Conferenza Stampa per la presentazione del Dialogo “(Re)Thinking Europe. Un contributo cristiano al futuro del Progetto Europeo”

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Alle ore 11.30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa per la presentazione del Dialogo (Re)Thinking Europe. Un contributo cristiano al futuro del Progetto Europeo, organizzato in Vaticano dalla Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (COMECE), in collaborazione con la Segreteria di Stato, il cui incontro inizia questo pomeriggio e si conclude il 29 ottobre.

Al Dialogo partecipano rappresentanti della Chiesa e leader politici europei di alto livello per contribuire ad una riflessione costruttiva sulle sfide fondamentali del progetto europeo.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Em.mo Card. Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Repubblica Federale di Germania), Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (COMECE); e S.E. Mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Pubblichiamo di seguito l’intervento dell’Em.mo Card. Reinhard Marx:

Intervento dell’Em.mo Card. Reinhard Marx

L’Unione Europea, e tutta l’Europa, si trova ad affrontare grandi sfide (che non sono limitate alla sola Europa) di fronte a cui i cittadini dai politici e dalla politica si aspettano, se non proprio risposte conclusive, però almeno chiari obiettivi e prospettive. Elencherò solo qualcuna di queste sfide:

· I mutamenti climatici e la necessità che ne deriva di cambiare a medio termine il nostro stile di vita non sostenibile. Ad essi collegato è anche il problema dei costi del cambiamento ecologico e della loro distribuzione.

· L’aumento dei cambiamenti nel mondo del lavoro tramite la digitalizzazione, l’impiego della tecnologia robotica, i rapporti di lavoro precari e soprattutto l’alta disoccupazione giovanile in singoli paesi. A ciò collegata è la fondamentale questione del valore del lavoro e della dignità dell’uomo.

· I movimenti di fuga e migrazione emersi nella cosiddetta “crisi dei profughi”. Gli uomini cercano sicurezza e riparo da guerra e terrore, sono alla ricerca di migliori condizioni di vita e di possibilità migliori che nella loro patria, che sembra non offrire loro nessuna prospettiva. La cause di questi movimenti migratori sono molteplici e da cercare, tra l”altro, anche in Europa, nel nostro stile di vita che va spesso a spese di altri. Soluzioni e risposte sostenibili esigono un esame approfondito.

Di fronte a queste grandi sfide è riconoscibile una tendenza a cercare le risposte nell’ieri, in un mal compreso ritorno alle soluzioni collaudate, che spesso è solo nostalgia e trasfigurazione romantica del passato. Ne sono espressione anche le correnti populiste e rivolte all’indietro. Ma questa non è la nostra prospettiva: il nostro non è uno sguardo retrospettivo che abbellisce la realtà, bensì uno sguardo lucido sul nostro presente e soprattutto sul futuro. Per questo il motto del nostro dialogo è „(Re)thinking Europe“.

L’Unione Europea, il “Progetto Europa”, ha ottenuto grandi risultati: negli oltre 60 anni trascorsi esso ha contribuito in modo fondamentale a creare pace, solidarietà, crescita e progresso in Europa. Contemporaneamente molti cittadini dell’Unione Europea hanno sviluppato un atteggiamento distaccato: l’UE appare sempre più tecnocratica; da una parte i cittadini si aspettano tutto da “Bruxelles” (consumisticamente) e sono delusi se non lo ottengono. Dall’altra parte spesso non si aspettano proprio niente, ma contemporaneamente non sono disposti a fare di questo “Progetto Europa” “il proprio progetto”.

Di fronte a queste sfide e alle situazioni complicate si pone questo problema: come può contribuire la Chiesa a trovare delle risposte e cosa può fare? Non abbiamo delle risposte e delle soluzioni pronte, e d’altronde non facciamo politica concreta. Ma riteniamo che sia necessario che i cittadini dell’UE, con le loro diverse esperienze, le loro diverse aspettative e con le loro ricche e differenti capacità, vengano messi di nuovo al centro del “Progetto Europa” e in grado di poter essere attori.

Questo è anche il contenuto e lo scopo di questo incontro a Roma: vogliamo riaccendere il dialogo tra politici e rappresentanti della Chiesa, come tra rappresentanti degli enti sociali, sull’Europa e l’Unione Europea, sulle aspettative, le speranze, ma anche sulle delusioni. La domanda principale è: cosa possiamo e vogliamo fare per vivere insieme in questa Europa e per portare avanti il Progetto Europa?

Per questo motivo questa manifestazione non è il “classico congresso”, bensì come un dialogo; dopo una discussione introduttiva sui temi elencati da Papa Francesco nel suo discorso tenuto in occasione dell’assegnazione del Premio Carlo Magno:

  • «Integrazione» (con le fratture e gli strappi dentro e tra gli Stati membri dell’UE);
  • «Dialogo» e stato delle nostre democrazie occidentali;
  • «Capacità di generare» (di quale forma di modelli economici avremo bisogno in futuro)

continueremo il dibattito in piccoli gruppi per sentire il maggior numero possibile di interventi e avere la partecipazione attiva di tutti.

Queste analisi, idee, proposte vengono raccolte e ulteriormente discusse. Questo incontro a Roma non è la conclusione di un processo di riflessione e discussione sull’Europa e la UE, ma un inizio: continueremo la discussione nel presidio della COMECE e nell’Assemblea Generale, così come continueremo a intensificare ulteriormente il dialogo a diversi livelli – tra la Chiesa (la COMECE) e la politica (europea).

A conclusione del nostro incontro ci aspettiamo da Papa Francesco incoraggiamento e sostegno per proseguire questo dialogo con lo sguardo rivolto al futuro dell’Europa
(e dell’Unione Europea). Per restare su un paragone usato da Papa Francesco: nel suo primo discorso sull’Europa davanti al Parlamento Europeo egli ha disegnato l’Europa come una “nonna” stanca ed esaurita. Come possiamo contribuire a far sì che questa esausta “nonna” – che nonostante le rughe della sua età è una persona amabile – non si limiti a sorvegliare e a difendere solo ciò che ha raggiunto, ma consegni alle generazioni successive la ricchezza delle sue esperienze e le incoraggi a intraprendere con fiducia il proprio cammino verso il futuro? Apprezziamo molto il fatto che Papa Francesco terrà già il suo quinto discorso sull’Europa e l’Unione Europea. Finora tutti i suoi discorsi hanno dato notevoli spunti di riflessione, che ci guidano nel nostro lavoro alla COMECE e all’Europa offrono, nel complesso, parole di speranza e di incoraggiamento.

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