Luigino Bruni – Commento al Vangelo di domenica 18 Aprile 2021

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«E voi ne siete testimoni». Luca colloca gli episodi delle apparizioni del Risorto in un contesto ambivalente. Le donne, gli apostoli e i discepoli (di Emmaus) incontrano Gesù risorto, ma non lo riconoscono immediatamente. L’esperienza del riconoscimento del crociFIsso-risorto è un processo che richiede tempo, passa per le emozioni della paura, dell’incredulità, dello stupore.

Ci sono due parole che spiccano su tutte le altre: ricordare e Scritture. Gesù invita i suoi amici a ricordare le parole che lui stesso aveva detto loro. Evidentemente le avevano dimenticate. Eppure non erano parole antiche, la loro vita con Gesù era durata solo pochi anni. Perché non le ricordavano? Perché nell’umanesimo biblico ricordare è un esercizio che si compie solo nello Spirito. Non è esercizio mnemonico, non è solo una faccenda di uso della memoria. Si ricorda quando un evento o una parola di ieri si accende nell’oggi, si illumina e la rivediamo.

Le parole con cui Gesù aveva parlato loro di sé stesso (che saranno state poche, perché Gesù comprese progressivamente la sua natura e solo verso la fine capì come sarebbe stata la sua morte), durante il dolore del Golgota si erano spente, perché una delle misteriose capacità del dolore è spegnere la luce delle parole, non farle brillare più. In questi dialoghi post-pasquali Gesù fa risorgere anche le sue parole di ieri, essenziali come la resurrezione del corpo. Lì gli apostoli e i discepoli impararono a ricordare nello spirito, e capirono.

La seconda parola è Scritture: aprì loro la mente per comprendere le Scritture. L’altro lavoro di Gesù fu creare tra i suoi un’apertura mentale necessaria per comprendere il senso delle Scritture, «Mosè, i Profeti e i Salmi». Colpisce qui trovare accanto a «la Legge e i Profeti» anche i Salmi. Stupisce, ma è molto bello e importante. [… continua a leggere il commento su Famiglia Cristiana …]

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