Il commento al Vangelo del foglietto “La Domenica” dell’8 novembre 2015

QUESTA VEDOVA HA MESSO TUTTO QUELLO CHE AVEVA

Una povera vedova offre al tempio solo “due spiccioli”, una moneta modesta. Eppure quella piccola moneta agli occhi di Dio è ben più preziosa delle ricche e ostentate offerte dei benpensanti. Una lezione di grandezza e di umiltà per tutti noi. Oggi si celebra la Giornata del Ringraziamento.

[ads2] «In verità questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri».

IN una società che, oggi come in ogni tempo, punta sulla quantità e valuta le persone in base a un criterio di produttività, Gesù esorta i discepoli a non fermarsi all’esteriorità, ma a discernere attentamente le intenzioni del cuore: una povera vedova getta nel tesoro del tempio solo due spiccioli, ma, nella logica del Signore, lei ha donato più di tutti gli altri, perché con quel gesto ella ha consegnato se stessa e la propria vita a Dio, confidando nella sua Provvidenza di Padre (Vangelo). Così ha fatto Cristo, il cui sacrificio redentore non è stato fatto mediante qualcosa di materiale, come il sangue di capri e di tori, ma offrendo tutto se stesso a Dio una volta per sempre allo scopo di espiare i peccati del mondo e donare all’uomo la salvezza eterna (II Lettura). Questa disponibilità e questa umiltà raggiungono il cuore stesso di Dio, che gradisce un cuore puro e povero in spirito, e allora elargisce la sua Provvidenza in maniera che nulla manchi a quanti lo temono, come accadde a Elia e alla vedova di Sarepta, a cui non mancarono farina e olio per compiere il viaggio (I Lettura). Dio mostra così che egli non guarda l’apparenza, ma il cuore (Cfr. 1Sam 16,6).
Tiberio Cantaboni

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