Famiglia, Sogno di Dio – Commento al Vangelo per bambini/ragazzi di domenica 9 Gennaio 2022

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Che lavoro vorreste fare da grandi?

Sicuramente ognuno di voi ha un desiderio, un sogno per la propria vita. Medico, calciatore, astronauta, cantante, maestra, ballerina…
Tutti lavori belli e importanti…

Quando pensiamo al lavoro che ci piacerebbe fare da grandi, normalmente siamo ispirati da qualcuno che conosciamo o da un personaggio famoso, qualcuno che quel mestiere lo fa veramente bene e che diventa il nostro modello da seguire. Una persona che ci ispira fiducia.

Già, perché dietro ad ogni mestiere c’è una persona.  Una persona che non deve solo essere capace di esercitare la sua professione, ma che deve anche essere responsabile, buona, generosa, disponibile, attenta agli altri, capace di rispetto, di accoglienza, di perdono, di giustizia, di verità.

Questo perché un lavoro, ogni lavoro diventa più importante e acquista più valore a seconda del modo in cui viene praticato. Se lo svogli con egoismo, pensando solo ai tuoi interessi, al guadagno, alla carriera, allora la professione che eserciti rischia di perdere tutto il suo valore, perché non aiuta gli altri, non aiuta la società, non la fa crescere, non costruisce qualcosa di bello.

Ognuno di noi ha una missione da svolgere, e quella missione inizia presto, inizia dai banchi di scuola. Prima di diventare medico, calciatore, astronauta, cantante, maestra o ballerina, ogni mattina ci sediamo sui banchi di scuola e siamo chiamati a mettere in quelle ore tutto l’impegno, tutta la forza e tutto l’entusiasmo che metteremo domani nello svolgere il lavoro dei nostri sogni, perché proprio così, passo dopo passo costruiremo il nostro sogno, realizzeremo la nostra missione.

Il Vangelo di oggi ci parla proprio dell’inizio della missione di Gesù. Ci racconta che Gesù, un giorno, decise di andare al fiume Giordano dove Giovanni battezzava le persone che avevano deciso di cambiare vita e di ritornare a Dio.

Gesù non aveva bisogno del battesimo per lavare i suoi peccati, ma la sua immersione nell’acqua del Giordano ha un significato profondo, significa che Gesù stava accettando di compiere la sua missione, donando tutto sé stesso per gli altri, per noi. Fino ad offrirci tutto il suo amore morendo per noi sulla croce. Il segno dell’immersione nell’acqua del Giordano dice proprio questo: Gesù muore e poi risorge.

Dovete sapere che da quel momento Gesù non è più tornato a casa da sua mamma, ma ha iniziato a girare la Palestina per far conoscere a tutti l’amore di Dio. Ci ha dato l’opportunità di chiamare Dio “Padre”, di imparare a conoscerLo, di cominciare a comprendere che non siamo soli, ma che Dio, attraverso Gesù, ci sta accanto e ci ama per quello che siamo.

Insomma per Gesù, il Battesimo ha segnato un grande passaggio, ed ecco che Dio, che lo sa, lo incoraggia e gli ricorda il suo amore. “Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”.

Fermiamoci a guardare per un istante questa immagine. Forse non ci avete fatto caso, ma l’Evangelista Luca ci sta presentando la Santissima Trinità. C’è Gesù, raccolto in preghiera, c’è lo Spirito Santo sotto forma di colomba e c’è la voce del Padre che si rivolge a suo Figlio.

“Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”.

Sono le stesse parole che Dio Padre ha pronunciato per ognuno di noi nel giorno del nostro Battesimo!
Quel giorno, mentre il Sacerdote ci bagnava con l’acqua benedetta, il Padre Buono si è chinato su di noi e per ciascuno ha ripetuto con infinito amore: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”

Certo, quel giorno in chiesa non si sono viste colombe scendere su di noi e non si è sentita la voce del Padre provenire dal cielo, ma ogni volta che si celebra un Battesimo, Dio Padre accoglie il nuovo figlio con lo stesso amore che ha riservato a Gesù.

L’Impegno

Il Vangelo ci insegna oggi ad aprire il cuore. Ci ricorda che Dio, nel pensare a noi, nel crearci, ha voluto donare al mondo persone che lo potessero rendere migliore, che lo potessero colorare di pace, di bontà, di gioia, di perdono, di misericordia di giustizia, di tenerezza, di felicità, di attenzione e di accoglienza. Tu, io siamo questo dono. Possiamo fare il lavoro più importante o anche quello più umile, ma se riusciamo a capire che siamo nati e viviamo per amare chi incontriamo come Dio ci ama, abbiamo una missione importante, unica, che solo ciascuno di noi è capace di realizzare.

Il tempo del Natale è terminato, ma la missione di Gesù non finisce. Lui vuole portarla a compimento ed ha bisogno di noi, del nostro aiuto.

Impegniamoci a camminare insieme e a portare questo amore a tutti quelli che incontriamo già da domani a scuola, a casa, nello sport, in parrocchia, per sentirci davvero tutti fratelli e sorelle.

Buona missione

Fonte: Famiglia, Sogno di Dio il blog di Paolo e Diane

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