Papa Francesco – Udienza Generale del 16 maggio 2018 – Il testo, il video e il file mp3

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PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 16 Maggio 2018

https://youtu.be/GdWI8aJwAzs

Catechesi sul Battesimo. 6: Rivestiti di Cristo

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi concludiamo il ciclo di catechesi sul Battesimo. Gli effetti spirituali di questo sacramento, invisibili agli occhi ma operativi nel cuore di chi è diventato nuova creatura, sono esplicitati dalla consegna della veste bianca e della candela accesa.

Dopo il lavacro di rigenerazione, capace di ricreare l’uomo secondo Dio nella vera santità (cfr Ef 4,24), è parso naturale, fin dai primi secoli, rivestire i neobattezzati di una veste nuova, candida, a similitudine dello splendore della vita conseguita in Cristo e nello Spirito Santo. La veste bianca, mentre esprime simbolicamente ciò che è accaduto nel sacramento, annuncia la condizione dei trasfigurati nella gloria divina.

Che cosa significhi rivestirsi di Cristo, lo ricorda san Paolo spiegando quali sono le virtù che i battezzati debbono coltivare: «Scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto» (Col 3,12-14).

Anche la consegna rituale della fiamma attinta dal cero pasquale, rammenta l’effetto del Battesimo: «Ricevete la luce di Cristo», dice il sacerdote. Queste parole ricordano che non siamo noi la luce, ma la luce è Gesù Cristo (Gv 1,9; 12,46), il quale, risorto dai morti, ha vinto le tenebre del male. Noi siamo chiamati a ricevere il suo splendore! Come la fiamma del cero pasquale dà luce a singole candele, così la carità del Signore Risorto infiamma i cuori dei battezzati, colmandoli di luce e calore. E per questo, dai primi secoli il Battesimo si chiamava anche “illuminazione” e quello che era battezzato era detto “l’illuminato”.

Questa è infatti la vocazione cristiana: «camminare sempre come figli della luce, perseverando nella fede» (cfr Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti, n. 226; Gv 12,36). Se si tratta di bambini, è compito dei genitori, insieme a padrini e madrine, aver cura di alimentare la fiamma della grazia battesimale nei loro piccoli, aiutandoli a perseverare nella fede (cfr Rito del Battesimo dei Bambini, n. 73). «L’educazione cristiana è un diritto dei bambini; essa tende a guidarli gradualmente a conoscere il disegno di Dio in Cristo: così potranno ratificare personalmente la fede nella quale sono stati battezzati» (ibid., Introduzione, 3).

La presenza viva di Cristo, da custodire, difendere e dilatare in noi, è lampada che rischiara i nostri passi, luce che orienta le nostre scelte, fiamma che riscalda i cuori nell’andare incontro al Signore, rendendoci capaci di aiutare chi fa la strada con noi, fino alla comunione inseparabile con Lui. Quel giorno, dice ancora l’Apocalisse, «non vi sarà più notte, e non avremo più bisogno di luce di lampada né di luce di sole, perché il Signore Dio ci illuminerà. E regneremo nei secoli dei secoli» (cfr 22,5).

La celebrazione del Battesimo si conclude con la preghiera del Padre nostro, propria della comunità dei figli di Dio. Infatti, i bambini rinati nel Battesimo riceveranno la pienezza del dono dello Spirito nella Confermazione e parteciperanno all’Eucaristia, imparando che cosa significa rivolgersi a Dio chiamandolo “Padre”.

Al termine di queste catechesi sul Battesimo, ripeto a ciascuno di voi l’invito che ho così espresso nell’Esortazione apostolica Gaudete et exsultate: «Lascia che la grazia del tuo Battesimo fruttifichi in un cammino di santità. Lascia che tutto sia aperto a Dio e a tal fine scegli Lui, scegli Dio sempre di nuovo. Non ti scoraggiare, perché hai la forza dello Spirito Santo affinché sia possibile, e la santità, in fondo, è il frutto dello Spirito Santo nella tua vita (cfr Gal 5,22-23)» (n. 15).

Saluti:

[Accolgo i pellegrini provenienti da Francia, Svizzera e altri paesi francofoni. Saluto in particolare i giovani e i pellegrini della Diocesi di Le Mans. Cari fratelli e sorelle, spero che la grazia del vostro battesimo sia feconda in ciascuno di voi e sostenga il vostro cammino di santità. Dio vi benedica!]

[Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti da Scozia, Irlanda, Egitto, Maurizio, Indonesia, Canada e Stati Uniti d’America. Nella gioia del Cristo Risorto, invoco su di voi e sulle vostre famiglie l’amore misericordioso di Dio nostro Padre. Il Signore vi benedica!]

[Con affetto saluto i pellegrini provenienti dai paesi di lingua tedesca. Sul nostro cammino incontro al Signore, condividiamo con tutti i fratelli e le sorelle la fiamma della fede. In questo modo potremo aiutare chi fa la stessa strada con noi, fino alla comunione inseparabile con Gesù nella casa del Padre. Dio vi benedica tutti.]

[Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua portoghese, in particolare ai pensionati dell’«Associazione di Amicizia Italia-Brasile» e agli altri gruppi brasiliani. Cari amici, tutti i battezzati sono chiamati ad essere discepoli missionari che vivono e trasmettono la fede. In ogni circostanza, cercate di dare una testimonianza gioiosa della vostra fede. Dio vi benedica e la Vergine Madre vi protegga!]

[Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare all’Ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto presso l’Italia con tutto il personale dell’Ambasciata, e alla delegazione della Comunità della Chiesa Copta della Diocesi di Luxor! Cari fratelli e sorelle, lasciate che la grazia del vostro Battesimo fruttifichi in un cammino di santità. Non vi scoraggiate, questo sarà possibile con la forza dello Spirito Santo. Il Signore vi benedica!]

[Saluto i pellegrini polacchi e, in modo speciale gli ex-combattenti della seconda guerra mondiale, giunti per le celebrazioni dell’anniversario della battaglia di Monte Cassino. La tristezza, ricordate le guerre… il secolo scorso, due grandi; e adesso… non impariamo mai. Che Dio ci aiuti! La tragedia della guerra da voi vissuta, la forza di spirito, la fedeltà agli ideali e la testimonianza di vita diventino un appello per la cessazione dei conflitti in corso nel mondo e per la ricerca di vie di pace. Di cuore benedico tutti voi, la vostra Patria, i pellegrini qui presenti, e tra loro i bambini della Ia Comunione della Chiesa di San Stanislao in Roma.]

APPELLO

Sono molto preoccupato e addolorato per l’acuirsi delle tensioni in Terra Santa e in Medio Oriente, e per la spirale di violenza che allontana sempre più dalla via della pace, del dialogo e dei negoziati.

Esprimo il mio grande dolore per i morti e i feriti e sono vicino con la preghiera e l’affetto a tutti coloro che soffrono. Ribadisco che non è mai l’uso della violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza.

Invito tutte le parti in causa e la comunità internazionale a rinnovare l’impegno perché prevalgano il dialogo, la giustizia e la pace.

Invochiamo Maria, Regina della pace. “Ave Maria…”.

Dio abbia pietà di noi!

Rivolgo il mio augurio cordiale per il mese di Ramadan che inizierà domani. Che questo tempo privilegiato di preghiera e di digiuno aiuti a camminare sulla via di Dio che è la via della pace.

* * *

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana.

In particolare sono lieto di accogliere i Sacerdoti delle Diocesi di Milano e di Brescia, i Padri Pallottini, e le parrocchie, in particolare quelle di Stabbia e di Oria. La visita alle Tombe degli Apostoli accresca in ciascuno il desiderio di aderire con rinnovato entusiasmo a Gesù e al suo Vangelo.

Saluto il Gruppo dell’AVIS di Viterbo, accompagnato dal Vescovo, Monsignor Lino Fumagalli; il Collegio San Carlo di Milano; l’Istituto Superiore Universitario di Scienze psicopedagogiche e sociali di Viterbo; la Delegazione del Campionato di calcio per persone con disordini mentali, e il Gruppo della Casa Circondariale di Catania.

Un pensiero speciale porgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli. La preghiera mariana che intesse il tempo di questo mese di maggio, sostenga e motivi ciascuno a vivere bene la propria presenza in famiglia e negli ambienti di lavoro, portando, con l’entusiasmo dei discepoli, la gioia della vita in Cristo.

Fonte: Radio Vaticana via FeedRss
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