Michele Tambellini – Commento al Vangelo di domenica – 22 Marzo 2020 – Gv 9, 1-41

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Cristo luce del mondo! Così sentiremo cantare nella notte di Pasqua (quest’anno molto strana), ma pur sempre una notte gloriosa e di grazia. Se domenica scorsa l’immagine chiave era l’acqua oggi l’immagine protagonista è la luce.

Gesù guarisce un uomo cieco dalla nascita. Il Vangelo di oggi è davvero un capolavoro dal punto di vista narrativo. L’evangelista Giovanni ci dice che Gesù sputò per terra e con la saliva fece del fango. Un gesto apparentemente un po’ ripugnante, ma che in realtà ha un significato profondissimo, la saliva, infatti è ciò che “esce dalla bocca” e per alcuni commentatori indica la parola di Dio.

Essa è impastata con la terra, simbolo della fragilità dell’uomo. Dopo essersi lavato, il cieco acquisterà la vista. Gesù poi rivolgerà a lui una domanda spiazzante: “Tu credi nel figlio dell’uomo?” Il cieco risponde: “E chi è Signore perché io creda in lui?” Gesù risponde: “Lo hai visto: è colui che parla con te”. Si! Gesù è colui che parla con noi. Lasciamolo parlare alla nostra storia, alla nostra vita, mettiamoci alla sua sequela.

Luce e fede, credere e vedere; è questo il cuore del Vangelo di questa quarta domenica di quaresima!

Michele Tambellini, seminarista dell’arcidiocesi di Lucca.

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