Vangelo di domenica 26 novembre 2017 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo di domenica 26 novembre 2017, a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

Venga il tuo Regno significa vivere l’amore per il prossimo. E’ su questo che saremo giudicati.

Buona settimana

Mauro

IL RE

Il Regno di Dio si compirà solo alla fine dei tempi quando Gesù tornerà per giudicare i vivi e i morti. Così ce lo presenta Matteo: dal trono di gloria, circondato dalla corte degli angeli, il Figlio dell’uomo separa i buoni dai cattivi. Il criterio del giudizio è l’amore per il prossimo. Soccorrendo i bisognosi si fa un servizio a Cristo stesso. Fame, sete e nudità sono necessità primarie che difficilmente troviamo vicino a noi, anche se la crisi ha messo in difficoltà molte famiglie, per cui cerchiamo di andare incontro a chi ha bisogno.

Nel nostro mondo ben pasciuto però, ci sono altri modi di essere affamati. Moltissime persone vivono senza un orizzonte spirituale e questa è una grave forma di povertà. Sfamarle significa fare apostolato, cioè essere testimoni e annunciatori del Regno. Un dato allarmante e indicativo è la crescita dei suicidi e del consumo di stupefacenti. Troppe persone sono travolte dalla vita e non riescono a tenere il ritmo di una corsa continua al guadagno e alla carriera. Andare incontro alla disperazione di chi non conosce l’Amore è una delle forme di soccorso più necessarie nella nostra società. Accogliere lo straniero è invece una possibilità molto più immediata e attuale.

Se magari non possiamo farlo in prima persona almeno cerchiamo di farlo idealmente, rifiutando il razzismo e le generalizzazioni. Dire che gli immigrati sono tutti delinquenti, per esempio, è un’affermazione razzista e ingiusta. Numerosi gangster americani erano italiani emigrati, eppure non accetteremmo che qualcuno per questo dicesse che gli italiani sono tutti mafiosi. Anche i malati e gli anziani sono molto vicini a noi. Non costa molto essere attenti e passare un po’ di tempo con loro.

Spesso quando queste persone muoiono ci si rammarica di non aver sfruttato tante occasioni. Il Cristo crocifisso e sofferente si manifesta in tutte queste persone bisognose e ci chiede di alleviare in loro il suo dolore. Il premio è il suo Regno, ma lo è anche, e molto, sentire la gratitudine di questi nostri fratelli. San Paolo accosta la figura di Adamo a quella di Gesù. Come al primo dobbiamo la morte, così dal secondo riceviamo la vita. La grande differenza tra i due è che il progenitore ha cercato sé stesso, desiderando più di quanto già possedeva, mentre il Cristo ha cercato solo Dio, costruendo la sua regalità con il sacrificio di sé.

Adamo desiderando di essere come Dio, si è allontanato dalla Vita. Gesù invece ha accettato la volontà del Padre fino in fondo, proprio come avrebbe dovuto fare il nostro capostipite. In questo modo ci indica la strada e ci invita a rinunciare alle nostre pretese di autonomia per essere re insieme a lui.

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XXXIV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

Mt 25, 31-46
Dal Vangelo secondo  Matteo

31Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. 37Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. 40E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 41Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. 44Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. 45Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. 46E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 26 Novembre – 02 Dicembre 2017
  • Tempo Ordinario XXXIV
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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