p. Arturo MCCJ – Commento al Vangelo di domenica 10 Maggio 2020

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Sono gli ultimi momenti che Gesù sta con i suoi discepoli e Gesù li vuole tranquillizzare. LO FA con un paradosso: la sua morte non sarà una perdita per loro, ma un guadagno; non sarà un’assenza, ma una presenza ancora più intensa. MA PERCHÉ I DISCEPOLI SONO TURBATI??? Non credo per quello che stava per accadere a Gesù ma perché li aveva appena smascherati…annunciando un doppio tradimento, di Pietro e di Giuda. In fondo, anche se solo all’inizio, questo vangelo ci ricorda che nessuno potrà mai affidarsi a se stesso o alle sue pregherie, la Fede è una scelta quotidiana, un sì che si ripete ogni giorno. Cosa dice Gesù? “«Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me “«Nella casa del Padre vi sono molte dimore»”.

Qui bisogna comprendere bene queste parole alla luce del versetto 23 quando Gesù dirà: “«Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui»”. Non si tratta qui di una dimora presso il Padre, non è più la «Bet-heloìm» o(greco: òikos Theoû) , ossia il TEMPIO. Ma Dio, il Papà, viene a dimorare tra di noi!. Questa è la grande novità proposta da Gesù: non c’è più un santuario dove si manifesta Dio, ma in ogni persona che lo accoglie, lì Dio si manifesta. Quindi il Dio di Gesù è un Dio che chiede di essere parte di noi, del nostro modo di agire.
Diamo due esempi:

  • Se il mio vestiario è sufficiente no solo a coprirmi ma anche per la mia dignità, invece di seguire la moda perché non rinuncio a un capo che non mi serve e in cambio spendo i soldi extra per aiutare in progetti comunitari locali o stranieri?
  • Se so che usare la macchina, o mangiare troppa carne, o attualizzare la mia tecnologia costantemente inquina e uccide il pianeta, regola le politiche internazionali dei paesi e della multinazionali, perché non inizio a essere un consumatore più critico e a fare scelte più responsabili anche rinunciando a viaggi e appoggiando veri boicottaggi?

A un certo punto Gesù viene interrotto da Tommaso, si sempre lui il ‘didimo’ che noi conosciamo più con il nome dell’incredulo: “«Non sappiamo dove t’incammini»”. Incamminare E’ un verbo che indica un cammino senza ritorno. E Gesù risponde: Io sono, la Via, La Verità e la Vita.

Questa frase non è nuova all’udito dei Giudei. Per loro la Torah, i primi 5 libri della Bibbia, erano la Via, La Verità e la Vita. Via perché indicava i passi da seguire, Verità perché gli aiutava a rimanere in comunione con Dio e a ricevere la sua benedizione, e Vita perché Dio ti conduce alla pienezza dell’esistenza. Ora, Giovanni afferma che la Torah ha trovato il suo compimento, e non sarà più guardando a lei ma a Gesù. Chi infatti decide di mettere la sua fiducia in Lui (questo è il senso della fede, non pronunciare solo delle formule, ma FIDARSI di Gesù, delle sue scelte e delle sue visioni). Ecco che entreremo in percorso, una via, dove guarderemo alla realtà con i suoi occhi (dove nessuno è straniero e attraccabile a una barca fuori da un porto, dove non ci sarà chi ha milioni di euro e chi non arriva a fine mese, dove si alimenta l’odio per chi è criminale invece di cercare cammini di reintegrazione, ecc.), che renderà la nostra esistenza ‘worth living’, degna di essere vissuta!!!

Belle queste parole vero….ma io vi conosco mascherine!!! Chi ce lo fa fare di vivere così, di sforzarci continuamente, Gesù facci vedere subito Dio dicono i discepoli e tante gente oggi…Essere cristiani significa cambiare, camminare, uscire, seguire e lasciare Dio al comando…NON LO AVETE ANCORA CAPITO???

Buona domenica….a domani su Parola Viva!
P. Arturo MCCJ

Fonte: https://missioworld.wordpress.com/2020/05/08/commento-5a-domen-di-pasqua-anno-a/

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