Vangelo del giorno – 24 Novembre 2018 – don Lucio D’Abbraccio

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Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui

I sadducei, uno dei diversi gruppi religiosi presenti in Israele al tempo di Gesù, pongono una domanda sulla legge del levirato, riportata nel libro del Deuteronomio, che permetteva ad ogni maschio di avere la discendenza.

Cogliendo l’occasione, Gesù parla della realtà futura proprio a coloro che non credono alla risurrezione. Questo è il punto cruciale della nostra fede, ma anche il più dibattuto, perché si fa difficoltà a credere in ciò che non vediamo.

Eppure la fiducia nelle parole di Gesù ci spinge a credere al di là delle prove empiriche. Infatti la morte, entrata nel mondo a causa del peccato, è solo un grande passaggio alla vita vera, all’incontro con il Signore, che nella fede abbiamo atteso con speranza.

«Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche a Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Ciò significa che la vita non finisce con la morte ma si trasforma per giungere alla risurrezione nel tempo stabilito.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 20, 27-40
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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