Presentazione del Concerto per sostenere le Opere di Carità di Papa Francesco

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Conferenza Stampa di presentazione del Concerto organizzato per sostenere le Opere di Carità di Papa Francesco (14 maggio 2015), 30.04.2015

Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si tiene la Conferenza Stampa di presentazione del Concerto organizzato per sostenere le Opere di Carità di Papa Francesco, che avrà luogo il 14 maggio (Solennità dell’Ascensione del Signore), nell’Aula Paolo VI, alle ore 18.00.

L’evento è patrocinato dall’Elemosineria Apostolica, dal Pontificio Consiglio della Cultura, dal Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione e dalla Fondazione San Matteo in memoria del Card. Van Thuân.

Intervengono alla conferenza stampa: Mons. Diego Giovanni Ravelli, Capo Ufficio dell’Elemosineria Apostolica; Mons. Marco Frisina, Direttore del Coro della Diocesi di Roma; Dott. Vincenzo Napoli, Sindaco di Salerno, che parla a nome del Maestro Daniel Oren.

Sono inoltre presenti rappresentanti delle Associazioni di carità e di volontariato che collaborano alla realizzazione dell’evento: Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Gran Priore del Gran Priorato di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta; Dott. Leopoldo Torlonia, Presidente del Circolo S. Pietro e Delegato di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta; P. Camillo Ripamonti, SJ, Direttore del Centro Astalli; Filippo Sbrana, Comunità di Sant’Egidio.

Pubblichiamo di seguito gli interventi di Mons. Diego G. Ravelli e di Mons. Marco Frisina:

Intervento di Mons. Diego Giovanni Ravelli

La nota, l’armonia, la sinfonia più bella del pentagramma è quella della carità, perché è quella che ovunque e sempre tocca le corde di ogni cuore, di chi la fa sentire e di chi l’ascolta. Tutti sono capaci di ascoltarla, tutti sono in grado di suonarla, perché l’amore che si fa dono è il linguaggio che ogni uomo può comprendere ed è la lingua che ognuno può parlare. La carità è il linguaggio della Pentecoste, la lingua parlata dagli Apostoli e dai discepoli di Cristo, la grammatica e il canto della Chiesa: risuona in tutto il mondo e sa rendere nuovo ogni cuore e ogni cosa.

Anche la musica è carità: nasce dall’amore e dona l’amore! Quando tocca l’animo dell’uomo, porta in lui l’emozione della vita e guarisce la povertà del suo cuore. Chi è così ricco da non aver bisogno di una nota della carità? E chi è così povero da non poterla donare agli altri?

Quando la musica, poi, si fa “prossima” agli ultimi, cioè “samaritana” di chi soffre nel corpo e nello spirito, si unisce al cuore misericordioso del Padre che, come si prega nei Salmi, solleva il povero e il cuore arido dalla miseria e dalla polvere (cfr. Sal 113).

Questo è il motivo per cui l’Elemosineria Apostolica ha accolto l’invito a patrocinare, insieme ad altri Pontifici Consigli ed Enti caritativi, questa importante e significativa iniziativa: un concerto “con i poveri e per i poveri” nell’Aula Paolo VI. «La povertà – come ci ha ricordato Papa Francesco – ci chiama a seminare speranza!». Il desiderio e l’augurio degli organizzatori è che per loro, come anche per tutti quelli che parteciperanno, questa iniziativa possa davvero essere un seme di fiducia, di speranza e di amore.

Un Concerto “con” i poveri – così è stato voluto e chiamato – perché i protagonisti assoluti di questo evento saranno i nostri fratelli più bisognosi. Saranno loro gli ospiti più illustri della serata, chiamatiattraverso Associazioni di carità e di volontariato che operano in loro aiuto e collaborano alla realizzazione dell’evento: il Gran Priorato di Roma e la Delegazione di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta, il Circolo San Pietro, la Caritas Diocesana di Roma, la Comunità di Sant’Egidio e il Centro Astalli, che assiste e che porterà migranti e rifugiati. Questioccuperanno in Aula i posti d’onore,così come abitualmente vengono riservati alle persone ritenute importanti: in loro c’è Gesù e a Lui riserviamo la prima fila. Accanto a loro, seguendo gliinsegnamenti del Santo Padre, saranno invitati famiglie, anziani e giovani di tutte le Parrocchie romane, in particolare coloro che nelle periferie vivono situazioni di disagio materiale e spirituale. Insieme e con loro, poi, potranno partecipare anche tutti quanti richiederanno il biglietto gratuito attraverso le modalità indicate nel sito internet del Coro della Diocesi di Roma.

Un Concerto non solo “con” ma anche “per” i poveri. L’iniziativa ha voluto unire all’aspetto culturale anche quello benefico: sostenere le Opere di Carità di Papa Francesco verso i più bisognosi. Gli organizzatori, pertanto, hanno deciso per questa occasione di destinare alla Elemosineria Apostolica tutte le offerte donate dagli sponsor e quelle che verranno liberamente raccolte alla conclusione del concerto. Per questo motivo sono incaricato già da ora ad esprimere i sentimenti di gratitudine di S. Ecc.za Mons. Konrad Krajewski, l’Elemosiniere di Sua Santità, verso tutti coloro che si adoperano ed intervengono in modi diversi alla realizzazione di questo evento.

Dopo di me interverranno proprio coloro che sono la vera anima e gli attori della manifestazione, a cui va tutto il merito dell’iniziativa e che meglio la illustreranno, ma ora a me resta il dovere di presentare brevemente l’attività e il servizio della Elemosineria Apostolica, alla quale appunto verrà destinato l’intero ricavato delle offerte raccolte.

L’attività dell’Ufficio è delineata sinteticamente dalla Costituzione Apostolica Pastor Bonus con queste parole: «L’Elemosineria Apostolica svolge a nome del Santo Padre il servizio di assistenza verso i poveri e dipende direttamente da Lui» (Art. 193).

Il compito principale dell’Elemosineria Apostolica, dunque, è quella di esercitare l’elemosina, o meglio, la carità a nome e per conto del Santo Padre. Si tratta di una carità quotidiana, fatta con discrezione, quasi silenziosa, verso tutti coloro che tendono la mano al Papa per ricevere un aiuto.

Ogni giorno l’Ufficio riceve una enorme quantità di lettere di persone singole o di famiglie, spesso indirizzate direttamente al Santo Padre, i quali, nelle loro necessità e bisogni, chiedono un aiuto. La maggior parte delle domande giungono dall’Italia, in prevalenza dalla Diocesi di Roma. Le richieste fanno emergere un doloroso e crescente panorama di enormi miserie materiali e morali e di situazioni di estrema necessità causate soprattutto dall’aumento della disoccupazione e dalla perdita del lavoro o dal rilevante fenomeno dell’immigrazione di uomini e donne provenienti da Paesi poveri o in conflitto.

Le lettere, secondo la procedura richiesta dall’Ufficio, sono sempre accompagnate da una attestazione dei Parroci o da altre persone ecclesiastiche a conferma della situazione in essa descritta e a loro, in quanto garanti, viene trasmesso l’aiuto economico da devolvere alle persone interessate. È importante, infatti, che il gesto concreto del Papa sia inserito e integrato nella solidarietà della Chiesa locale e della comunità cristiana parrocchiale. Sebbene si riesca a dare una risposta concreta a tutti i richiedenti – nello scorso anno sono stati intorno agli 8.000 – , le elargizioni sono di entità modesta, modulate secondo le esigenze di chi chiede e le disponibilità dell’Elemosineria, proprio perché si vuole estendere al maggior numero di persone il sostegno di un aiuto. Certamente si tratta di sussidi molte volte inferiori alle necessità segnalate e alle aspettative dei richiedenti e che non possono risolvere le difficili situazioni descritte, tuttavia le lettere e le telefonate di ringraziamento che riceviamo esprimono una viva riconoscenza per il dono ricevuto dal Papa, anche perché accompagnato dalle Sue parole di conforto ed incoraggiamento e dalla Sua Benedizione Apostolica, sottolineando spesso che la Santa Sede è stata l’unica a dare un seguito concreto, seppur piccolo, alle loro domande di aiuto immediato. Un piccolo gesto di carità che ha portato almeno un certo sollievo ed è stato accolto come un segno concreto di vicinanza del Papa alle persone che soffrono a causa della povertà e dell’indigenza.

La sollecitudine e vicinanza di Sua Santità per i bisognosi, sempre attraverso l’Elemosineria Apostolica, raggiunge moltissime altre persone in stato di bisogno grazie ad un sostegno economico che eroga pure ad associazioni ed istituzioni caritative che si dedicano quotidianamente ad alleviare le sofferenze e le povertà di diverse categorie di persone in difficoltà, come senza fissa dimora, nomadi, rifugiati politici, carcerati, studenti stranieri universitari, malati ricoverati in ospedale, anziani, madri nubili e bambini orfani o abbandonati. Altre persone indigenti sono sostenute con aiuti, sia in denaro sia con altri doni provenienti da quelli giunti al Santo Padre, che vengono destinati ai Centri di Ascolto, alle Mense e alle Caritas diocesane e parrocchiali.

Ugualmente, con modesti sussidi, si interviene anche fuori Italia, soprattutto nei paesi più poveri, per sostenere iniziative di carattere caritativo promosse da Vescovi e da Sacerdoti diocesani o religiosi.

Una particolare attenzione non manca neppure nei confronti delle Comunità claustrali femminili, le quali, spesso prive di sufficienti risorse economiche, chiedono un aiuto per affrontare le spese di lavori straordinari od imprevisti nei propri monasteri e qualche volta per provvedere anche alle necessità primarie della vita quotidiana.

Quantificando tutti gli interventi economici compiuti, la somma complessiva che l’Elemosineria Apostolica è riuscita ad erogare nel corso del 2014 è stata superiore a 1.500.000 euro, cifra incrementata di quasi il 25% rispetto all’anno precedente. Per l’anno in corso, solo nel mese di marzo la somma è stata di 285.000 euro, cifra che sicuramente sarà superata per il mese corrente.

La seconda parte della definizione data dalla Pastor Bonus recita: «e dipende direttamente da Lui», cioè dal Papa. Con Papa Francesco questo è l’aspetto che decisamente si è sentito di più, rispetto all’attività appena descritta che è stata sostenuta sempre ed ugualmente da tutti i Suoi Predecessori. Quando ha nominato il nuovo Elemosiniere, nell’agosto del 2013, gli ha chiesto di andare incontro ai poveri e non aspettare che essi vengano da noi, di lasciare la scrivania per andare a cercarli al di là delle mura dell’Ufficio stesso. Infatti, è desiderio del Santo Padre, attraverso l’Elemosiniere, essere vicino ad essi, fargli capire che vuole loro bene e che non sono abbandonati da Lui, abbracciarli, baciarli, parlare con loro, mangiare assieme, stare con loro e pure chiedere proprio a loro di pregare per Lui. Su questo particolare mandato si è mosso costantemente l’Elemosiniere nel suo particolare servizio, facendosi presente con un aiuto concreto del Santo Padre in molte realtà di particolare povertà e abbandono.

Infine, tutto questo è reso possibile dal “fondo per la carità” a disposizione dell’Elemosineria e da cui attinge direttamente le risorse per esercitare il suo compito primario. Le entrate sono costituite sia dalle libere donazioni dei singoli privati oppure da quelle di vari gruppi ed enti o da raccolte organizzate a questo scopo, sia dalle offerte che le giungono dalle mani stesse del Santo Padre, il Quale le riceve per la Sua carità durante le Udienze Generali e gli incontri con i pellegrini. Le maggiori entrate per alimentare questo fondo, comunque, provengono dalla facoltà, delegata all’Elemosiniere da Papa Leone XIII, di concedere la Benedizione Apostolica a mezzo di diplomi su carta pergamena ai fedeli che ne fanno richiesta per determinate circostanze o particolari ricorrenze.

In conclusione. L’iniziativa che oggi viene presentata sarà come il bicchiere d’acqua fresca del vangelo dato ai piccoli e che – assicura Gesù – non farà perdere la sua ricompensa (cfr. Mt 10,42). Sarà solo un bicchiere e non potrà estinguere la sete, ma sappiamo che viene offerto a Gesù stesso e che farà bene sia a chi ne riceverà un sorso sia a chi lo avrà donato. Il Concerto sarà forse solo una semplice nota musicale, una nota però di carità e per la carità, ma essenziale e preziosa nella più grande sinfonia d’amore della Chiesa e del Mondo.

A tutti coloro che parteciperanno a questo Concerto, e tutti siamo poveri nel cuore secondo il Vangelo, mi piacerebbe ripetere come augurio e ringraziamento proprio le parole di Papa Francesco quando ha incontrato alcuni nostri fratelli nella Cappella Sistina: «È una piccola carezza, perché questa è casa vostra, è casa di tutti». Grazie.

Intervento di Mons. Marco Frisina

La Solennità dell’Ascensione è giorno di gioia e di luce, celebra la vittoria di Cristo Risorto sulla morte e sul male del mondo, fa esultare la Chiesa, suo corpo mistico e tutte le sue membra. Questo evento desidera essere la manifestazione di questa gioia e vogliamo celebrarla insieme, come corpo vivo del Risorto, vogliamo cantare l’amore a Dio nostro Salvatore e l’amore che ci unisce come fratelli e parte di quest’unico Corpo.

Quest’anno il Coro della Diocesi di Roma ha celebrato i trent’anni dalla sua fondazione e questo Concerto vuole essere il culmine dell’anno di festa che abbiamo vissuto e che abbiamo desiderato condividere anche con tanti amici e fratelli, cantando la gioia pasquale e contribuendo, con le nostre offerte, alla carità del Papa, nostro Vescovo. Questo gesto ci ricorda che la musica è vera se è un gesto d’amore a Dio e ai fratelli, è autenticamente bella se sa esprimere la luce che emana dal volto del Risorto. Per questo abbiamo riservato nell’Aula Paolo VI ai poveri, ai bisognosi, agli anziani e a coloro che spesso si sentono emarginati dalla nostra società il posto d’onore: sono loro i nostri invitati speciali perché sono le membra privilegiate del corpo di Cristo e potranno gioire con noi della bellezza del Risorto. Sarà un’occasione per condividere la bellezza della fede attraverso la musica, dono meraviglioso di Dio agli uomini affinché possano avvicinarsi a Lui e aprire il cuore alla lode della sua misericordia.

I brani che ascolteremo rappresentano un viaggio spirituale che dalla visione della nostra condizione umana ci porterà a incontrare la grazia del Signore (“Ascende”). Ci aiuterà in questo il grande poeta Dante di cui quest’anno si celebrano i 750 anni dalla nascita. La sua “Divina Commedia” è infatti un viaggio spirituale in cui il poeta, simbolo di ogni uomo, si pone in cerca di Dio che è l’Amore (“Ouverture”, “Notte, la selva oscura”). Dapprima è una ricerca dolorosa che lo costringe a vivere l’esperienza dell’Inferno, del luogo dove sono coloro che tradiscono l’amore, oppure hanno cercato solo se stessi e non Dio (“Aria di Francesca”, “Aria di Ulisse”). Ma in seguito potrà cominciare la salita del Purgatorio dove regna la speranza e la misericordia (“Aria di Pia”, “L’ora che volge il disio”, “Addio di Virgilio”), fino a giungere al Paradiso dove regna l’Amore di Dio e dove tutti gioiscono del perdono misericordioso del Signore (“Processione del Grifone”, “Aria di Beatrice”). Sarà l’intercessione della Vergine Maria, implorata da S. Bernardo e da tutti i Santi del Paradiso, che permetterà a Dante – l’uomo – di contemplare il volto glorioso di Dio che è l’Amore (“Vergine Madre”).

Nella seconda parte canteremo alcuni brani che ci ricordano la gioia della redenzione (“Haec dies”, “Iubilate Deo”, “Alleluia, Salmo 150”), la bellezza del dono della pace, primo dono del Risorto (“Pacem in terris”), la gioia pasquale che fa esultare il cuore della Vergine Maria e della Chiesa (“Regina coeli”). Al termine tutti insieme, ascoltatori, coro, solisti e orchestra, canteremo il “Canto del mare”, il Cantico di Mosè e dei redenti.