p. Arturo MCCJ – Commento al Vangelo del 21 Giugno 2020

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Gesù nel Vangelo di oggi ci informa su quello che ogni vero discepolo deve aspettarsi all’interno di una comunità cristiana e non solo. A dire il vero ciò il vangelo ci narra non è molto confortante!!! Ma, come si dice: “Persona avvisata… mezzo salvata”!!! 

Sapere che essere cristiano comporta sofferenze e  opposizioni nel seguire il Signore non è il massimo,  ma pensare che ci eviti di dare una testimonianza dolorosa sarebbe da parte nostra ingannevole. 

 Il testo di questa domenica fa parte di un discorso molto più lungo. Dopo che Gesù avvisa i sui discepoli che li invierà come agnelli in mezzo ai lupi, sente la necessità di chiarire alcune cose. La prima è che se uno si associa a Cristo, sicuramente ne vedrà delle belle. Insomma, come dice un vecchio proverbio: ‘ dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei’. Non si può pensare che un vero cristiano che adotta la postura di Gesù sia celebrato e lodato da tutti per quello che fa e che dice, al contrario. Se Gesù è stato chiamato di demonio, questo succederà anche a chi agisce e parla come lui. 

State attenti però a non confondere l’adesione a Cristo con il vittimismo. Oggi, anche all’interno della chiesa, molti si dicono perseguitati,  incompresi mentre in realtà sono persone che aderiscono a ideologie cristiane spesso anacronistiche e discriminatorie. Matteo infatti, nel associare la critica più forte a Gesù, sceglie di riportare quella di essere chiamato di Beelzebul, (versione ebraica del nome di un Dio filisteo legato al sole  che associava l’arrivo degli insetti con l’arrivo dell’estate)  che significa, agli occhi dei giudei,  il Dio delle mosche, o potremmo dire della morte,  in quanto questi insetti girano  intorno ai cadaveri o a cose puzzolenti. Gesù veniva così diffamato perché difendeva diverse categorie di persone considerate peccatrici, secondo i benpensanti e potenti dell’epoca e che ritenevano di essere dalla parte del giusto e di Dio. 

Pensiamo a quante categorie di persone ancora oggi sono discriminate, offese, emarginate perché non rientrano nei canoni del buon costume, ma che chiedono un riconoscimento ed accoglienza. La domanda che dobbiamo sempre porci non è ciò che noi e la nostra cultura ritiene giusto, ma COSA FAREBBE IL PADRONE DI CASA, ossia Gesù, se fosse presente??? Sembra una domanda stupida, ma provate a rispondere. Il primo ostacolo che troverete è la paura, a cui oggi Gesù ci chiede di non cedere, e lo fa per 3 volte. Perché la paura non potrà mai silenziare la verità, nessuna cattiveria rimarrà nascosta sotto i tetti, nessuna vita  passerà inosservata e priva di importanza agli occhi di Dio. E ancora una volta, Gesù ci sorprende con la visione che ha di Dio Padre: un Dio conta anche i capelli che cadono dal nostro capo (cosa che non facciamo nemmeno noi). Può un Dio amare così tanto qualsiasi essere umano? Mentre noi ci scagliamo contro gli uni gli altri per cose banali o per ideologie disumane. Quante volte l’opinione della massa ci ha portato a scegliere la paura alla verità? 

Dove avviene  il vero annunciato del Vangelo, lì ci sarà opposizione da parte di qualcuno. Il Vangelo della Vita è scomodo e può sempre, in ogni tempo e in ogni contesto, portare alla morte di chi lo annuncia con coraggio. Ecco perché Gesù dice che se il prezzo da pagare per il Vangelo è a volte quello della vita, questa non viene mai tolta, ma, anzi, è data davvero: chi uccide il corpo non ha mai il potere di togliere anche l’anima.  Gesù non ha mai avuto paura di dire le cose chiaramente, anche quando questo avrebbe potuto nuocergli. Rinnegare Gesù, non riconoscersi più in lui e in quello che ha fatto, abbandonarlo, è spesso la soluzione più facile, un rischio per ogni cristiano, lo stesso che anche Pietro ha affrontato, fallendo. Ricordiamoci che Non esiste una zona di mezzo o “neutra”: o si è per Gesù, o si è contro di lui. Può anche mancare il coraggio della testimonianza, come è già accaduto nella storia della Chiesa, con i lapsi, che durante le persecuzioni avevano sacrificato agli idoli per salvarsi la vita. Una cosa è certa, seguire Gesù è un cammino che fa cadere molte maschere, per prime le nostre. 

P. Arturo Mccj

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Fonte: Telegram

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