Missionari della Via – Commento alle letture di domenica 10 Aprile 2022

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Pace e bene,
entriamo nella settimana santa lasciandoci parlare al cuore e toccare da Gesù, soffermandoci sulle sue tre parole nella prospettiva del vangelo secondo Luca…

Il commento alle letture di domenica 10 aprile 2022 a cura dei Missionari della Via.

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La domenica delle Palme ci offre la possibilità di contemplare «il tesoro della Passione di nostro Signore alla cui meditazione tutti sono invitati per alimentarsi e salvarsi» (Imitazione di Cristo). Quest’anno siamo guidati dal Vangelo secondo Luca, il quale dà un taglio particolarmente “esistenziale” agli eventi descritti, toccandoci e coinvolgendoci nella “via di Gesù”, affinché ogni suo discepolo possa seguirne le orme. Un esempio è quello di Simone di Cirene, del quale Luca nota che: «gli misero addosso la croce da portare dietro Gesù». È l’espressione usata dall’evangelista per indicare l’impegno del cristiano, chiamato a «portare ogni giorno la sua croce» dietro al Signore. Don Tonino Bello faceva notare che a volte la croce pende dal collo (magari attaccata ad una bella collanina) ma non sulle nostre scelte di vita, cioè non ci lasciamo guidare da Gesù e dalle sue parole. Simone ci indica altro: il discepolo è colui che, carico della sua croce, si dona seguendo Gesù.

Soffermiamoci ora su due passaggi-chiave della passione secondo Luca che sono offerti alla nostra contemplazione. Il primo riguarda il perdono offerto a tutti, che racchiude l’intera vita di Gesù: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Ingiustamente condannato, massacrato e ucciso dalle sue creature, cosa grida il Signore? «Padre, perdonali». E la sua misericordia è così smisurata che al “buon ladrone”, che si affida umilmente al Signore, riconoscendone l’innocenza, Gesù dice: «oggi sarai con me nel paradiso». Proviamo a soffermarci su tanta larghezza di cuore e magari richiamiamo alla memoria quante volte abbiamo sperimentato la misericordia di Dio nella nostra vita… Ecco, anche noi siamo chiamati a percorrere questa “via” dell’amore misericordioso, pregando per chi ci fa male, lasciando andare il risentimento, ponendo in atto gesti di riconciliazione…

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Il secondo passaggio sono le ultime parole con le quali Gesù conclude la sua vita terrena: «Padre, nelle tue mani affido il mio spirito». È una sorta di sintesi della sua vita, nella quale si è sempre abbandonato fiduciosamente alla volontà del Padre, incarnandola con le sue concrete scelte di vita. E così, anche nell’ultimo istante, altro non ha fatto che abbandonarsi con serenità e fiducia a suo Padre, certo che non lo avrebbe lasciato nella morte. Gesù ci offre così un altro esempio per seguire la sua “via”: vivere fiduciosamente abbandonati al Padre, accettando la sua volontà anche quando non è immediatamente chiara, seguendo la sua Parola, amando anche quando costa. È in quel “sì” continuo il segreto del figlio di Dio, che trae la sua forza in quella sorgente d’amore che è il Padre, reso da Lui capace di attraversare anche le prove più grandi, morte compresa.

«Al termine della narrazione della passione Luca pone una nota a prima vista marginale: “Tutti i suoi conoscenti e le donne che avevano seguito Gesù fin dalla Galilea osservavano questi avvenimenti”. Similmente anche le folle convertite dalla croce di Cristo “ripensavano a quanto era accaduto”. Maria, in apertura al Vangelo di Luca, era stata presentata come colei che “serbava tutte quelle cose meditandole nel suo cuore” (2,19.51). Per comprendere il senso profondo celato sotto l’involucro esteriore dei fatti della passione di Cristo è necessario “osservare, ripensare, meditare”. È necessario conoscere la via della contemplazione, della riflessione, del silenzio. È necessario creare lo spazio perché la parola di Dio penetri nella nostra esistenza e vi fiorisca» (card. G. Ravasi).

Preghiamo la Parola

Signore, donami la tua grazia e aiutami a non offenderti più con il peccato.

VERITA’: Vita interiore e sacramenti

Soffermati sulla passione. Cosa ti colpisce?

CARITA’: Testimonianza di vita

Dove ti senti chiamato dal Signore a donarti di più?

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