p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 31 Ottobre 2021

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Amare è dare futuro al mondo

Padre Ermes Ronchi commenta il brano del Vangelo di domenica 31 Ottobre 2021.

Qual è, fra tutti, il più grande comandamento? Aiutaci a ritornare al semplice, al principio di tutto… Gesù lo fa, esce dagli schemi, risponde con una parola che tra i comandamenti non c’è. Che bella la libertà, l’intelligenza anti conformista di Gesù, lui l’icona limpidissima della libertà e dell’immaginazione.

La risposta comincia con un verbo: amerai, al futuro, a indicare una storia infinita, perché l’amore è il futuro del mondo, perché senza amore non c’è futuro: vi amerete, altrimenti vi distruggerete. E poi per vivere bene, perché la bilancia su cui si pesa la felicità di questa vita è dare e ricevere amore.

Prima ancora però c’è un “comandamento zero”: shemà, ascolta, ricordati, non dimenticare, tienilo legato al polso, mettilo come sigillo sul cuore, come gioiello davanti agli occhi… Fa tenerezza un Dio che chiede: «Ascoltami, per favore». Amare Dio è ascoltarlo.

Amerai con tutto il cuore; non da sottomesso ma da innamorato. Qualcuno ha proposto un’altra traduzione: amerai Dio con tutti i tuoi cuori. Come a dire: con il tuo cuore di luce e con il cuore d’ombra, amalo con il cuore che crede e anche con il cuore che dubita; come puoi, come riesci, magari col fiatone, quando splende il sole e quando si fa buio, e a occhi chiusi quando hai un po’ paura, anche con le lacrime. Santa Teresa d’Avila in una visione riceve questa confidenza dal Signore: “Per un tuo ti amo rifarei di nuovo l’universo”.  […]

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TUTTO IL GIORNO CON TE

Cosa c’è al centro della fede?
Qual è il più grande comandamento? Lo sapevano tutti in Israele: è il terzo, quello che prescrive di santificare il Sabato come aveva fatto Dio (Gn 2,2). E quello che più di ogni cosa dona felicità all’uomo: amare.
Non regole né riti, ma semplicemente, meravigliosamente: amare.

Nulla di nuovo rispetto alla legge antica, il primo e il secondo decreto sono già nel Libro. Ma ora Gesù regala un comando diverso.
La novità sta nel fatto che le due parole si fondono nell’unico precetto, e l’averli separati si rivela l’origine assoluta dei nostri mali.
Qual è il primo dei comandamenti? La risposta di Gesù inizia con “shemà Israel”, ascolta popolo mio.
Fa tenerezza un Dio che chiede: «Ascoltami, ti prego! Io ti voglio bene! Puoi amarmi anche tu?»
Cuore del comando è un’invocazione accorata, non un dovere. Dio prega solo di essere amato.
Ma amare come? Mettendosi in gioco, sempre. Amerai con tutto, con tutto, con tutto… Il tutto di cuore, mente, anima, forza.
Noi pensiamo che la santità stia nella moderazione delle passioni. Ma dov’è mai questa moderazione nella Bibbia? L’unica misura dell’amore è amare senza misura.

Gesù sa che solo facendo questo, sarà pace per l’uomo. Perché chi ama così ritrova l’unità di se stesso e la sua pienezza.
“Questi sono i comandi di Dio… Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica; perché tu sia felice” (Dt 6,1-3). Non c’è altra risposta al desiderio profondo di felicità, nessun’altra, al male del mondo, che non sia questa: amare.
Come te stesso: ama anche te, insieme a Dio e al tuo prossimo. E come per te vuoi libertà e giustizia, così sarà per tuo fratello, sulle orme di Dio. Come per te desideri amicizia e dignità, questo vorrai anche per chi ti cammina a fianco.

Ama questa polifonia della vita e la Sua immagine entrerà in te, perché l’amore trasforma, e ognuno diventa simile a ciò che ama.
Per raccontare l’amore verso il prossimo Gesù regala la parabola del samaritano buono (Lc 10,29-37).
Per indicare come amare Dio con tutto il cuore, non sceglie né una parabola né un’immagine, ma una donna, Maria di Betania «che seduta ai piedi del Maestro, ascoltava la sua parola» (Lc 10, 38).

Gesù sa che il modo di ascoltare di Maria è la «scelta migliore», perfetto per spiegare come si ami Dio: come un’amica che siede sotto la cupola d’oro dell’amicizia, che lo ascolta, rapita, e che non lascia cadere neppure una delle sue parole, ma le raccoglie in un vaso profumato.
Amare Dio è ascoltarlo, come bambini innamorati.
Se Lo amerai così, sarai con Lui creatore di vita, perché «Dio non fa altro che questo, tutto il giorno: sta sul lettuccio della partoriente e genera» (M. Eckhart). Che cosa genera? Amore che è vita.
Così anche tu amerai, per tutto il tuo tempo. E darai vita, nella gioia.

AUTORE: p. Ermes Ronchi FONTE: Avvenire e PAGINA FACEBOOK

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