Vangelo di domenica 7 Ottobre 2018 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo di domenica 7 Ottobre 2018, a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

Realizzare una vocazione è l’impegno di una vita, non può essere un impegno temporaneo.

UNIONE INDISSOLUBILE

La legge di Mosè prevedeva la possibilità del ripudio della moglie. Si discuteva se potesse avvenire solo in caso di adulterio o anche per motivi diversi. I farisei che interrogano Gesù vogliono vedere se lui propenda per l’una o l’altra delle posizioni. Il Maestro invece proclama l’indissolubilità del legame tra l’uomo e la donna citando il brano che ci è stato proposto come prima lettura.

Non si tratta di una imposizione contraria alla natura, ma nella vocazione degli sposi a essere, nella loro unione, l’immagine di Dio. Egli è una sola natura in tre persone, le quali sono legate da un amore così grande da costituire l’unità di un solo essere. L’Infinito amore che lega le persone divine non è chiuso in sé stesso, ma si diffonde nella creazione dell’universo.

Infine Dio non abbandona il creato al suo destino disinteressandosene ma, anche se il peccato rompe l’armonia originaria, Egli cerca di riportare con tutti i mezzi l’uomo alla sua dignità perduta, fino ad offrire la vita del Figlio come atto estremo di redenzione. L’uomo è stato creato a immagine del Creatore, maschio e femmina li creò. Quindi non è l’uno o l’altra che somiglia a Dio, ma l’uomo e la donna insieme ne sono l’immagine.

Non si tratta evidentemente di una somiglianza fisica, ma spirituale. I due amandosi formano una carne sola, cioè costituiscono un’unità come le tre persone divine. Il loro amore è fecondo, procrea, come l’amore trinitario crea. Insieme essi si prendono cura dei loro figli per educarli e farli crescere, così come Dio segue il cammino dell’uomo per portarlo alla salvezza. Gli sposi sono dunque chiamati a realizzare l’immagine stessa del Creatore.

Una aspirazione così grande non può portare alla separazione, ma solo a crescere nell’unità. Proprio per l’importanza di questa vocazione e per sostenere i due in ogni momento della loro vita, la Chiesa ha istituito il sacramento del matrimonio, che è un dono di grazia, cioè di energia spirituale, da cui i coniugi devono imparare ad attingere. La radice dell’unione è dunque di natura spirituale e va oltre il semplice amore umano.

Il brano si conclude con la benedizione dei bambini che Gesù addita come modello. Essere come loro significa accogliere il Maestro con entusiasmo e fiducia. Un bimbo è capace di un completo abbandono, non fa calcoli, si affida in tutto ai suoi genitori. È questa disponibilità che il Signore ci chiede. Il Padre è pronto ad andare incontro ai suoi figli perdonando ogni cosa. Spesso siamo noi a nasconderci ignorando il suo amore.

Lasciamoci abbracciare con fiducia.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 7 Ottobre 2018 anche qui.

L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10, 2-16
 
2Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosé?». 4Dissero: «Mosé ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». 5Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; 7per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. 9Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; 12e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
13Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 07 – 13 Ottobre 2018
  • Tempo Ordinario XXVII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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