Il Vangelo sulla sabbia – 6 marzo 2016 – Quaresima giovane della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi

53

L’Amore abbraccia anche gli errori – VI Domenica di Quaresima

[ads2]Il racconto di Gesù non è una favola; è una storia di vita vissuta, tanto che noi abbiamo già nel cuore la finale del racconto, ed è molto chiara: siamo convinti che non solo il maggiore non ha accolto il fratello, ma che ha considerato l’atteggiamento del padre troppo debole; di conseguenza, non solo ha rifiutato di riconciliarsi con il fratello, ma ha condannato anche il padre, perché incapace di usare le maniere forti.

Allora comprendiamo perché Gesù non conclude la parabola. La devi concludere tu, la devo concludere io. Tocca a ciascuno di noi, personalmente, decidere se accettiamo la misericordia del padre impegnandoci nel comportamento conseguente quando ci si offre l’occasione; oppure, se questo modo di ragionare e di agire ci pare così debole da condannare non solo il peccatore, ma anche il Padre che perdona. Il rifiuto del fratello è sempre e anche rifiuto del Padre.

Fonte | Link al video

I video trasformano in immagini i Vangeli delle Domeniche di Quaresima mediante la tecnica della sand art. Il fine è quello di dare all’utente la possibilità di entrare nella logica del Vangelo per attualizzarlo nel proprio contesto quotidiano. Questi video si integrano all’interno del progetto Quaresima Giovane. Un calendario da scrivere, già lanciato dalla Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi come sussidio di preghiera personale dei giovani in ambiente social”.

Quarta Domenica del Tempo di Quaresima

Lc 15, 1-3. 11-32
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 06 – 12 Marzo 2016
  • Tempo di Quaresima IV, Colore rosa
  • Lezionario: Ciclo C, Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

Articolo precedentedon Gianvito Sanfilippo commenta il Vangelo del 6 marzo 2016
Articolo successivoCommento al Vangelo del 6 marzo 2016 – don Paolo Malerba