Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 4 Ottobre 2020

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I contadini che hanno preso in affitto la vigna del Signore hanno una responsabilità verso il Signore, che si presenta a loro per mezzo dei suoi servi. Ed essi invece, oltre a non coltivarla, li uccidono, e poi uccidono altri servi, e infine uccidono persino suo figlio, con la speranza di diventare loro eredi di quella vigna, di prendere il posto del figlio, e del creatore della vigna. Ma è illusorio pensare di rubare il posto di Dio, e il perché lo sappiamo anche noi.

Gesù lascia rispondere gli interlocutori, perché possano trarre le conseguenze di tutto ciò. L’ingratitudine, quando diventa crudeltà, ti annienta. La parabola si riferiva ai sacerdoti che hanno perseguitato tutti i profeti, sino a Gesù, rendendo sterile la vigna, il Popolo che Dio aveva loro affidato. Israele avrà una nuova guida, proprio a partire dai perseguitati, dalle vittime, da chi rifiutiamo: il figlio scartato (Gesù, come il re Davide) che diventa la pietra d’angolo, la chiave di volta.

Oggi penso anche al creato, agli ecosistemi, agli esseri viventi anche i più piccoli e apparentemente insignificanti. Ne siamo i custodi. Perché questa irriconoscenza verso i doni della natura? Perché questa indifferenza verso il creatore che ci offre ogni sostentamento? Perché questa violenza, questa crudeltà? Quali pensate che siano le conseguenze di tutto ciò?

A cura di Piotr Zygulski, canale telegram t.me/buttadentro


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Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.