Home / Vangelo della Domenica / Per i giovani / Commento al Vangelo di domenica 17 Marzo 2019 per bambini – don Dario Gervasi

Commento al Vangelo di domenica 17 Marzo 2019 per bambini – don Dario Gervasi

Vedere l’invisibile!

Cari Bambini buon giorno!

Oggi parliamo di un brano misterioso e bellissimo del Vangelo, quello della Trasfigurazione. La parola Trasfigurazione è un poco difficile e per capirla bisogna pensare che contiene dentro un’altra parola, la parola figura. Gesù sale sul monte e mentre prega succede qualcosa di strano: la sua figura diventa piena di luce e emana luce. Gesù non appare solo come vero uomo, ma anche come vero Dio. E’ il Figlio di Dio e insieme a Lui c’è la voce del Padre celeste: “Questi è il mio Figlio, l’eletto, ascoltatelo”. Deve essere stata una vista bellissima! A tutti noi piacerebbe vedere un simile spettacolo. Pensate che Pietro lo dice proprio ad alta voce: “E’ bello per noi stare qui!”. E ci vorrebbe rimanere a lungo, infatti vorrebbe costruire delle tende per accamparsi. Il monte ove è avvenuto questo fatto è stato identificato con il monte Tabor, che si trova in Galilea, non lontano da Nazareth. Chi ha la fortuna di salire su questo monte, sente ancora un’atmosfera speciale e può pregare in una bella chiesa che aiuta a ricordare l’episodio della Trasfigurazione.

Possiamo provare ad indovinare cosa hanno pensato Pietro, Giacomo e Giovanni guardando questo grande spettacolo. Pietro, lo sappiamo, non voleva andarsene. In una delle sue lettere racconta: “Sono stato testimone oculare della sua grandezza” (Cfr. 2 Pt 1,16). Giacomo forse ha pensato: “Che bello stiamo in compagnia di Dio e non ce ne eravamo accorti”. Giovanni avrà sentito la voce del Padre ed avrà imparato a memoria quelle parole per non dimenticarle. Avranno portato sempre nel cuore quella immagine di Gesù sul Tabor.

A noi cosa dice questo brano? Una cosa molto importante: quella luce di Gesù, nel giorno in cui siamo stati battezzati è entrata dentro di noi. Si, anche noi abbiamo dentro il cuore la luce dello Spirito Santo, solo che, proprio come è successo a Gesù, non si vede sempre. Eppure c’è. Ogni volta che anche noi siamo in preghiera entriamo nel nostro cuore e lì possiamo incontrare la luce di Dio e vedere quanto è bello stare con lui.

Non sempre noi vediamo la realtà bella, nascosta delle cose e delle persone. In alcune occasioni però si vede. Pensate a papà e mamma. Ci sono giorni in cui si scambiano dei grandi sorrisi e allora pensi: “Come si vogliono bene!”. Però non sempre questo si vede perché spesso sono affaticati dalla giornata. Nella S. Messa non sempre si capisce la grandezza di Gesù che è presente nella ostia. Tra voi ci sono molti che si preparano alla Prima Comunione, e per farla occorre la capacità di riconoscere nell’ostia la presenza stessa di Gesù. Si racconta che il giovane Domenico Savio, usasse fermarsi qualche minuto dopo la comunione per il ringraziamento. Un giorno all’ora di pranzo Domenico non si trovava. Lo cercarono dappertutto, ma niente. Alla fine ad un suo amico venne in mente di guardare in Chiesa: Domenico era immobile, assorto davanti all’altare dove aveva ricevuto la santa eucarestia. Era come rapito in un altro mondo. In realtà Domenico Savio nella preghiera aveva visto la bellezza di Cristo ed era rimasto affascinato dalla sua presenza.

Se noi impariamo a vedere la bellezza di Dio che ci sta accanto impariamo anche a vivere come Figli di Dio. Gesù parlava di un Esodo che stava per compiere. Intendeva il suo percorso verso Gerusalemme, la sua morte e la sua resurrezione. Sapeva vedere oltre le apparenze e capire che la Croce dell’amore era la strada per la Gioia della Resurrezione. Se anche noi vediamo le cose da Figli di Dio, con la luce della fede, se ascoltiamo la parola di Gesù e ricordiamo la bellezza di essere suoi amici, potremo capire la nostra strada, la nostra vita come un cammino verso la Gioia dell’incontro con Gesù Risorto e nemmeno le più grandi difficoltà ci potranno fermare.

Buon cammino di Quaresima!

Dal sito omelie.org

VEDI ANCHE

Commento al Vangelo del 26 Maggio 2019 – don Marco Pozza

L’erotismo della voce La botta finale, quella che sta per colpire la ciurma amica, produrrà …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.