Commento al Vangelo del 27 Gennaio 2019 – Dossier Catechista

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FOCUS

Durante una festa di nozze, secondo l’evangelista Giovanni, Gesù compie il suo primo miracolo, complici gli occhi e il cuore di sua madre Maria.
Nella situazione inattesa e imbarazzante per gli sposi, Gesù trasforma il dono dell’acqua in quello di un ottimo vino. Un segno dell’amore di Dio, che non abbandona mai gli esseri umani in difficoltà.

COMPRENDO LA PAROLA

Festa di nozze. AI tempo di Gesù, le nozze si protraevano per sette giorni,con invitati giornalieri che portavano doni. Si trattava del più importante evento familiare, e tutti tenevano a soddisfare pienamente i commensali. 

La mia ora. Nei Vangeli è il momento in cui Gesù rivela la sua missione: rendere gloria a Dio e l’amore di Dio al suo amore con la propria vita. II termine «ora» sarà utilizzato ancora per la passione e la croce.

Qualsiasi cosa vi dica fatela. É una frase che svela l’importanza della fede.
Non si tratta di ragionare o capire, ma di dare fiducia a Gesù.
Un bellissimo programma per un cristiano.

Segni. L’evangelista Giovanni non usa la parola miracolo, ma segno. Non è importante l’evento in sé quanto ciò che rappresenta: il dono gratuito di Dio, per la vita bella e buona degli uomini.

ASCOLTO LA VITA

Quanti occhi ha una mamma? Uno per ogni figlio, due per suo marito, tre per parenti, amici, conoscenti e sconosciuti…
Alla mamma non sfuggono i particolari; di tante cose si accorge subito, ma prima di parlare attende che i tempi siano maturi.
Quando interviene non ha bisogno di usare molte parole: basta uno sguardo, un cenno, un dubbio. La mamma sa molto di più di quanto mostra. Ma soprattutto non perde mai la fiducia in chi ha messo al
mondo. Lo conosce troppo bene, da prima che sia venuto alla luce. Per questo osa anticipare i suoi pensieri, le sue decisioni, i suoi cambiamenti. Poi Io lascia libero di decidere. Ma nel suo cuore sa che la sua scelta sarà ciò che aveva in mente lei.
La mamma è una cosa meravigliosa, e pure Dio ne ha voluta una grande e bella così.

PREGO LA PAROLA

Facciamo una festa, Signore Gesù.
Una festa con tante persone, la musica, le danze, il cibo per it corpo e per tanima.
Le nozze tra Dio e I’Umanità.
Rinnoviamo le nostre promesse e facciamo onore ai doni ricevuti senza snobbarli o sciuparli.
Questa è la festa che tu hai celebrato a Cana un giorno di tanto tempo fa,
quando è stato chiaro a tutti che senza la tua Parola la festa dopo un po’ si spegne: solo tu sai farla durare in eterno.

Ml ATTIVO

  • II primo miracolo di Gesù non è per qualcosa di indispensabile o vitale.
    per la gioia, l’allegria, la festa. Noi siamo capaci di goderci i momenti più belli, facendone tesoro per quando la vita è più complicata o faticosa?
  • Gesù non ha mai voluto fare le cose da solo. Ha bisogno di noi! Nell’episodio di Cana, oltre allo sguardo e all’insistenza di Maria, ha fatto tesoro della disponibilità dei servi. Quale disponibilità ci chiede oggi per migliorare la vita di tutti? Cosa possiamo fare in gruppo?
  • In settimana, offriamo qualcosa che siamo o che abbiamo per il bene di qualcun altro. Solo ciò che è condiviso rende più grande la gioia di tutti.

Fonte: Dossier Catechiesta – Gennaio 2019 pag. 58

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

TERZA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 27 Gennaio 2019 anche qui.

Lc 1,1-4; 4,14-21

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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