Famiglia, Sogno di Dio – Commento al Vangelo per bambini/ragazzi di domenica 13 Marzo 2022

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Avete mai vissuto un giorno così intenso, così bello da desiderare che non finisse mai?

Sono sicuro che vi è già capitato, e credetemi, mano a mano che crescerete, che diventerete grandi e farete le vostre esperienze, ogni tanto vi capiterà di vivere un giorno talmente speciale che vorreste durasse per sempre. Fatene tesoro, teneteli ben stretti nel vostro cuore e nella vostra mente. Quella felicità, quella gioia, sono un piccolo assaggio della felicità e della gioia che ci aspetta in Paradiso.

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Anche gli apostoli vissero giorni così mentre erano con Gesù, e il brano del Vangelo di Luca che abbiamo letto oggi, ci racconta proprio uno di quei giorni.

Proviamo a viverlo con loro. Proviamo a salire anche noi insieme a Pietro, Giovanni e Giacomo sul monte, seguendo Gesù che si allontana dalla folla per andare a pregare.

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L’evangelista Luca ci racconta che una volta arrivati sul monte Pietro e i suoi compagni erano talmente stanchi che si addormentarono, ma quando si svegliarono videro Gesù immerso nella preghiera e “mentre pregava il suo volto cambiò di aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante”.

Provate a immaginare la scena: il volto di Gesù cambia, diventa luminoso, e le sue vesti diventano di un bianco abbagliante, quasi da farti coprire gli occhi. È la Trasfigurazione, un cambiamento dell’aspetto, della fisionomia della persona.

Vi è mai capitato di vedere persone che si trasfigurano? Come dite? No!?
Eppure sono sicuro che avete già avuto modo di vedere una mamma che allatta il suo bimbo: sul volto della mamma compare una luce speciale, gli occhi diventano brillanti, il sorriso dolce, sembra che il resto del mondo sparisca e ci sia solo una grande pace e una grande gioia.

Oppure vi sarà capitato di guardare un papà che esulta mentre suo figlio ha segnato un goal, o che ammira sua figlia durante un saggio di danza, mentre canta o recita: il cuore gli esplode per la gioia, e il volto è pieno di orgoglio, di soddisfazione, di luce.

Oppure ancora vi sarà capitato di vedere un nonno, o una nonna, che coccola il nipotino appena nato: se lo prende sulle ginocchia, gli accarezza i capelli, ammira ogni piccola smorfia, e intanto il volto del nonno o della nonna diventano luminosi, sereni, pieni di felicità.

Secondo voi perché i loro volti cambiano? Che cosa li fa illuminare? Che cosa li rende pieni di luce e dona loro pace e felicità? Ve lo dico con una parola: l’amore. Amano, e l’amore che traspare dai loro volti e li fa sembrare luminosi.

È l’amore che ha reso il volto di Gesù così splendente e le sue vesti così bianche! Mentre è in preghiera, entra in comunione con il Padre e l’amore tra di loro è così grande che trasforma persino l’aspetto di Gesù. Un amore immenso che si mostra nella luce che lo avvolge, che traspare dal suo stesso viso.

Immaginate per un attimo che reazione possono avere avuto Pietro, Giacomo e Giovanni. Abbagliati dalla luce splendente che si sprigiona dal corpo trasfigurato di Gesù, i tre Apostoli socchiudono gli occhi. Quando li riaprono, vedono che il loro Maestro non è più da solo: sono apparsi altri due personaggi, il profeta Elia e il patriarca Mosè.

Stupore, paura, quasi non credono ai loro occhi e non riescono a capire cosa mai stia accadendo. Davanti a loro c’è Mosè che era morto da tempo, nel deserto, prima ancora di entrare nella Terra Promessa e il profeta Elia, salito al cielo su un carro di fuoco.

Si trovarono davanti a una visione incredibile stavano vivendo un’esperienza che non avrebbero dimenticato mai, uno di quei giorni che vorresti durassero per sempre, e infatti Pietro non vuole andare più via, vorrebbe che quel momento di pace, di luce, di amore, non finisse mai! E gli viene un’idea: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa»

Ma proprio in quel momento, arriva dal cielo la voce del Padre che proclama: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”.

Le stesse parole che Giovanni ascoltò insieme ad Andrea tre anni prima, al momento del Battesimo di Gesù, nel fiume Giordano.  È come se il Padre volesse accompagnare Gesù personalmente nei momenti più importanti della sua vita: “è mio Figlio”, dice, quando Gesù sta iniziando la sua missione di annuncio del Vangelo, ed “È mio Figlio”, ripete ancora, ora che sta parlando con Mosè ed Elia proprio della sua morte, quasi a volergli dare forza, a volergli dire: “Figlio mio, tu sai quanto ti amo! Tu sei mio Figlio, non aver paura!”

L’Impegno

In questo periodo di quaresima, la Parola di Dio, domenica dopo domenica, ci aiuta a camminare verso la Pasqua, ci dà indicazioni per prepararci a vivere bene la Resurrezione di Gesù, e oggi Dio Padre con la sua stessa voce ci fa un invito molto chiaro: “Ascoltatelo”. Il modo migliore per prepararci alla Pasqua è ascoltare la parola che Gesù è venuto a donarci. Ascoltarla con le orecchie, certo, ma soprattutto ascoltarla con il cuore, facendo diventare vita il Vangelo.

Certo, questo impegno ce lo siamo presi già tante volte, ma riusciamo veramente a vivere bene tutto il Vangelo?

Io devo essere sincero, ancora non ci riesco, e forse fra di voi c’è qualcuno che si trova nella mia stessa situazione, che fa ancora un po’ fatica a trasformare il Vangelo in vita. Ebbene, oggi l’invito del Padre è chiaro: “Ascolta Gesù, vivi come Lui, ama come Lui” e magari chi ti sta accanto e ti guarda con attenzione saprà riconoscere la luce dell’amore che illumina il tuo volto, che lo fa diventare splendente e bellissimo.

Buona domenica, e buon cammino

Fonte: Famiglia, Sogno di Dio il blog di Paolo e Diane

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