Missionari della Via, Commento alle letture di domenica 26 Luglio 2020

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Il commento alle letture di domenica 26 Luglio 2020 a cura dei Missionari della Via.

Meditiamo la Parola

Anche nel Vangelo di questa domenica, Matteo ci presenta le ultime parabole raccolte nel capitolo tredicesimo. Gesù nelle sue parabole (oscure alla folla ma spiegate in disparte a chi vuol capire) fa ricorso a delle immagini di vita concreta.

Soffermandoci sulle prime due parabole, vi sono due uomini che vendono i loro tesori nascosti anche ai loro occhi, e un contadino e un mercante li trovano e li comprano. I due che vendono hanno qualcosa di prezioso tra le mani eppure non se ne accorgono! Non siamo noi cristiani che spesso, molto spesso viviamo il nostro rapporto con Cristo in maniera così fredda e distratta che abbiamo perso cammin facendo la gioia e siamo diventati ciechi a indifferenti al gran tesoro che abbiamo fra le mani? Il risultato è che ultimi, poveri, prostitute, peccatori ci passano avanti perché loro hanno comprato il campo e la perla mentre noi li abbiamo venduti per un piatto di lenticchie!

Due comprano. Uno trova il tesoro mentre lavora, il commerciante trova la perla cercando. Due modi diversi, ma il Vangelo è liberante: Gesù si manifesta in modo sempre diverso, il rischio che noi corriamo è quello di volerlo incanalare nei nostri pensieri e schemi. Leggendo la vita di tanti santi scopriamo invece che ad ognuno di loro Dio si è rivelato in maniera differente. Santa Teresa d’Avila diceva addirittura che Dio passa anche “fra le pentole della cucina”, che è il nostro campo di ogni giorno, là dove si vive, si lavora e si ama. Quindi attenzione ad assolutizzare il proprio modo di vedere e intendere le cose!

Cosa accade quando uno trova il tesoro e la perla? Pieni di gioia vendono tutto e comprano. La gioia, il tesoro trovato, dona il tesoro della gioia. L’aver trovato il tesoro che ci ha donato la gioia è il carburante che ci fa correre, per cui vendere tutti gli averi non porta con sé nessuna tristezza di rinuncia, perché ci sta prima l’aver trovato qualcosa di più grande, qualcosa al cui cospetto tutto passa in secondo piano.

«Il contadino e il mercante vendono tutto, ma per guadagnare tutto. Lasciano molto, ma per avere di più. Non perdono niente, lo investono. Così sono i cristiani: scelgono e scegliendo bene guadagnano. Non sono più buoni degli altri, ma più ricchi: hanno investito in un tesoro di speranza, di luce, di cuore. I discepoli non hanno tutte le soluzioni in tasca, ma cercano, Colui che li sta già cercando. Mi piace accostare a queste parabole un episodio accaduto a uno studente di teologia, all’esame di pastorale. L’ultima domanda del professore lo spiazza: «come spiegheresti a un bambino di sei anni perché tu vai dietro a Cristo e al Vangelo?». Lo studente cerca risposte nell’alta teologia, usa paroloni, cita documenti, ma capisce che si sta incartando. Alla fine il professore fa: «digli così: lo faccio per essere felice!». È la promessa ultima delle due parabole del tesoro e della perla, che fanno fiorire la vita» (Ermes Ronchi).

Preghiamo la Parola

Dammi la grazia, o Signore, di essere un cristiano che sa custodire quanto di buono e bello Tu mi hai donato, e fa che non smetta mai di cercare il tuo tesoro infinito sempre anelato e mai veramente tutto posseduto!

VERITA’: Vita interiore e sacramenti

Posso dire che Cristo è “il mio tesoro”?

Cerco il Signore durante le mie giornate? Cerco di amarlo in ogni cosa che faccio?

CARITA’: Testimonianza di vita

Vivo la vita cristiana come una serie di cose da fare o da non fare, o vivo cercando il bene, il meglio in ogni cosa?

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