Maria Teresa Visonà – Commento al Vangelo di domenica 3 Novembre 2019 per bambini

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Oggi il Vangelo ci parla di Gesù che, nel suo viaggio dalla Galilea verso Gerusalemme, passa attraverso una città molto bella: Gerico.
Qui entra in scena un personaggio particolare: Zaccheo, il capo dei pubblicani.
I pubblicani erano coloro che svolgevano il mestiere, impuro per gli ebrei, dell’ingiusto e detestato esattore delle tasse, a favore dell’impero romano: erano il simbolo del peccatore pubblico.

Zaccheo sa di essere disprezzato da tutti ma ha nel cuore un grande desiderio di conoscere Gesù, di cui evidentemente ha sentito parlare, nella speranza che l’incontro con lui possa cambiare la sua vita.

Questo lo capiamo dal suo comportamento: “Cercava di vedere chi era Gesù”, voleva davvero conoscerlo. “Ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura”. Zaccheo, oltre che ad essere ostacolato dalla sua piccolezza, sa di essere un peccatore ma il suo desiderio di incontrare il Maestro è così grande che gli fa prendere una strana decisione. Cosa fa? “Corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là”.

Per raggiungere il suo scopo Zaccheo non esita a rendersi ridicolo davanti a tutta la folla.
Provate infatti ad immaginare la scena: un uomo conosciuto da tutti, che ha un certo potere, che si arrampica su un sicomoro!
Il sicomoro è un albero che cresce fino ad un’altezza anche di 20 metri, raggiunge i 6 metri di larghezza ed ha una chioma ampia e tondeggiante. Le foglie sono molto grandi e produce dei frutti che assomigliano ai fichi ma sono molto meno saporiti. Era un albero molto diffuso in Palestina ed i poveri si nutrivano di questi frutti che erano abbondanti e non particolarmente pregiati.

Chissà che cosa sarà successo nel cuore di Zaccheo prima di salire su quel sicomoro! Ci sarà stata una bella lotta: da una parte tanta curiosità, quella di conoscere Gesù; dall’altra il rischio di una terribile figuraccia.
Non so se voi vi siete mai arrampicati su qualche albero… penso di sì, ma comunque bisogna sempre stare attenti perché può essere pericoloso per cui, quando lo si fa, deve sempre essere presente una persona adulta.
Zaccheo, che a quanto sembra era proprio piccolino, non si preoccupa nemmeno della pericolosità dell’impresa…

Mi sembra di vedere questo uomo che, in quattro e quattr’otto, si ritrova in cima alla pianta! È bello questo perché mi fa pensare che, quando c’è di mezzo Gesù, si è disposti a fare di tutto.
Non si sa se Zaccheo era un così esperto arrampicatore… ma, evidentemente, era disposto anche a dare la sua vita, nel caso fosse caduto da un albero così alto, pur di vedere il Maestro.
Qui, a noi, viene un grande insegnamento: non quello di salire sugli alberi, ma quello di essere disposti ad offrire la nostra vita non fisicamente ma, ad esempio, donando il nostro tempo, la nostra intelligenza, i nostri giochi, le nostre capacità per compiere degli atti d’amore, per essere cioè come Gesù ci vuole.

Ed ecco che (tornando a Zaccheo) succede una cosa inaspettata: “Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo, lo vide e gli parlò”. Zaccheo desiderava vedere, ma invece scopre di essere visto in anticipo da Gesù.
Cosa possiamo capire da questo? Tutti noi vogliamo vedere Gesù, vogliamo stare con lui, ma invece è lui che ci vede e per questo ci ama in anticipo.
Vi siete mai accorti di quanto il Signore vi ama in anticipo?

Vi ha amati in anticipo quando siete nati perché, attraverso i vostri genitori, vi ha donato la vita; vi ha amati in anticipo il giorno del vostro battesimo perché Lui è venuto addirittura ad abitare dentro di voi rendendovi suoi fratelli e figli dello stesso Padre donandovi la vita nuova che vi porterà ad essere per sempre con Lui; vi ama ogni giorno in anticipo attraverso l’amore di tutte le persone che vi vogliono bene; vi ama in anticipo ogni volta che gioite nel guardare la natura e tutte le cose belle che ha creato; vi ama in anticipo ogni volta che ricevete i Sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione… ora provate a pensare voi a quanto amore ricevete da Dio, quotidianamente e in anticipo…Gesù ha visto in anticipo Zaccheo e gli dice:

«Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».

Zaccheo si pente dei suoi peccati e nasce in lui il desiderio di una vita nuova.
Gesù lo ha già perdonato prima che Zaccheo si convertisse!
Che difficile per noi perdonare… vero bambini? Quante volte vi è successo di fare a pugni con qualcuno perché non volevate perdonare? E forse siete andati a casa con qualche graffio qua e là e senza avere concluso nulla di buono… anzi, magari si è pure rotta un’amicizia.

Avete mai provato a pensare di voler fare come Gesù che perdona sempre per primo? Sapete che in questo modo potreste addirittura farvi amici dei bambini che mai avreste pensato fossero simpatici? Provate…

Vi posso raccontare l’esperienza di mio figlio che, da piccolo, veniva preso in giro da un compagno di classe per il fatto di essere un po’ cicciottello e gli altri compagni, per seguire questo capo-banda, facevano altrettanto. Mio figlio Massimo non voleva più andare a scuola a causa di questo bambino, finché un giorno ha accettato la proposta che gli ho fatto di perdonarlo e di invitarlo a casa nostra a giocare… è nata fra loro una amicizia così bella che dura ancora a distanza di molti anni.

Allora, cosa fece Zaccheo? “Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!”.
Eccoci qua: la folla che mormora… niente di strano.

Quante volte noi mormoriamo, critichiamo, giudichiamo? Magari anche senza essere certi di quello che diciamo… lo facciamo così… tanto perché ci piace parlare male.
Sentite cosa dice Papa Francesco: “Un cristiano, prima di parlare male degli altri deve mordersi la lingua, così la lingua si gonfia e non si può più parlare. Ogni volta che noi giudichiamo i nostri fratelli nel nostro cuore e, peggio, parliamo di questo con gli altri, siamo cristiani omicidi. Se si parla male di qualcuno è come ucciderlo e, ogni volta che lo facciamo, imitiamo il gesto di Caino, il primo omicida della storia”.

Sono parole che dovrebbero farci riflettere molto prima di criticare qualcuno…
Ma a Zaccheo non interessano le chiacchiere della folla. A lui interessa di essere stato guardato da Gesù che, in lui, non ha visto il male che faceva ma ha pensato al bene che avrebbe potuto fare: Gesù aveva letto nel suo cuore.Ed infatti cosa fa Zaccheo?
“Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto”.
Facendo un calcolo economico, si può pensare che Zaccheo si sia ridotto sul lastrico… Ma all’evangelista Luca interessa qualcos’altro: mettere in evidenza che il gesto di quest’uomo è un gesto di giustizia e di condivisione: è questo il modo di impiegare le “ricchezze” per un discepolo di Gesù.
Voi, volete essere discepoli di Gesù?

Commento a cura di Maria Teresa Visonà per il sito omelie.org

Letture della
XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Hai compassione di tutti, perché ami tutte le cose che esistono.

Dal libro della Sapienza
Sap 11,22 – 12,2

 
Signore, tutto il mondo, infatti, davanti a te è come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
 
Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.
 
Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata.
 
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta?
Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?
 
Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,
Signore, amante della vita.
Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.
 
Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano
e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato,
perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 144 (145)
R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. R.
 
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
 
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.
 
Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto. R.
 

Seconda Lettura

Sia glorificato il nome di Cristo in voi, e voi in lui.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
2 Ts 1,11 – 2,2

 
Fratelli,  preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.
 
Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.

Parola di Dio

Vangelo

Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,1-10

 
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
 
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
 
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
 
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore