Luca Rubin – Commento al Vangelo di domenica 23 Febbraio 2020

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Hai presente quando ti si prospetta un qualcosa più grande di te, oltre le tue reali possibilità? Ansia, momenti di panico, vertigini, e anche a voler essere positivi ti manca un po’ il respiro, e ti senti togliere la terra sotto i piedi. Ecco, la pagina di vangelo che stiamo leggendo ed esplorando è proprio evocatrice di tutto questo. Se la volta scorsa abbiamo visto un muro con porta, finestre e citofoni, questa volta potremmo avere l’impressione di essere davanti a grandi cani da guardia minacciosi. Ti dico fin d’ora che è un’impressione sbagliata…

Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”

Chiamata legge del taglione, prende origine da questo versetto del libro della Genesi: “Chi sparge il sangue dell’uomo, dall’uomo il suo sangue sarà sparso” (Gn 9,6), ed è stata pensata per limitare i danni alla vendetta, e non arrecare più male di quanto se ne sia ricevuto. Mi hai dato un pugno, ti do un pugno, mi hai rigato la macchina, ti rigo la macchina. Questo modo di procedere è ancora molto attuale, e lo invochiamo per soddisfare la giustizia, o altre amenità simili.

Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra

Gesù porta un cambiamento, e dice di non opporti al male, proprio perché è male. Già sento i ruggiti dei leoni da tastiera: “Non è giusto! Chi fa il male deve pagare!” Gesù non dice una cosa diversa, ma cambia totalmente prospettiva. Il male fatto rimane male, ciò che deve cambiare è il tuo atteggiamento nei confronti del male. se il male ha un suo linguaggio e una sua procedura, non ha senso che tu usi le stesse modalità per combatterlo. Non opporti: cerca altre strade, non fare lo stesso errore; come scrive san Paolo ai Romani: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male”. (Rm 12,21).

Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”

Amore selettivo. Ti amo se mi ami, ti odio se mi odi. È la stessa misura della legge del taglione, che non solo non porta alcun beneficio, né a te, né agli altri, ma porta a deteriorare anche il bene, perché, proprio come l’acqua di un fiume, se la rinchiudi diventa una palude. Come l’amore, anche l’odio ha bisogno di dedizione, di impegno e di energie; poiché non puoi essere neutrale (non lo sei mai in realtà), la vita stessa ti chiede di esporti, di schierarti per il bene o per il male. E poiché le due situazioni seguono modalità e strade diverse, se applichi questo amore selettivo sarai spaccato dentro di te, e anche quello che chiami bene in realtà è un ripiegamento che ti uccide.

Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli

Sconvolge questa indicazione del Maestro: ti aspettavi un generico invito all’amore, un “volemose bene”. E invece no. Gesù sa bene che amare chi ci ama è sostanzialmente facile e naturale, e lo lascia a noi. Ci dà invece due indicazioni: amare i nemici. Ma come posso amarli, se siamo nemici? Lo dice la parola stessa: nemici, non amici, non amore. E poi pregare per i persecutori, ancora peggio! Il nemico è qualcuno con cui la relazione è interrotta da ambo i lati, e per avere nemici bisogna impegnarsi, esattamente allo stesso modo per chi desidera essere amico; il persecutore invece è qualcuno con cui non ho alcun legame, e dall’esterno viene a darmi fastidio. Pregare per questa persona è davvero difficile, vorresti lasciarti andare alla lamentela, e invece ti tocca pure pregare per lui!

Se amo il nemico, se prego per il persecutore, forse esternamente non cambierà lo stato delle cose, ma il mio cuore guarirà e la mia vita sarà profondamente pacificata. E il nemico potrà rimanere tale, ma sarà inoffensivo; il persecutore potrà continuare nella sua opera, ma la mia preghiera farà sì che la persecuzione diventerà uno strumento che porta la mia vita a un livello più alto.

Questo amore e questa preghiera saranno il grembo fecondo che darà alla luce una vita nuova: figli del Padre ci chiama Gesù. Essere figli non è un semplice dato di fatto, acquisito dalla genetica: essere figli, riconoscersi figli richiede una gestazione interiore che solo l’amore e la preghiera possono portare a termine.

Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?

Amare ed essere ricambiati è sempre bello e gratificante, e facciamo di tutto perché questo avvenga, ci arrabbiamo e viviamo delusioni se non c’è questo scambio di bene. Il Maestro alza l’asticella, e lo fa con una domanda: che ricompensa hai da questo facile amore? Qual è lo stipendio che riceverai? È questo il termine che il testo greco riporta, e sappiamo molto bene che senza lavoro e fatica la busta paga non arriva. Anche in questo caso, un amore ricambiato è meravigliosamente bello, ma non porta a nessuna ricompensa, ti lascia esattamente come sei, non vivi alcuna sfida con te stesso e quindi nessun miglioramento, nessuna crescita. Il Maestro indica ai discepoli una strada in salita: solo percorrendola potranno giungere alla meta.

Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste

Essere perfetti non significa non fare errori e meritare un bel 10. Essere perfetti significa completare, terminare, tagliare il traguardo. Hai mai visto come un maratoneta o un ciclista arriva al traguardo? Sudato, esausto, sfigurato, zoppicante! Questa immagine è la giusta idea della perfezione: non un qualcosa nato perfetto, del tutto irreale, ma una sfida vissuta, incarnata, portata a compimento.

Come il Padre. Non una qualsiasi e ideale perfezione, ma una perfezione che è di una persona: il Padre! Questa è la chiave di tutta la pagina: la perfezione del Padre rende possibile non opporsi al male, amare i nemici, pregare per i persecutori. E questa perfezione è il Figlio, il Santo, il Perfetto, il Bello, che nel suo percorso di incarnazione si è fatto peccato, imperfezione, ha vissuto il dolore e la morte. La Perfezione del Padre, Gesù Cristo, è quel maratoneta sfigurato e trasfigurato, che con un urlo di dolore taglia il traguardo. Grazie a Lui anche tu puoi vincere su te stesso, anche tu puoi scommettere alto ed essere perfetto come il Padre. Guardando la Perfezione continua a vivere l’amore, l’amore che costa sangue; Madre Teresa di Calcutta dice: “Ama come puoi, ama, ama finché fa male. Se ti fa male è un buon segno”.

Questo amore così fuori dalla tua portata ti viene offerto, accoglilo dalle mani del Padre, fallo tuo, vivilo finché fa male, vivilo, finché fa bene.

A cura di Luca Rubin

Sito Web

Sono maestro elementare, professione che cerco di vivere in pienezza, non come lavoro ma come vocazione e missione.
In parrocchia sono catechista, referente per i ministranti e accolito: in una parola, cerco di dare una mano! Mi piace molto leggere e scrivere, ascoltare musica classica, country e latina, stare in compagnia di amici. […]


Letture della Domenica
VII Domenica del Tempo Ordinario – ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

Ama il tuo prossimo come te stesso.Dal libro del Levìtico

Lv 19,1-2.17-18

Il Signore parlò a Mosè e disse:

«Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.

Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui.

Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”».

Parola di Dio 

Salmo Responsoriale

Dal Sal 102 (103)

R. Il Signore è buono e grande nell’amore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. R.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R.

Quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono. R.

Seconda Lettura

Tutto è vostro, ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1 Cor 3,16-23

Fratelli, non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia». E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani».

Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio. 

Parola di Dio 

Vangelo

Amate i vostri nemici.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5, 38-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.

Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Parola del Signore