Vangelo del giorno – 24 Giugno 2018 – p. Bruno Oliviero (padre Elia)

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Commento al Vangelo di domenica 24 Giugno 2018 a cura di don Bruno Oliviero, sacerdote dell’Arcidiocesi di Napoli.

Cari amici, La liturgia di Domenica 24 Giugno ci inviterà a festeggiare la nascita di San Giovanni Battista. È il Profeta più grande dell’Antico Testamento perché è l’unico che può proclamare presente il Messia, inviato da Dio per salvare non solo il popolo Ebraico, ma tutta l’umanità!

La sua Missione è importantissima perché doveva preparare i suoi contemporanei, e in qualche modo, i cristiani di tutti i tempi, a percepire e riconoscere la presenza del Salvatore, accettarlo e seguirlo. La sua “ricetta” è molto semplice: I monti devono essere abbassati e le valli devono essere colmate. In questo modo ogni uomo vedrà la salvezza di Dio! La metafora dei monti che devono essere abbassati, cari amici, rappresenta l’orgoglio e la superbia che devono essere eliminati dalla nostra vita e Papa Francesco ci può aiutare a capire perché questi atteggiamenti sono così pericolosi: Infatti nell’udienza del 13 aprile 2016 così, tra l’altro diceva, : Superbia e Orgoglio sono un muro! Infatti non permettono di riconoscersi bisognosi di salvezza, anzi, impediscono di vedere il volto misericordioso di Dio e di agire con misericordia. Un muro che ci separa da Dio e dai fratelli e ci rinchiude in una prigione invisibile…

La metafora delle valli che devono essere colmate rappresenta, al contrario, le paure che paralizzano, quell’ accontentarsi della mediocrità del “tirare a campare”. È sempre Papa Francesco che nell’udienza del 13 Giugno scorso ha avvertito tutti, ma soprattutto i giovani che il pericolo più grande che impedisce di vivere in pienezza la propria vita non sono i problemi concreti per quanto seri e drammatici: il pericolo più grande della vita è un cattivo spirito di adattamento che non è mitezza o umiltà, ma mediocrità, pusillanimità.

Un giovane mediocre ha affermato il Papa, è senza futuro, non cresce, non avrà successo! È necessaria ha detto il Papa una sana inquietudine, perché dove potrà andare l’umanità con giovani quieti, non inquieti? Cari amici, Dio solo sa quanto il mondo di oggi abbia bisogno di Cristiani che come Giovanni Battista abbiamo, da una parte, l’umiltà che “fa spazio” a Dio nel proprio cuore e, dall’altra, la sua audacia che li renda impavidi di fronte alle lobby e ai poteri forti di questo mondo, e capaci per questo di rendere presente la Giustizia Misericordiosa del nostro Dio!

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B
NATIVITA’ DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 24 Giugno 2018 anche qui.

Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1, 57-66.80

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Parola del Signore

Fonte: LaSacraBibbia.net

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