Padre Giancarlo Paris – Commento al Vangelo del 3 Novembre 2019

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Guardati dal basso

Vivere è vedere persone, incrociare sguardi, attraverso cui il nostro cuore entra in comunicazione con gli altri. La prima cosa che guardiamo in una persona sono gli occhi. Gli occhi delle persone che ci amano e che amiamo ci parlano, anche da una fotografia. Quando non vogliamo che gli altri ci guardino “dentro”, abbassiamo lo sguardo. Quando non sappiamo gioire del bene che gli altri sono e fanno diventiamo in-vidiosi, cioè incapaci di guardare l’altro, cioè di riconoscerlo come un dono per noi. La pagina del Vangelo di oggi racconta di un gioco di sguardi, sguardi umani e divini, sguardi che cercano e che si lasciano trovare.

Il racconto mette al centro della scena da una parte Zaccheo, il capo dei pubblicani, con il suo desiderio di “vedere chi fosse Gesù”, e dall’altra Gesù che, mentre sta attraversando la città di Gerico, di ferma e “alza lo sguardo” verso di lui. Gerico è un’oasi situata nella valle desertica del Giordano, l’ultima tappa delle carovane di pellegrini diretti a Gerusalemme. Zaccheo aveva sentito parlare di lui e ciò aveva fatto nascere in lui un certo interesse e forse anche qualche domanda. Quel giorno, sentendo dire che passava Gesù, si alza dal tavolo dove riscuoteva le tasse: vuole vedere Gesù, che faccia ha, che tipo è, che effetto gli fa. Di fronte alla folla che ostacola il suo obiettivo trova una soluzione: sale su un albero per vedere Gesù da sopra.

Quando Gesù arriva dove egli si trova succede qualcosa che Zaccheo non poteva neppure lontanamente immaginare: Gesù si ferma e cerca un contatto diretto con lui. Colui che voleva vedere da esterno, senza coinvolgersi in un rapporto diretto (se avesse chiesto permesso certamente la folla lo avrebbe fatto passare), Gesù lo guarda, lo chiama per nome, lo esorta a scendere in fretta e si invita a casa sua. Queste parole di Gesù esprimono l’intenzione chiara di entrare in rapporto a Zaccheo. Cosa avrà suscitato in Zaccheo lo sguardo e la parola di Gesù? Il racconto ci parla solo di quello che fa: si affretta a scendere e accetta con gioia di accogliere Gesù in casa sua. Quale trasformazione! Zaccheo si sente accolto e ben voluto da Gesù, e nient’altro gli importa. Neppure i commenti che subito si diffondono per la città: il maestro è entrato nella casa di un peccatore (perché così erano considerati quelli che riscuotevano le tasse per incarico dei Romani).

A che punto arriva la trasformazione di Zaccheo lo percepiamo da quello che dice a Gesù: promette di dare metà di quello che ha a chi è nel bisogno e di restituire quattro volte quello che ha sottratto ingiustamente. La conclusione è lasciata a Gesù e riguarda non solo i personaggi della scena ma anche quelli che ascoltano il Vangelo: la salvezza è entrata nella casa di Zaccheo, che pur appartenendo al popolo dell’alleanza non aveva ancora risposto personalmente a Dio con la sua vita. Guardato dal basso, si è sentito amato da Gesù e ha risposto all’alleanza di Dio. La storia di Zaccheo offre a Gesù la possibilità di riassume in una frase tutta la sua missione: cercare e salvare ciò che era perduto.

È per questo che Dio ha mandato il suo Figlio nel mondo. Come “era necessario” che Gesù entrasse nella casa di Zaccheo, così “è necessario” che Gesù continui il suo viaggio fino a Gerusalemme e là sia rifiutato dagli uomini, sia messo a morte e risusciti. Andando incontro ai peccatori Gesù comincia ad essere rifiutato (come sentiamo dal commento della folla); la fedeltà a questo cammino lo porterà fin sul calvario, dove non solo si avvicinerà ai peccatori, ma sarà considerato uno di loro e per questo ucciso. Così apparentemente lontano da Dio Gesù doveva arrivare, per rivelare quanto Dio si fa vicino e perdona e peccatori!

La risposta di Zaccheo conferma Gesù nel suo cammino di obbedienza al Padre. Ha proprio regione il Padre nell’inviare il Figlio verso chi è lontano, perché dietro l’arroganza, l’egoismo e la prepotenza del peccatore c’è una persona ferita e non amata, che attende lo sguardo di Gesù e la sua parola: vengo a casa tua! Gesù condivide così tanto questo modo di essere e sentire di suo Padre che fino alla fine resterà fedele al suo cammino incontro ai peccatori.

L’oggi di Gesù nella casa di Zaccheo è anche, attraverso la liturgia, l’oggi della nostra vita. Oggi Gesù si fa vicino a noi, ci guarda dal basso, ci chiama per nome, sente necessario autoinvitarsi a casa nostra. E noi? Restiamo sull’albero, o come Zaccheo scendiamo in fretta e con gioia accogliamo Gesù? La nostra vita di cristiani potrebbe assomigliare un po’ a quella di Zaccheo: forse anche noi preferiamo vedere chi è Gesù senza lasciarci vedere da lui, per paura che l’incontro ci coinvolga e ci spinga a cambiare! Perché cambiare sul serio costa…

Coraggio, non abbiamo paura: lo sguardo di Gesù non ci rimprovera nulla, non ci vuole caricare di altri pesi. Al contrario, ci fa sentire amati, cercati, capiti… e – senza chiederci nulla – ci invita a cambiare, non per fare gli eroi della carità, ma per essere giusti con gli altri, per essere misericordiosi, per diventare anche noi capaci di guardare gli altri negli occhi, con amore, con dolcezza, la stessa con la quale ci sentiamo guardati da lui.

Fonte

Letture della
XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Hai compassione di tutti, perché ami tutte le cose che esistono.

Dal libro della Sapienza
Sap 11,22 – 12,2

 
Signore, tutto il mondo, infatti, davanti a te è come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
 
Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.
 
Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata.
 
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta?
Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?
 
Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,
Signore, amante della vita.
Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.
 
Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano
e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato,
perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 144 (145)
R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. R.
 
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
 
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.
 
Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto. R.
 

Seconda Lettura

Sia glorificato il nome di Cristo in voi, e voi in lui.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
2 Ts 1,11 – 2,2

 
Fratelli,  preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.
 
Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.

Parola di Dio

Vangelo

Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,1-10

 
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
 
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
 
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
 
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore