Missionari della Via, Commento alle letture di domenica 26 Gennaio 2020

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Il commento alle letture di domenica 26 gennaio 2020 a cura dei Missionari della Via.

Meditiamo la Parola

Il Vangelo di questa domenica inizia con la notizia dell’arresto di Giovanni Battista e, quasi in continuità, Gesù inizia la Sua predicazione. Constatiamo qui come un evento negativo non è mai il fine di un percorso, ma si apre sempre a qualcosa di più grande. Quante volte nella nostra vita, quando viviamo situazioni difficili ci scoraggiamo, perdiamo ogni speranza, dimenticando che tutto nelle mani di Dio concorre al bene! Allora possiamo domandarci: quante volte nella nostra vita o forse anche adesso abbiamo perso la speranza di un nuovo inizio? Quali sono le situazioni che in questo momento ci fanno soffrire?

Abbiamo la ferma certezza, che ciò che viviamo anche di negativo serve a conoscere noi stessi, ci serve per crescere, ci serve per tastare la nostra stessa fede? « In genere noi viviamo nei ricordi del passato o nella speranza del futuro, nel “già” che non c’è più o nel “non-ancora” che ancora non c’è. Gesù ci richiama a vivere “ora”, il tempo tra il già e il non-ancora: è l’unico che c’è, il solo in cui incontriamo Colui che è. Infatti ciò che desideriamo è “qui”, non altrove» (S. Fausti). Coraggio dunque perché una grande luce è sorta per noi, per noi che viviamo spesso nelle tenebre e nell’ombra della morte. Questa luce è la luce eterna che avvolse i pastori e fu guida ai magi nel loro cammino. Ecco perché da qualsiasi situazione buia possiamo sempre ripartire, perché Cristo illumina i nostri cuori, sempre che desideriamo essere illuminati!

Il modo per accogliere questa luce? Accogliere l’invito di Gesù a convertirci, cambiare cioè il nostro modo di pensare, perché i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri; cambiare direzione da percorrere, volgendo le spalle al peccato perché solo volgendomi verso la vera Luce, la mia vita rinasce, riparte; altrimenti come faccio ad essere illuminato se volgo le spalle alla luce, se tengo chiusa la porta del mio cuore?

Quest’invito di Gesù raggiunge tutti gli uomini nel loro ambiente ordinario nel loro posto di lavoro; infatti lo scenario della chiamata dei primi apostoli avviene nello sfondo della loro dura vita quotidiana. È Gesù che passa e chiama, è sua l’iniziativa: Egli li vide e li chiamò a seguirlo. Egli chiama non secondo la sapienza di questo mondo ma chiama dei pescatori, uomini poveri, fragili. Chissà quante volte Gesù passando nella nostra vita, nel nostro quotidiano, ci chiama e noi non ce ne accorgiamo. Spesso ci fermiamo nel nostro cammino di fede alla sola conoscenza della dottrina, sembriamo consumatori di culto, invece di essere persone vive che hanno incontrato il Signore. No, no, non è tutto ciò.

Gesù ci chiama a vivere con Lui, ci chiama alla Sua sequela, Lui davanti e noi dietro e non viceversa come spesso pretendiamo noi volendo piegare Gesù alla nostra volontà! Al primo posto vi è l’attaccamento a Gesù e non ad altro, qualsiasi cosa o persona sia. Seguire Gesù comporta infatti il giusto distacco da tutto ciò che viviamo. Che siano le reti, cioè i lacci di questo mondo, le nostre false sicurezza, l’assolutizzazione del nostro lavoro, il nostro peccato che ci intralcia. E non solo questo ci chiede Gesù, ma chiede anche il distacco dai nostri parenti. Questo naturalmente avviene in maniera diversa da chi è chiamato alla vita consacrata e da chi è chiamato al matrimonio, ma in ogni caso Gesù ci chiama a mettere ogni cosa in ordine, a non mettere le cose inferiori sopra quelle superiori; è Gesù al primo posto nella nostra vita che ci insegna ad amare le cose e le persone nel giusto modo e non in maniera disordinata! Sia Gesù la fonte e il culmine di tutte le nostre azioni, di tutta la nostra vita, perché questa abbia già adesso il sapore dell’eternità.

Preghiamo la Parola

Signore fà che ti seguiamo e ti ascoltiamo, perché possiamo seguirti sulla via del servizio e dell’amore ai fratelli. Amen.

VERITA’: Vita interiore e sacramenti

Cerco di lasciarmi guidare da Gesù nelle scelte della vita? Ovverosia cerco di vivere secondo il Vangelo?

CARITA’: Testimonianza di vita

I discepoli son chiamati a diventare pescatori di uomini, cioè ad attrarre gli altri alla vita, con le parole e l’esempio. Ho a cuore che gli altri incontrino Gesù? Parlo della mia fede? Invito gli altri a far esperienza di Dio?


Letture della Domenica
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce.Dal libro del profeta Isaìa

Is 8,23b – 9,3

In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Mádian.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Sal 26 (27)

R. Il Signore è mia luce e mia salvezza.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R.

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.

Seconda Lettura

Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

1 Cor 1,10-13.17

Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire.

Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo».

È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?

Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

Parola di Dio

Vangelo

Venne a Cafarnao perchè si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 4, 12-23

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:

«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Parola del Signore.

Forma breve:

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 4,12-17

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:

«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Parola del Signore