Paolo III) vollero dispiegare sulle pareti e sulla volta di quella che è da sempre per tutti la “cappella del mondo”.

Alla fine di questo mese gli studiosi e i giornalisti di mezzo mondo potranno vedere e giudicare. A noi dei Musei resta l’orgoglio di avere onorato Michelangelo, in questo quattrocentocinquantesimo anniversario della sua morte, nel modo che crediamo migliore.