V domenica di Quaresima (anno A) “Un carico di vita” – Momento di preghiera della famiglia

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Spenta la televisione e ogni altra fonte di disturbo, la famiglia si siede attorno al tavolo, come quando ogni giorno ci si siede per condividere il pasto. Sul tavolo poniamo una immagine sacra, una Bibbia aperta e un foglietto bianco con una penna per ogni componente della famiglia.

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Il Papà o la Mamma inizia invitando tutti a fare il segno della croce:

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Tutti rispondono: Amen.

Il più piccolo-giovane della famiglia chiede:

Anche oggi ci riuniamo per accogliere Gesù: ora lo so che nonostante non possiamo andare in parrocchia, noi siamo la sua Chiesa.

Papà o Mamma:

Si, è vero e Gesù vuole donarci tutto di sé, come il dono più grande che possiamo ricevere. Con Lui ogni cosa brutta, ogni situazione dolorosa, ogni paura vengono sconfitte. Quindi anche oggi ascoltiamo la sua Parola, gli portiamo le nostre preghiere e accogliamo la sua amicizia, perché ci faccia arrivare ancora una volta tutta la sua Vita.

Un membro della famiglia legge il Salmo 129 (130) e tutti rispondono con il ritornello:

Rit R. Il Signore è bontà e misericordia.

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. R.

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. R.

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. R.

Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe. R.

Mamma o papà legge il Vangelo:

Dal Vangelo secondo Giovanni

(11, 3-7.17.20-27.33b-45)

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Tutti rimangono un po’ in silenzio pensando al Vangelo che è stato letto. Se si vuole, si può leggere anche la riflessione di don Giuseppe Nuschese, oppure condividere un’esperienza che sembra riguardare il Vangelo.

Siamo arrivati quasi a conclusione di questa Quaresima che probabilmente ricorderemo per sempre, e lo facciamo con l’immagine del passaggio dalla morte alla vita, dimensione più importante del Battesimo.

Ci viene presentato l’episodio della morte e rivivificazione di Lazzaro, un amico a cui è particolarmente legato Gesù. Mi commuove la reazione di Gesù che pur sapendo che Lazzaro tornerà in vita, piange. La fede infatti non è una caparra contro le difficoltà, non ci mette al sicuro dai problemi e dalle lacrime. E questi giorni ce lo stanno dimostrando! Le lacrime di Gesù allora sono il segno più vero di una prossimità che Dio ha scelto di avere con ciascuno di noi: c’è una vignetta – uscita pochi giorni fa – del carissimo amico “Gioba” (che metto in fondo al commento), in cui un Gesù Crocifisso vive la Via Crucis di tutti i contagiati da COVID-19: è la rappresentazione più immediata del posto dove si trova ora Dio.

Ma non c’è solo questo. Gesù ordina di togliere la pietra, chiede cioè di eliminare ogni impedimento al suo raggiungere ogni realtà che a noi sembra morta e persa per sempre: lasciando agire Dio nella nostra storia si può sul serio avere una vita rinnovata! Il grido «Lazzaro, vieni fuori» Gesù oggi lo ripete a ognuno di noi! Vieni fuori dalle tue paure, dalla tua angoscia, dalle cose su cui credi di aver messo una pietra sopra eppure ti tirano giù con loro… Vieni fuori da tutto ciò che fa morire la tua vita e apriti finalmente alla luce pasquale.

 

Segno

Il figlio dice: Gesù è la nostra vita. Con Lui non c’è più spazio per la morte; con Lui anche noi siamo chiamati a restituirci vita.

Ognuno sul foglietto scrive un pregio di ciascun membro della famiglia e poi lo si legge a voce alta. Invece di ferirci a vicenda con le offese, oggi si da spazio ai complimenti…

Preghiera dei fedeli

Il Papà o la Mamma dice:

Al Padre, che ci ha donato la Vita nella persona di Gesù Cristo, diciamo:

Tutti: Ascoltaci, Signore. 

1.    Per la Chiesa, perché ognuno si senta a casa in essa e ritrovi vita. .

2.    Per coloro che piangono, siano consolati dalla tua presenza. .

3.    Per gli ammalati, sentano che anche questa loro sofferenza è piena di Te. .

4.    Per i defunti, soprattutto quelli che muoiono soli, dona a tutti la Vita eterna. .

E ora rivolgiamoci con fiducia a Dio e diciamo la preghiera che il Signore ci ha insegnato:

Padre nostro.

Papà o mamma dice:

Eterno Padre, la tua gloria è l’uomo vivente; tu che hai manifestato la tua compassione nel pianto di Gesù per l’amico Lazzaro, guarda oggi l’afflizione della chiesa che piange e prega per i suoi figli morti a causa del peccato, e con la forza del tuo Spirito richiamali alla vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

Tutti: Amen 

Mamma e papà insieme invocano la benedizione di Dio su tutti i presenti e, facendosi il segno della Croce, dicono:

Il Signore ci guidi nel cammino della Quaresima all’autentica conversione del cuore, ci benedica, ci protegga e ci custodisca nel suo amore.

Tutti: Amen.

Si conclude pregando insieme l’Ave Maria.

Al termine del momento di preghiera, tutta la famiglia apparecchia insieme la tavola e condivide il pasto domenicale.

A cura di don Giuseppe Nuschese