Lettera del Santo Padre per l’approdo della “Nave Ospedale Papa Francesco” a Belem do Pará (Brasile)

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LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER L’APPRODO DELLA “NAVE OSPEDALE PAPA FRANCESCO”
A BELEM DO PARÁ (BRASILE)

Cari fratelli e sorelle,

È con grande soddisfazione che mi unisco a voi in questo momento di gioia e di gratitudine a Dio per l’inaugurazione della Nave Ospedale Papa Francesco, che porterà la Parola di Dio e offrirà accesso a una salute migliore alle popolazioni più bisognose, specialmente le popolazioni indigene e fluviali che vivono lungo un tratto di 1.000 chilometri del Rio delle Amazzoni.

Oltre ad essere un bel gesto concreto in vista del Sinodo dei Vescovi per l’Amazzonia, che avrà luogo nel prossimo mese di ottobre qui a Roma, questa nave ospedale è soprattutto una risposta al mandato del Signore, che continua a inviare i suoi discepoli ad annunciare il Regno di Dio e guarire i malati (cf. Lc 9, 2). Infatti, Gesù offre agli uomini la vita in abbondanza (cf. Gv 10, 10). E promuovere questa vita — che in Amazzonia «si riflette nella sua ricchezza di biodiversità e culture (…) una vita piena e integra, una vita che canta, un inno alla vita, come il canto dei fiumi» (Sinodo per l’Amazzonia, Instrumentum laboris, 11) — sarà la missione primaria della Nave Ospedale Papa Francesco, in conformità con quello che i popoli indigeni amazzonici definiscono il “buon vivere”, ossia, «vivere in armonia con sé stessi, con la natura, con gli esseri umani e con l’Essere supremo» (Ibid., 12).

In questo senso, se la Chiesa, come ho già detto in altre occasioni, è chiamata ad essere un «ospedale da campo», accogliendo tutti, senza distinzioni o condizioni, con questa iniziativa essa si presenta ora anche come un «ospedale sull’acqua». E come Gesù, che è apparso camminando sulle acque, ha calmato la tempesta e rafforzato la fede dei discepoli (cf. Mt 14, 22-33), questa nave porterà conforto spirituale e serenità alle preoccupazioni di uomini e donne bisognosi, abbandonati al loro destino.

Ringrazio Monsignor Bernardo Bahlmann, Vescovo di Óbidos, e i Francescani della Provvidenza per questo bel segno di fede e di solidarietà cristiana, e mentre affido a Nossa Senhora de Nazaré medici, volontari, benefattori e soprattutto le persone che saranno assistite dalla Nave ospedale, imparto a tutti di cuore la Benedizione Apostolica, chiedendo anche, per favore, che non dimentichiate di pregare per me e per i buoni frutti del prossimo Sinodo per l’Amazzonia.

Dal Vaticano, 10 agosto 2019

 

Francesco

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