Commento al Vangelo di domenica 1 Marzo 2020 per bambini e ragazzi – Patriarcato di Venezia

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SIAMO FATTI PER LA VITA

Siamo fatti per la vita! Non per la morte. Questo ci racconta la prima lettura di oggi, tratta dalla Genesi, attraverso il simbolismo narrativo che le è proprio. Ma fin dal principio, al dono divino e gratuito della vita si affianca, come silenzioso serpente, il dubbio dei dubbi: possiamo fidarci di Dio o la vita sta da un’altra parte e noi, rimanendo con Lui, ci perdiamo la parte migliore? Nel primo e sempre attuale inganno, il demonio vuole far credere all’uomo che la vita stia in tanti luoghi, di certo non in Dio. A volte sono le cose materiali (notoriamente morte, ma ugualmente affascinanti) a volte è la posizione rispetto agli altri (il ruolo), in altri casi è l’uomo stesso (di sicuro un “essere vivente”… ma non la “fonte” della vita stessa).

Noi tutti abbiamo un bisogno continuo di attingere energia, facilmente ci scarichiamo… come le batterie, per questo siamo attratti dalla vita. Ecco alcune domande spinose, ma necessarie, da porsi all’inizio di questo cammino di quaresima: c’è vita nelle cose che facciamo? Dove abita la vita vera? Come la riconosciamo? 

L’OLIO – I bambini possono conoscere diversi tipi di olio presenti al giorno d’oggi (da quello per friggere a quello solare…) fanno di certo più fatica a capirne l’uso e il significato nell’antichità e al tempo di Gesù, per cui è bene richiamare alcune sue proprietà:

è alimento, è combustibile, è unguento, è profumo, è medicinale. Nello specifico l’olio dei catecumeni, con cui nei riti pre-battesimali si è unti, simboleggia questa capacità di sfuggire fisicamente ad un avversario, proprio come facevano i lottatori di un tempo. Per questo suggeriamo di sperimentarne la viscosità, ungendosi le mani o cercando di afferrare qualcosa di precedentemente unto.

CERCO LA VITA… FACILE (attività 6-10 anni)

Possiamo sollecitare i bambini a raccontare le loro esperienze guardando insieme un episodio della storia di Pinocchio: l’incontro con il gatto e la volpe (meglio dalle molteplici versioni cinematografiche che dalla versione Disney! Vedi allegato) Se non si ha modo di visionarlo, lo si racconti con l’ausilio di illustrazioni o fumetti. Nella storia di Carlo Collodi questi due personaggi agiscono solo per il proprio interesse, non hanno a cuore il bene di Pinocchio… ma i suoi zecchini! Per questo inventano storie assurde di facili guadagni e alberi magici, arrivando ad impiccarlo travesti da assassini.

Le tentazioni quotidiane (e, purtroppo, qualche volta anche le persone in carne ossa) usano la carta dell’amicizia, ma il loro vero intento è derubarci, perciò “crescere” significa anche “saper distinguere”. Con i bambini chiediamoci: perché Pinocchio cade più volte negli imbrogli architettati dal gatto e la volpe? Cosa lo guida nelle sue scelte? Come impara a riconoscere gli amici veri da quelli falsi e a sfuggire loro per non essere più ingannato?

A partire dalle osservazioni emerse, invitiamo ciascuno a ripensare anche alla propria esperienza e a dire quali sono le fatiche quotidiane e quali “lezioni” hanno già imparato. Una cosa importante da sottolineare è che non sempre le tentazioni si presentano in veste umana ed esterna a noi, ma il più delle volte è la battaglia con noi stessi e le nostre pulsioni a metterci in difficoltà!

C’È VITA NELLA MIA VITA? (attività 11-14 anni)

A partire dalle letture di questa domenica possiamo costruire un’attività che aiuti i ragazzi più grandi ad individuare nella loro vita quali sono le “fonti” dove sentono di “ricaricarsi”. La domanda a cui fondamentalmente si vuole rispondere è: DOVE e QUANDO MI SENTO VIVO? Rimanendo nell’ambientazione “elettrica” ci saranno d’aiuto l’immagine del TESTER (o multìmetro), strumento con cui gli elettricisti verificano la presenza della corrente elettrica e ne misurano la grandezza. Le attività quotidiane, gli ambiti, saranno rappresentati da prese elettriche da muro e ciascuno, tentando di rispondere alla domanda principale, registrerà sul tester personale le diverse intensità.

Sarà significativo arrivare a stabilire insieme quali sono i criteri per i quali ci si sente più o meno “vivi”, la felicità può essere facilmente tra questi… ma la vera sfida sarà capire: quando “soffro” o sono particolarmente triste, sono forse meno vivo?!

In questo senso (se lo si ritiene opportuno, in base all’età e maturità del proprio gruppo) anche qualche passaggio degli ultimi video di Nadia Toffa potrebbe risultare stimolante. Giovane donna e personaggio televisivo, recentemente scomparso, ha commosso un pubblico molto vasto, testimoniando il suo amore per la vita e comunicando una scoperta fatta proprio grazie al suo tumore: “Non è quanto vivi, ma come vivi”.  

Preghiera

Signore Gesù,
riconosco che con te la mia vita è più bella, serena, profonda. Però a volte mi sento triste, annoiato,
mi aggrappo a cose poco importanti
e mi dimentico che la vera ricchezza sei tu.
Gesù, donami la sapienza
per dare la giusta importanza a tutto quello che vivo,
a non accontentarmi di ciò che vedo in superficie. Rendimi capace di fare le mie scelte,
di capire cosa Dio vuole da me e di aiutare chi ha bisogno.
Signore Gesù, stammi sempre vicino perché possa essere forte e battagliero
e non mi vergogni mai di essere cristiano. Amen

1 DONO che è 1 COMPITO

Sono stato unto con l’olio dei catecumeni, questo proprio per scivolare via e non farmi catturare dal diavolo che vuole imbrogliarmi. Mi mostra cose, cose, cose… “morte” oppure “finte” e mi fa credere che solo con quelle io posso sentirmi vivo. Io però cerco di stare sempre in allerta e quando capisco che è lui che vuole mettermi contro gli altri o contro Dio Padre, chiamo lo Spirito di Gesù a darmi una mano e sono subito più forte.

Fonte: il sussidio alla Quaresima 2020 del Patriarcato di Venezia


Letture della Domenica
I DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO A
Colore liturgico: VIOLA

Prima Lettura

La creazione dei progenitori e il loro peccato.

Dal libro della Gènesi
Gen 2,7-9; 3,1-7

Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di alcun albero del giardino?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 50 (51)

R. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R.

Seconda Lettura

Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 5,12-19

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato. Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. Parola di Dio.

Forma breve:

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
5, 12.17-19

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.

Parola di Dio

Vangelo

Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 4, 1-11

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Parola del Signore