Luca Rubin – Commento al Vangelo di domenica 12 Gennaio 2020

111

Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.

Gesù cammina verso un obiettivo. In molti ambienti parrocchiali si parla di percorso prebattesimale, catechesi in preparazione al battesimo, cammino di riscoperta del proprio battesimo, ecc. Anche Gesù cammina verso il suo battesimo, e lo fa coi suoi piedi, circa 50 km. Il Figlio di Dio sceglie ancora una volta l’incarnazione come regola di tutta la sua vita, e modalità del suo agire. Cammina verso il fiume Giordano, perché desidera, anche lui, farsi battezzare: Dio si rivolge a una creatura, si mette nelle sue mani per essere fatto: Dio non si propone come un prodotto finito, pronto da consumare, ma si mette nelle tue mani, accetta di essere più piccolo di te per essere da te accolto e assimilato nella tua vita.

Per essere immerso (questo significa la parola battesimo) in ciò che tu vivi, Gesù si incammina, e Lui, il Figlio, il Santo, si fa solidale coi peccatori. Perché non è vero che Dio non ama i peccatori, perché non è vero che Dio non ama gli imperfetti: se ti avesse voluto perfetto, bravo e impeccabile ti avrebbe creato così, e Dio, e avrebbe potuto farlo. Evidentemente gli vai bene così, ma non solo: Lui il Santo si fa peccato, il Potente si fa debole, il Grande si fa piccolo, di modo che qualsiasi tua magagna trova collocazione nella vita del Cristo, e le tue tenebre vengono rischiarate e riscaldate dalla presenza di Dio.

A Giovanni tutto questo non va bene. Gesù, ma ti rendi conto che non ha senso? Io sono la creatura e Tu il Creatore, e poi Tu non hai bisogno di battesimo, sei perfetto così… Giovanni è la parte razionale che trasborda dai nostri modi di essere e di agire, è il buon senso invocato ad ogni passo, Giovanni incarna la fatica dell’uomo ad accogliere e vivere la vicinanza con Dio, che non solo è vicino: è intimo, tocca le corde più profonde della nostra essenza, e questo ci sconcerta. Diciamo spesso che Dio è uno di noi, ma poi, quando lo è veramente, ne rimaniamo quasi scandalizzati, scioccati.

Lascia fare. Ora il Creatore torna a rimboccarsi le maniche e chiede alla creatura di lasciare fare. Quando non capisci, quando è troppo buio per leggere, quando la tua mente è stanca e non comprendi, quando il male supera il bene, quando tutto ciò che potevi fare lo hai fatto, lascia fare. Ben lontano da certi atteggiamenti di delega, Gesù invita Giovanni non a incrociare le braccia e attendere chissà quale prodigio. Gesù si fa battezzare da Giovanni, tocca a lui versare l’acqua sulla testa e sul corpo del Signore! Lascia fare è gustare della compagnia di Dio, è accettare che la tua vita è Sua, e la Sua vita è tua. Lascia fare è stringere le mani di Dio, è saper piangere sulla sua spalla, è saper gioire del suo amore, è saper camminare con Lui, in ogni tempo.

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Si aprirono per lui i cieli. Sarebbe stato strano il contrario. Gesù è uno con il Padre e lo Spirito e quando si vive una relazione, essa si manifesta, direttamente e indirettamente. I cieli si aprirono in quella fredda notte a Betlemme, quando angeli annunciano la nascita del Salvatore. I cieli si aprono ora, quando Gesù esce dall’acqua, nel momento in cui Lui si fa uno di noi; i cieli si aprono, perché è proprio questo il desiderio di Dio: essere uno con te. E come in una relazione vera, in certi momenti si arriva a toccare il cielo con un dito, ugualmente con Dio, il cielo si mette nelle tue mani, perché tu lo possa accogliere, e profumare di Lui ogni tuo pensiero, ogni tua azione.

Questi è il Figlio mio, l’amato. La voce del Padre sigilla il cammino del Figlio, conferma il lasciar fare di Giovanni, completa la totale immersione del cielo sulla terra. E cosa può esprimere il Padre se non l’amore per il Figlio? Ma attenzione: la loro non è una relazione che esclude, anzi: essendo noi figli nel Figlio, queste parole dicono anche di noi. Spesso ci piangiamo addosso, ci sentiamo inadeguati, non idonei, incapaci…

Il Padre ti dice: Tu sei il figlio mio, l’amato. Il cammino è lungo, nessuno è arrivato, ma già da ora Dio professa per te il suo smisurato amore, per te che grondi ancora miseria e imperfezione c’è l’abbraccio di chi ti ha creato e voluto, c’è il volo dello Spirito che viene in tuo aiuto. Tutto il cielo si muove per accoglierti in famiglia, e creare con te una relazione, una vita donata e ricevuta, a vicenda.

Un battesimo per due. Gesù si immerge nel tuo vissuto, e ti immerge nella vita del cielo. La Trinità ti accoglie in famiglia, e il Padre ti consacra figlio amato, per sempre.

A cura di Luca Rubin

Sito Web

Sono maestro elementare, professione che cerco di vivere in pienezza, non come lavoro ma come vocazione e missione.
In parrocchia sono catechista, referente per i ministranti e accolito: in una parola, cerco di dare una mano! Mi piace molto leggere e scrivere, ascoltare musica classica, country e latina, stare in compagnia di amici. […]


Letture della Domenica
BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO A – Festa
Colore liturgico: BIANCO

Prima Lettura

Ecco il mio servo di cui mi compiaccio.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 42,1-4.6-7

Così dice il Signore:
«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.

Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.

Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.

Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 28 (29)
R. Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza. R.

Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre. R.

Seconda Lettura

Vita familiare cristiana secondo il comandamento dell’amore.

Dagli Atti degli Apostoli
At 10,34-38

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. 

Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.

Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

Parola di Dio

Vangelo

Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.

Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.