Commento al Vangelo del 20 Gennaio 2019 – Dossier Catechista

383

FOCUS

Durante una festa di nozze, secondo l’evangelista Giovanni, Gesù compie il suo primo miracolo, complici gli occhi e il cuore di sua madre Maria.
Nella situazione inattesa e imbarazzante per gli sposi, Gesù trasforma il dono dell’acqua in quello di un ottimo vino. Un segno dell’amore di Dio, che non abbandona mai gli esseri umani in difficoltà.

COMPRENDO LA PAROLA

Festa di nozze. AI tempo di Gesù, le nozze si protraevano per sette giorni,con invitati giornalieri che portavano doni. Si trattava del più importante evento familiare, e tutti tenevano a soddisfare pienamente i commensali. 

La mia ora. Nei Vangeli è il momento in cui Gesù rivela la sua missione: rendere gloria a Dio e l’amore di Dio al suo amore con la propria vita. II termine «ora» sarà utilizzato ancora per la passione e la croce.

Qualsiasi cosa vi dica fatela. É una frase che svela l’importanza della fede.
Non si tratta di ragionare o capire, ma di dare fiducia a Gesù.
Un bellissimo programma per un cristiano.

Segni. L’evangelista Giovanni non usa la parola miracolo, ma segno. Non è importante l’evento in sé quanto ciò che rappresenta: il dono gratuito di Dio, per la vita bella e buona degli uomini.

ASCOLTO LA VITA

Quanti occhi ha una mamma? Uno per ogni figlio, due per suo marito, tre per parenti, amici, conoscenti e sconosciuti…
Alla mamma non sfuggono i particolari; di tante cose si accorge subito, ma prima di parlare attende che i tempi siano maturi.
Quando interviene non ha bisogno di usare molte parole: basta uno sguardo, un cenno, un dubbio. La mamma sa molto di più di quanto mostra. Ma soprattutto non perde mai la fiducia in chi ha messo al
mondo. Lo conosce troppo bene, da prima che sia venuto alla luce. Per questo osa anticipare i suoi pensieri, le sue decisioni, i suoi cambiamenti. Poi Io lascia libero di decidere. Ma nel suo cuore sa che la sua scelta sarà ciò che aveva in mente lei.
La mamma è una cosa meravigliosa, e pure Dio ne ha voluta una grande e bella così.

PREGO LA PAROLA

Facciamo una festa, Signore Gesù.
Una festa con tante persone, la musica, le danze, il cibo per it corpo e per tanima.
Le nozze tra Dio e I’Umanità.
Rinnoviamo le nostre promesse e facciamo onore ai doni ricevuti senza snobbarli o sciuparli.
Questa è la festa che tu hai celebrato a Cana un giorno di tanto tempo fa,
quando è stato chiaro a tutti che senza la tua Parola la festa dopo un po’ si spegne: solo tu sai farla durare in eterno.

Ml ATTIVO

  • II primo miracolo di Gesù non è per qualcosa di indispensabile o vitale.
    per la gioia, l’allegria, la festa. Noi siamo capaci di goderci i momenti più belli, facendone tesoro per quando la vita è più complicata o faticosa?
  • Gesù non ha mai voluto fare le cose da solo. Ha bisogno di noi! Nell’episodio di Cana, oltre allo sguardo e all’insistenza di Maria, ha fatto tesoro della disponibilità dei servi. Quale disponibilità ci chiede oggi per migliorare la vita di tutti? Cosa possiamo fare in gruppo?
  • In settimana, offriamo qualcosa che siamo o che abbiamo per il bene di qualcun altro. Solo ciò che è condiviso rende più grande la gioia di tutti.

Fonte: Dossier Catechiesta – Gennaio 2019 pag.57