Commento al Vangelo di domenica 5 Aprile 2020 per bambini/ragazzi – Sr. Mariangela Tassielli

5

«Uomo dei dolori, che ben conosci il patire…»: non c’è altra invocazione che in questo giorno mi ritorni in mente. Non c’è invocazione che meglio mi sveli la prossimità straordinaria di Dio alla nostra fragilità, al nostro dolore, alla nostra umanità ferita.

La domenica delle Palme quest’anno segna l’inizio di una settima davvero unica nel suo genere.
La Grande Settimana, che fonda la nostra fede, non darà il ritmo liturgico alle nostre giornate. Non ci ritroveremo tutti nello straordinario momento della Missa in Coena Domini. Non adoreremo insieme la croce. Non condivideremo insieme la gioia di sentire le campane suonare alla festante intonazione del Gloria e dell’Alleluia. Ci sembrerà di continuare a vivere il lungo sabato santo che ha già segnato il tempo della Quaresima: digiuno eucaristico, chiese vuote, silenzio, attesa.

Eppure, proprio in questo momento, dobbiamo riscattare la speranza. È questa la notte in cui custodire l’olio. È questo il momento in cui non allontanarci dalla croce, non fuggire, non rinnegare, non svendere.

Colui che contempliamo è il Crocifisso, che pur di salvarci si è lasciato raggiungere dalla morte e sferzare dalle sue armi.
Colui in cui crediamo è il Dio assolutamente prossimo, che pur di riscattarci da ogni forma di morte si è lasciato uccidere.

Oggi, guardando a lui, Dio crocifisso, dobbiamo credere che la notte finirà, che la luce tornerà a splendere, che la speranza che abbiamo coltivato non sarà delusa, che la vita vincerà.
Oggi, possiamo credere.
Oggi, nel buio, ci è chiesto di credere.
Oggi, nella paura che attanaglia e toglie l’ossigeno, dobbiamo rimanere nel suo amore e credere.
La vita risorgerà!

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Ti contempliamo, Uomo dei dolori

Signore Gesù, Dio crocifisso,
Uomo dei dolori
che ben conosci il patire,
noi ti contempliamo;
nel dolore tendiamo
le braccia verso di te,
negli squarci creati dalla morte
ci stringiamo alla tua croce,
perché quel legno freddo
è segno vivo di risurrezione,
è prova certa di una speranza
sempre possibile.

Legaci a te, Signore:
il tuo amore, forte più della morte,
ci stringa e risollevi a vita nuova. Amen.

Altre immagini di Sr. Mariangela, sul sito cantalavita.com