Cristina Pettinari – Commento al Vangelo del 29 Marzo 2020 per bambini

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Cari bambini e ragazzi, ben trovati!

Siamo quasi arrivati a Pasqua, ma non sappiamo se potremo celebrarla in chiesa.
Tutto la situazione che stiamo vivendo a causa del coronavirus è qualcosa di impressionante.
Mai ci saremmo aspettati di vedere una realtà del genere.
Ma Gesù non ci abbandona! Mai come questa domenica le Letture sono così attuali!
Infatti sin dalla Prima Lettura sentiamo parlare di resurrezione. Il profeta Ezechiele ci annuncia una cosa straordinaria: Dio farà ri-vivere i morti. Ed è proprio da questo che sapremo che di fronte a noi c’è Lui. Cioè: lì dove abbiamo perso ogni speranza, nelle situazioni in cui le difficoltà avranno avuto la meglio, Dio si farà presente come un colpo di scena in un film. Pensate di stare in una stanza buia. È tutto nero e non troviamo l’interruttore della luce. Camminando, sbattiamo di qua e di là e sentiamo gli oggetti cadere a terra, perciò pensiamo che quando riusciremo ad accendere la luce – se mai ci riusciremo – troveremo una grande confusione. Ci proviamo e riproviamo, ma niente! Siamo ancora al buio. Siamo spaventati e chiediamo aiuto: finalmente arriva il nostro papà e accende la luce! Noi non lo abbiamo sentito arrivare, ma quando la stanza si illumina, ci giriamo e lo riconosciamo.

Ecco: è esattamente questo che succede nella Prima Lettura.

Bambini cari, il Vangelo di questa domenica è sorprendente: Gesù resuscita Lazzaro. Ma quello che stupisce davvero è come lo resuscita. Entriamo nel racconto, tappa per tappa.

Gesù sa che Lazzaro è malato, ma non interviene subito. Aspetta prima di andare a Betania, nonostante si trovi abbastanza vicino. A tutti sembra che non si interessi della sofferenza del suo amico. In realtà lui sta aspettando che la situazione raggiunga il maggiore grado di gravità. Che la stanza diventi completamente buia. Non perché sia crudele, ma per manifestare tutta la sua grandezza. Facciamo un esempio: dobbiamo fare una verifica di matematica. Il più bravo sarà quello che riuscirà a fare il problema più difficile. Quindi, Gesù vuole aspettare il momento giusto per stupirci fino in fondo.

Marta, quando viene a sapere che Gesù è vicino a casa sua, gli va incontro e gli dice: “… ma anche ora (che mio fratello è morto) so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà!”. La fede di Marta è fortissima: sa che Gesù può fare qualunque cosa. Sa che, per quanto la sua stanza possa essere buia, Dio le accenderà la luce!

Gesù, piange insieme ai parenti del defunto Lazzaro. Significa che non è crudele, che non attende il momento giusto facendo finta di niente. Ma Gesù soffre con noi e per noi. In questo tempo in cui siamo chiusi in casa e ci sentiamo soli e annoiati, Gesù è in casa con noi, perché abita nel nostro cuore.

Gesù chiede di aprire la tomba… ma è già il quarto giorno! I nostri corpi, dopo la morte, si rovinano fino a diventare polvere. Durante questo processo il corpo fa un odore davvero cattivissimo (è per questo motivo che nei cimiteri le bare sono murate dietro delle grosse lastre di marmo), quindi tutti pensano che Gesù sia completamente impazzito. Invece lui lo fa perché vuole amarci nel momento in cui noi siamo più distrutti: amare qualcuno che è super fantastico sarebbe troppo facile! Dio ci ama sempre, ma ancora di più proprio nel momento in cui nessuno vuol saperne di noi! È quando siamo soli, abbandonati e al buio, che Dio accende la luce nella nostra stanza.

Lazzaro risorge. Bambini e ragazzi, con questo lungo brano il Vangelo ci dice che: nulla è impossibile a Dio!

Fare riferimento al momento storico che stiamo vivendo è doveroso: anche se oggi siamo chiusi in casa e la normalità sembra tanto lontana da noi, Gesù non sta a guardare senza fare niente. Ma ci sta accanto e ci sta sicuramente preparando una sorpresa meravigliosa che ci regalerà nel momento in cui meno ce l’aspetteremo. Non solo: la Seconda Lettura ci dice che la resurrezione la possiamo vivere già da ora, grazie allo Spirito Santo. Se viviamo questo periodo chiedendo a Dio di stare con noi, certamente non sarà solo un tempo di noia, ma anche di Grazia, in cui Dio si manifesterà con grandi doni.

A questo proposito mi permetto di proporvi un’attività che vi possa aiutare a stare più vicini a Dio: ogni mattina fate un disegno – o, se preferite, scrivete qualcosa – che rappresenti una preghiera (qualcuno che sta male e che vorreste che guarisse; la scuola, il parco, lo sport che vi mancano e che vorreste riavere, ecc.) e ogni pomeriggio un disegno che rappresenti una cosa bella che vi è capitata durante una giornata (un dolce fatto con la mamma, un gioco fatto con qualche fratello o con il papà, ecc). Fate due album: uno chiamato “preghiere” e l’altro “ringraziamenti”.

In questo modo sentirete la presenza di Gesù nel vostro cuore.

Cari bambini, se alla fine di tutta questa storia, saremo tutti più grati per ogni piccola cosa che facciamo nella nostra vita, allora capiremo che Gesù è sempre con noi ed è sempre pronto ad illuminarci la stanza con piccole, ma importanti, luci.

Nel salutarvi, in invito a pregare insieme per il personale ospedaliero e per i malati, certi che presto torneremo nelle strade e che Dio ci ama infinitamente.

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