Scarica l’immagine da colorare

Nelle nostre comunità parrocchiali siamo all’ultima domenica,secondo il calendario della Chiesa. Che conclusione ci offre questo strano calendario?Gesù che vienemesso in croce. Gesù ci offre una lezione di mitezza enorme, una morte che parla di “vita donata” perché il Signorenonè mortodi incidente o ‘persfortuna’…Il vangelo (che è sempre Lieta Notizia, non “lieto fine”), ci suggerisce di organizzare il nostro cammino di “amici di Gesù” sulle sue scelte, sui suoi gesti, sulle sue ultime parole.

Ci stiamo? Non necessariamente ci sentiremo più forti (potremmo anche sentirci più forti, ma solose cammineremo insieme ad altri, quindi riuscirci dipende dalla scelta di ciascuno), ma sicuramente capiremo meglio chi è veramente Gesù.Pilato, dopo l’arresto nella notte prima di Pasqua,aveva chiesto senza alcuna paura a Gesù: <<Dunque tu sei re?>>. Si era sentito rispondere: <<il mio regno è diverso da quello che hai sempre difeso tu, da quello che tu rappresenti!>>.

Certo che il Regno di Gesù è altra cosa,rispetto ai poteri che gli uomini sognano di possedere!Quando conosciamo qualcuno che vive nella ricchezza e ha molte possibilità sotto tutti i punti di vista,diciamo: “quello fa una vita da re”! Che Gesù abbia voluto per sé iltitolo di re ci sembra strano: la gente infatti, in Israele, pensava ai re che avevano occupato il loro suolo, donato da Dio,re che agivanocon prepotenza e superbia anche all’interno dei cortili più sacri del Tempio che sorgeva a Gerusalemmee questo per tutti era un peccato imperdonabile!E allora?Gesù più che di “re” ci ha parlato di “servizioai fratelli”e più che spiegarci il Regno di Dio ci ha detto che il Regno del Padre è unRegno di giustizia e di pace!

Il brano secondo l’evangelista Luca (che ringraziamo per averci accompagnato lungo tutto questo anno) ci ha spiegato che i capi religiosi “deridevano Gesù dicendo: ha salvato altri! Salvi se stesso se è lui il Cristo”. Anche i soldati lo deridevanoed anche fra i duecrocifissi quelgiorno accanto a Gesù c’era uno chelo insultava …

Solo una “voce fuori dal coro”, cioè la voce del condannato che vede nella debolezza di Gesù la forza dell’amore, inizia qualcosa di nuovo ed èil dialogo della salvezza. Quel condannato osa dire: “Gesù ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gesù allora appareper quello cheè: “In verità ti dico: oggi con me sarai nel paradiso!”.Gesù è venuto per i peccatori, si è definito “medico per i malati”, cioè per tutti i peccatori. Chi lo criticava e disprezzava non sopportava che Gesù fosse sempre in mezzo alla gente comune e per disprezzarlo spesso lo chiamavano “amico dei pubblicani e dei peccatori”.

Questa “definizione” non ci allontana dal vangelo, anzi ci aiuta a capire Gesù in profondità!Quando gli Ebrei pensavano al paradiso immaginavano il giardino dell’Eden,un meraviglioso luogo dove Dio passeggiava in familiarità con Adamo ed Eva… Gesù promette al ladro:“Tu sarai con me”, tu sarai il cittadino del Regno che non hai trovato lungo la tua vita, che forsehai disprezzato come tanti. Oggi sarai con me, oggi la salvezza entra nella vita di questo disgraziato! Un fatto veramente nuovo: nessuno si salva da sé, ma tutti possono accogliere la Salvezzadi Dio.

Basta riconoscere la propria pochezza, basta avere ancora sete di vita, perché Gesù possa ripetere anche a noi: sarai con me, ti porto io nel Regno di mio Padre. Sono qui per tee,non muoio se non per questo!

Commento a cura di Don Valerio Bersano Segretario Nazionale Missio Ragazzi

Letture della
XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – NOSTRO SIGNORE GESÚ CRISTO RE DELL’UNIVERSO – ANNO C – Solennità

Prima Lettura

Unsero Davide re d’Israele.Dal secondo libro di Samuèle

2 Sam 5,1-3

In quei giorni. vennero tutte le tribù d’Israele da Davide a Ebron, e gli dissero: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”».

Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 121 (122)

R. Andremo con gioia alla casa del Signore.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme! R.

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide. R.

Seconda Lettura

Ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Col 1,12-20

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.

È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre

e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,

per mezzo del quale abbiamo la redenzione,

il perdono dei peccati.

Egli è immagine del Dio invisibile,

primogenito di tutta la creazione,

perché in lui furono create tutte le cose

nei cieli e sulla terra,

quelle visibili e quelle invisibili:

Troni, Dominazioni,

Principati e Potenze.

Tutte le cose sono state create

per mezzo di lui e in vista di lui.

Egli è prima di tutte le cose

e tutte in lui sussistono.

Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.

Egli è principio,

primogenito di quelli che risorgono dai morti,

perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.

È piaciuto infatti a Dio

che abiti in lui tutta la pienezza

e che per mezzo di lui e in vista di lui

siano riconciliate tutte le cose,

avendo pacificato con il sangue della sua croce

sia le cose che stanno sulla terra,

sia quelle che stanno nei cieli.

Parola di Dio

Vangelo

Signore, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno.

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 23,35-43

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».

Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».

E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Parola del Signore

FONTE: Missio Italia

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.