Con il mercoledì delle Ceneri siamo entrati nella Quaresima, un tempo di quaranta giorni da vivere tutti insieme in quanto cristiani, come tempo di conversione, di ritorno a

La Quaresima allora diventa il paradigma della nostra quotidiana lotta spirituale, del nostro far convergere tutte le nostre energie nello sforzo essenziale della conversione.

Questa battaglia è necessaria, al punto che nemmeno Gesù vi si è sottratto, così come ci mostra il vangelo di questa prima domenica di Quaresima, e cioè il racconto della sua lotta contro le tentazioni.

L’esperienza di sentirsi chiamato dal Padre come il Figlio amato da lui vissuta nel Battesimo non gli ha aperto una strada al riparo delle prove: anzi subito dopo l’immersione nel fiume Giordano, Gesù viene condotto dallo spirito nel deserto per essere tentato daldiavolo.

Alla stessa maniera, ognuno di noi in quanto battezzato deve attendersi una dura opposizione da parte dell’Avversario che, mediante le sue astute e seducenti tentazioni, cercherà di distoglierci dal cammino dellasequela.

La prima lettura costituisce un interessante parallelo al vangelo e ci consente di comprendere bene la dinamica della Dopo aver creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, dio gli pone un limite. Su questo limite, garanzia della libertà umana, fa leva la tentazione del serpente.

La suggestione malvagia del tentatore, accolta ed elaborata nel cuore, porta ad una nuova visione della realtà: il mondo appare come una preda da divorare, e acquisita questa visione il peccato è già consumato.

Ad Adamo si contrappone Gesù, anche lui tentato come ogni uomo che viene nel mondo ma senza commettere il peccato: lì dove Adamo è caduto, Gesù ha combattuto e ha

San Matteo mostra questo esemplificando le tentazioni nel numero di tre: trasformare le pietre in pane, gettarsi dall’alto del tempio per essere miracolosamente salvato, possedere i regni della terra.

Gesù reagisce a queste lusinghe mediante un atteggiamento di piena obbedienza a Dio e alla propria realtà umana assunta: egli custodisce con forza la propria umanità.

L’arma con cui Gesù combatte è la sottomissione alla Parola di Dio, così come vediamo in ogni risposta al Obbedisce alla Parola nel suo significato profondo e non nella semplice citazione letterale.

Se Adamo ha inteso Dio come una preda da conquistare, al contrario Gesù vive la sua esistenza in una logica opposta, fino a stendere le sue mani sulla croce per offrire la sua vita nella libertà e per amore di Dio e degli uomini.

Guardando a come Gesù ha combattuto le tentazioni noi possiamo imparare come affrontarle e vincerle ogni giorno.

Preghiera

Signore, non sappiamo resistere, il più delle volte, alle tentazioni che la vita quotidiana ci procura. A volte non sappiamo neppure riconoscerle, tanto sono entrate nel nostro
modo di essere e di fare.
Tu, sei il nostro Padre misericordioso e sappiamo che ci ami per come siamo,
con tutti i nostri difetti, i limiti,
gli insuccessi e le cadute.
Tu solo ci attendi a braccia aperte,
pronto a riprenderci con Te se solo lo desideriamo.
Fa che, come Maria,
anche noi sappiamo rinunciare alle cose del mondo che ci allontanano da Te.
Amen.

Testo adattato dal sussidio alla Quaresima 2020 della Diocesi di Cefalù


Letture della Domenica
I DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO A
Colore liturgico: VIOLA

Prima Lettura

La creazione dei progenitori e il loro peccato.

Dal libro della Gènesi
Gen 2,7-9; 3,1-7

Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di alcun albero del giardino?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 50 (51)

R. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R.

Seconda Lettura

Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 5,12-19

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato. Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. Parola di Dio.

Forma breve:

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
5, 12.17-19

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.

Parola di Dio

Vangelo

Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 4, 1-11

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Parola del Signore